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Mark Haddon

Traduttore: P. Novarese
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2003
Pagine: 247 p. , ill. , Rilegato
  • EAN: 9788806166489

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, terzo romanzo dell'inglese Mark Haddon, racconta la storia di Christopher, un adolescente autistico, che decide di scoprire chi abbia ucciso con il forcone il cane della vicina. L'indagine di Christopher si trasforma presto in un viaggio nella recente storia della sua famiglia e in una difficoltosa iniziazione al mondo dei cosiddetti "normali", con tanto di descensus ad inferos e fuoriuscita salvifica, a Londra. Lo schema del racconto è semplice, tradizionale al massimo, ma risolto in un abile gioco di variazioni. Haddon è bravo a rappresentare la mente di questo ragazzino speciale - le sue idiosincrasie, la sua geniale predisposizione per i numeri, le sue difficoltà espressive e comunicative, il modello del suo linguaggio. Non si tratta solo di un divertissement, anche se in certi momenti, soprattutto quando si parla di matematica, può sembrare così. Haddon tocca questioni importanti: il rapporto tra padri e figli, l'adolescenza, il difficile tema della verità, per cui Christopher, anche per la sua patologica incapacità di creare metafore, si batte strenuamente. Christopher, con il suo handicap, è l'eroe di un mondo imperfetto e banale, e, in quel mondo, alla fine, si rivela forse il meno sbagliato. Il finale non è privo di retorica, e la bella morale pone a pieno titolo questo romanzo nella tradizione di certa letteratura giovanile (i primi due libri di Haddon sono dichiaratamente libri per ragazzi). Che cosa manca perché questo romanzo sia il grande romanzo che le quarte di copertina predicano? La credibilità - non dico la credibilità empirica, ma la credibilità artistica. L'impressione finale è questa: che l'autore si sia dato tutta una serie di ostacoli e di difficoltà e che il suo lavoro sia consistito principalmente nel superarli. La storia, in effetti, sarebbe di scarso o nullo interesse se il protagonista non fosse un bambino carenziato. Per uno come Christopher anche attraversare la strada può essere un'impresa. Così, molte descrizioni, oggettivamente noiose, ci stanno solo perché non possiamo credere che un ragazzino autistico si muova nello spazio e nel tempo come un qualsiasi ragazzino normale della sua età. Il romanzo allora è un romanzo sull'autismo? Neanche questo. Il romanzo usa l'autismo per essere più romanzesco - ma alla fine non ci riesce. Non si esce dall'orizzonte di Christopher e la cosa assurda è che questo orizzonte è, alla fine, il solo che l'autore ci spacci per buono.

Un ragazzino con gravi problemi di relazione, la misteriosa morte di un inerme cane barbone, un originale libro giallo, una madre scomparsa in circostanze poco chiare: sono questi gli ingredienti del fortunato romanzo di Mark Haddon, scrittore e illustratore di libri per ragazzi, che ha conquistato le vette delle classifiche dei best seller negli Stati Uniti e in Inghilterra. Questo libro segna il suo originale esordio nel campo della narrativa rivolta al pubblico adulto.
è un giallo diverso dai consueti, caratterizzato da una trama intrigante al punto giusto, seria ma allo stesso tempo divertente, che cattura sin dalle prime pagine l'attenzione dei lettori. Particolare è la figura del protagonista, il giovanissimo Christopher Boone, affetto da una grave forma di autismo che lo isola da tutto e da tutti ma non gli impedisce di sviluppare una forte passione per le storie gialle di Sherlock Holmes e una straordinaria capacità deduttiva. Grazie a questa sue capacità, il ragazzino che odia essere toccato, che non riesce a interpretare le espressioni del viso degli altri e non sorride mai, intraprende un'avventura che non ha nulla da invidiare a quelle del suo celebre eroe letterario. Inizialmente la sua indagine si concentra sulla triste fine del cane Wellington ma ben presto comincia a far luce su un mistero che lo tocca molto da vicino: la scomparsa della madre. Durante le sue ricerche scopre infatti alcune recenti lettere della donna, che credeva morta, e ricostruisce un complicato groviglio di relazioni fra i suoi genitori e la coppia dei vicini… Romanzo intenso e commovente, Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte ha il pregio di trattare con delicatezza un tema difficile come l'handicap psichico. Lo stile, lieve e intrigante, è vivacizzato dalle illustrazioni che si alternano al testo scritto e dal tono colloquiale del racconto, che nasce dalla voce dello stesso protagonista intento a ricostruire, mossa dopo mossa, il suo percorso di scoperta. Il risultato è una storia di formazione, adatta anche al pubblico dei più giovani; un libro di piacevole lettura, caratterizzato da verosimiglianza e intensità, che, oltre al divertimento, offre la possibilità di avvicinarsi a una realtà di disagio e difficoltà.

