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Jean-Marie Le Breton

Traduttore: R. Ferrara
Editore: Il Mulino
Anno edizione: 1999
Pagine: 384 p.
  • EAN: 9788815072153

scheda di Riberi, L., L'Indice 1998, n. 7

La Mitteleuropa è stata spesso, nell'Otto e Novecento, una zona nevralgica della storia europea, e tutto fa pensare che continuerà a esserlo in futuro. È perciò benvenuta questa sintesi che ne traccia la storia nel "secolo breve", quando si sono create le premesse delle questioni oggi sul tappeto. L'opera è divisa in due parti distinte, ma strettamente connesse: allo sguardo globale della prima parte, dedicata ai mutamenti dei sistemi internazionali e dei rapporti interstatali, segue l'analisi dell'evoluzione interna dei singoli Stati. Si tratta di una storia quasi esclusivamente politica, incentrata sull'operato delle forze politiche, sull'avvicendarsi dei governi, sul variare dei confini, che rimanda certo alla formazione dell'autore, un ex diplomatico, ma che ricorda anche come la politica abbia svolto sempre un ruolo determinante nei destini di questi paesi: dal loro atto di nascita (i trattati di Versailles) alla loro lunga subordinazione all'impero sovietico, ai contrasti ideologici interni al blocco comunista, fino al recente nuovo spostamento del pendolo del potere verso l'Occidente. Caratteristica comune di vicende nazionali per altri aspetti anche molto diverse appare così a Le Breton la costante impossibilità, dopo il 1918, di raggiungere un equilibrio stabile; tutti i mali derivano dall'instabilità provocata dal mutare dei rapporti di forza. Ne consegue quindi che gli Stati di quest'area "prenderanno in mano il loro destino solo a patto di instaurare un equilibrio di forze ben meditato".