La strada per Los Angeles

John Fante

Traduttore: F. Durante
Curatore: E. Trevi
Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
In commercio dal: 20 settembre 2016
Pagine: XXVI-200 p., Brossura
  • EAN: 9788806232450
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Descrizione


Un romanzo sfrontato, un inno alla spregiudicatezza amatissimo dai piú giovani, che vedono in John Fante il prototipo di tutti gli sbandati-sognatori che popolano la letteratura.

"Attenzione: colui che entrerà in scena all'inizio di questo romanzo, in qualità di umile spalatore di fossi, è uno dei personaggi più leggendari prodotti dalla letteratura moderna. Attenzione ad Arturo Bandini, il possente scrittore, lo spietato condottiero, l'invincibile mezzofondista, l'amante irresistibile, il tenero figlio che dà sangue e sudore per mantenere una famiglia di femmine parassite. Bandini l'immortale, orgoglio d'Italia e d'America; l'astuto Bandini che nessuno mette nel sacco; egli sta per fare la propria comparsa e conquisterà il mondo." (Sandro Veronesi)

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Recensioni dei clienti

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    Cristiano Cant

    22/06/2018 04:29:06

    Mille mestieri presi e poi gettati al largo fra sprezzo e orgogli feroci, l'oppressione di giornate pesanti e subito il rintanarsi in biblioteca fra le braccia di Nietzsche o di Spengler. Il desiderio che si agita in stanze chiuse fra ritagli di foto spinte, la madre che gli urla dietro la porta, la certezza sempre più crescente d'essere un grande scrittore: "Non essere una pecora Bandini! Preserva la santità della tua mente". Ecco cosa muove questo romanzo, impeto sognante e sfida alla vita, dolcezza ruvida, sguardo insofferente: "Cosa scrivi,racconti o romanzi? - Entrambi, sono ambidestro". Sempre pochi soldi a inseguire la sopravvivenza, una malinconia di mosche stanche, odori mollicci e effeminati a scandire rintocchi di sesso, scatarri e risse sotto le suole di un'adolescenza astiosa, catturata da tutto, dove il primo seme di un tentativo di scrittura inizia a lasciarsi andare: "Giorni e notti scorrevano sotto la matita come piedi di bambini in corsa". Disinvolta poesia di un affamato della vita, boria e pentimento a braccetto fra strade di bisogno, un ragazzo che sente la propria coscienza in tutte le sue urgenze, immature e laide, stentate e divoranti: "Cara Nebbia, sei una fanciulla in una veste bianca e io sono un cucchiaio sul davanzale". E' il disagio di Arturo quello che incontriamo, un quadro zuppo d'amore e di rancore che sfocerà nel suo andar via di casa, diretto verso la città degli angeli. Saluta la madre in una lettera che, dietro una durezza inutile, lascia gridare tutte le voci della tenerezza: "Lascerò te e la tua incantevole figlia per tentare gli usufrutti favolosi della mia incipiente carriera in profonda solitudine. Posso dire che ho molto di cui ringraziarti, oh Donna che hai soffiato il soffio della vita nel mio fatidico cervello". Mentre parte il treno la mente già fissa gli orizzonti del suo romanzo. Un'aria virile e smagata dentro un cuore bellissimo, la corsa verso il proprio astro, febbre e nostalgia. Amatissimo angelico Fante!

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