Recensioni dei clienti

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    melissa

    02/12/2015 10.01.57

    Ho letto questo libro perché ho iniziato la mia sfida personale di leggere tutti i "100 libri da leggere prima di morire" consigliata dalla BBC. E questo ne fa parte. E' stato il primo della lista perché mi ha incuriosito il titolo e la trama, ma in effetti, il libro in sé non mi ha colpito molto. Bella l'idea di mettersi nei panni di un ragazzino affetto da sindrome di Asperger, ma non mi è sembrato poi così tanto realistico. Non credo infatti che il protagonista possa essere così consapevole della sua malattia, spiegando al lettore ogni suo sintomo e ogni sua reazione. Mi è piaciuto molto invece come sono stati trattati i genitori, perché l' autore è stato veramente bravo a mettere in luce tutte le difficoltà che un padre e una madre devono affrontare con un figlio disabile: stanchezza, fatica, pazienza e amore incondizionato. La fine assolutamente deludente. Sinceramente non capisco perché questo titolo sia stato inserito nella lista dei 100 libri da leggere prima di morire, perché seppur di piacevole lettura, ci sono libri decisamente migliori di questo. Io non lo consiglio.

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    giuliog02

    19/04/2015 16.44.09

    Un racconto profondo, per certi versi stupefacente. Scritto molto bene, in modo fluido, con semplicità, leggerezza, grande chiarezza. Bravissimo l'autore a immedesimarsi sia nella mente di un ragazzino con la sindrome di Asperger sia nei genitori che si adoprano per seguirlo. L'ho letto d'un fiato, come se fosse un giallo, anche se in alcuni punti appare un filino lento. Parolacce e bestemmie potevano forse essere gestite in modo indiretto e più lieve. Importanti i concetti trasmessi: coraggio e impegno per andare oltre le proprie capacità, nonché di stabilire e raggiungere gli obbiettivi. E' un libro appassionante, che narra una storia bellissima, ben scritto. Va letto. E' ricco di metafore e di insegnamenti. In un periodo scarso di valori costituisce una sorta di guida al pensiero positivo. Assolutamente consigliato.

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    Lettrice Anonima

    25/08/2014 16.43.42

    Ho trovato questo libro davvero avvincente. Certo, é un libro che porta a riflessioni profonde che purtroppo non tutti capiranno. La vera trama é infatti quella che illustra le difficoltà di un ragazzo autistico, i problemi di famiglie con figli autistici, e quella del giallo dell'uccisione del cane é solo secondaria. L'autore riesce in un'impresa difficile: Conoscendo una ragazza con "problemi" simili (anche se più "lievi") a mio avviso potrebbe essere un libro scritto tranquillamente da lei, talmente sembra realistico. L'ho letto ora all'età di 14 anni, e credo di averlo compreso, ma vedo che purtroppo non tutti riescono ad apprezzare un libro del genere e capire i messaggi che l'autore invia.

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    faffa

    31/05/2014 21.25.33

    Romanzo spesso consigliato come libro di narrativa alle scuole medie superiori. Romanzo che da poco ho finito di leggere e che,incuriosita, ho preso in prestito dalla biblioteca della scuola. "Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte" è un romanzo particolare perché è"particolare" il punto di vista del narratore-protagonista. Christopher è un ragazzino affetto da una sindrome autistica per cui il suo mondo è fatto di numeri, di calcoli all'ennesima potenza, di ordine e precisione e di verità (perché la verità rientra nell'ordine mentale). In nome di questa verità Christopher si impunterà nella soluzione dell'uccisione del cane Wellington, cane appartenente alla sua vicina di casa: ciò che, però, si nasconde dietro la soluzione dello strano caso è, in realtà, la scoperta di una bugia e di un mistero familiare. La lettura del romanzo, se meditata, offre lo spunto per riflettere sui vari aspetti che un malato di autismo e la sua famiglia si possono trovare a vivere: l'ovvio della normalità non è possibile; le metafore non possono essere usate perché non immediatamente comprensibili dalla linearità autistica; i nervosismi familiari possono essere comprensibili e forse talvolta anche le espressioni gergali di rabbia e impotenza possono essere comprese; la voglia di fuggire o la forza di restare possono essere nello stesso tempo la "soluzione" al problema di avere messo al mondo un figlio cui si vuole tantissimo bene, ma non si è -purtroppo- in grado di potere realmente aiutare (anche se il figlio autistico, come Christopher nel caso nell'esame di matematica o della sua esperienza nella metropolitana londinese, è più che in grado di aiutare se stesso).

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    Silvia

    08/01/2014 08.46.10

    Bel romanzo profondo. Bravo l'autore che è riuscito a immedesimarsi nella mente di un ragazzino con la sindrome di Asperger.

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    Federico Rosa

    04/01/2014 13.02.14

    Un libro stupefacente. Scritto in maniera divina. Con una semplicità, leggerezza, chiarezza impressionanti. Non sono riuscito più a metterlo giù dopo averlo preso in mano, mi era capitato pochissime volte che un libro mi appassionasse cosi. Storia bellissima, scritto davvero bene. Consigliatissimo. E non preoccupatevi, non è un giallo...

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    mimi

    03/11/2013 11.40.21

    non concordo assolutamente con i commenti scritti in basso e penso che sia un bel libro. é vero in certi punti è un pochino più lento e attualmente non mi è piaciuto particolarmente. Penso comunque che sia molto originale e ben scritto. Straordinaria la capacità dell'autore di immedesimarsi sia nel personaggio con l'handicap sia nei genitori che si sforzano di seguirlo. Per quanto riguarda le parolacce e le bestemmie sì, in effetti si potevano pure un po' risparmiare ma non sono le parole che rendono brutto o bello un libro ma i concetti che ti trasmette, i quali per esempio: il coraggio di andare oltre le proprie capacità, di raggiungere i propri obbiettivi (lui voleva fare l'esame e alla fine l'ha fatto non l'ha fermato niente e nessuno). come l'ho letto adesso alla misera età di 14 anni il mio voto è di 4 stelle ma può darsi che magari quando lo rilegerò fra 10 anni lo troverò più bello o magari più brutto o condividerò altre cose. é molto importante non etichettare per sempre un libro o un persona o qualsiasi cosa ma lasciare sempre il proprio parere aperto ad un giudizio futuro.

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    Emiliano

    22/09/2013 00.44.53

    Incredibile come l'adulto Haddon riesca a calarsi nella mente di un bambino autistico spostando il suo punto di vista su ogni dettaglio della storia. Una lettura divertente, piacevole e spesso entusiasmante. Imperdibile.

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    Alessia

    30/09/2012 13.42.59

    Un libro molto bello. Apparantemente può sembrare un giallo, in realtà è un romanzo che racconta la vita di un ragazzino autistico di nome Christopher raccontata attraverso il suo punto di vista. Proprio per renderlo più realistico l'autore inserisce anche alcuni elementi di matematica (passione di Cristopher) che possono essere un po' noiosi e rendere il racconto meno scorrevole. In realtà la storia in sè è bellissima e molto commovente e il finale mi è piaciuto perchè mette in luce la forza di volontà di cristopeher e come abbia acquisito attraverso le sue esperienze una maggiore fiducia in se stesso e nelle sue qualità, nonstante la sua malattia e la sua vita non facile. Un modo intelligente e origimale di mostrare il mondo interiore di un bambino autistico e allo stesso tempo le difficoltà cui va incontro chi deve prendersene cura.

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    Checco

    12/02/2012 20.13.54

    Finito di leggere 10 minuti fa. Un libro drammatico e straziante, non per la condizione del protagonista, ma per come si susseguono gli eventi. Il finale allieta un po', ma non basterà a far dimenticare le tante sofferenze patite da questo ragazzo. Una narrazione originalissma, avvincente e anche stimolante in quanto piena di spunti interessanti, non solo di matematica, che mostra come chi sembra del tutto estraniato dal mondo a volte sia più razionale di quanto non si creda. Mi ha molto toccato, ve lo consiglio.

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    Rita

    25/01/2012 15.14.33

    Christoper ispira simpatia da subito e il libro è scritto in modo molto scorrevole. Io l'ho letto in lingua originale e l'ho comprato poi anche in italiano. Da leggere.

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    Silviez

    31/07/2011 18.00.23

    Lettura assolutamente positiva. Da premiare la scorrevolezza del testo, a volte forse sono troppo precise le descrizioni fisico matematiche delle passioni di Christopher per chi ha scelto il libro come fattispecie di giallo e non di romanzo scientifico ma comunque è una lettura consigliata.

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    Christopher John Francis Boone

    24/01/2011 21.39.13

    Niente di speciale come racconto. Mi sono molto stupito della banalità della storia, forse perché mi ero fatto troppe illusioni. E' anche un libro molto volgare: tutte quelle imprecazioni (tra cui anche una bestemmia) e quei "cazzo" presenti praticamente a ogni dialogo potevano essere risparmiati.

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    giorgio65

    31/10/2010 10.24.35

    Un bel libro, una storia commovente, ma parecchio inverosimile.

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    Massimo F.

    12/07/2010 22.29.40

    E’ un racconto delizioso. Haddon ci “scodella” una vicenda semplice, ma profonda ed altamente drammatica, che pone un particolare accento sulle difficoltà e sull’impotenza degli adulti nel conciliare le proprie vicende di vita con la cura e l’educazione di un ragazzo “straordinario” sotto tutti i punti di vista. Non so dove l’autore abbia colto l'ispirazione per descrivere con sensibilità, leggerezza ed una fluidità impressionante “il mestiere di vivere” del piccolo protagonista, non so se e quanto il racconto abbia radici scientifiche: so solo che è stata una lettura tanto piacevole, quanto emozionante. Consigliato assai….

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    Francesco1995

    20/06/2010 13.04.34

    Libro commovente ed emozionante. Lo consiglio a tutti quelli che pensano che leggere sia noioso. Peccato non poter dare più di 5!

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    monica

    26/10/2009 09.46.13

    L'ho trovato un libro semplice ma nello stesso tempo sono riuscita a leggere un messaggio molto profondo. Chi di noi non ha limiti e non cerca di superarli?

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    Kiara88

    28/08/2009 12.47.45

    Avevo letto la trama del libro e mi aveva molto colpito. E infatti si tratta sicuramente di un libro molto originale! All'autore va riconosciuto il merito di aver provato ad immedesimarsi in una mentalità disturbata! Pecato però non sia riuscito a coinvolgermi più di tanto...Già verso la metà del libro si scopre tutto e non c'é più l'entusiasmo di andare avanti!...Si tratta di una buona idea che poteva essere sviluppata molto meglio!

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    HERMIONE

    24/08/2009 19.29.18

    Molto carino e simpatico un giallo diverso dagli altri mi è piaciuto anche per quello che dice sulla logica e sulla matematica anche se certe volte è anche difficile capire i ragionamenti che fa.

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    pepito

    24/08/2009 12.35.22

    L'ho trovato un libro molto appassionante e interessante per chi, in maniera accattivante dal punto di vista letterario, vuole allargare i propri orizzonti. A mio avviso spiega bene i meccanismi di funzionamento della mente (non solo di quella particolare del protagonista)e ci permette di capire che ciascuno di noi affronta la realtà con i mezzi che possiede, senza per forza essere omologato alle modalità di pensiero dominante. Incuriosisce leggere le poche recensioni più che negative, addirittura di rifiuto formulate da soggetti giovani.

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