Lo strano mondo di Alex Woods

Gavin Extence

Traduttore: L. Sacchini
Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 24 aprile 2014
Pagine: 343 p., Brossura
  • EAN: 9788811687535
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Descrizione

Per Alex Woods la notte è un momento magico, l'unico momento in cui può gettarsi la paura alle spalle. Ogni notte si affaccia alla finestra per guardare le stelle. La stanza è invasa da libri di astronomia, la sua passione. Studiare le eterne e immutabili leggi che regolano l'universo è l'unico modo per fuggire dalla sua vita disordinata. Alex sa cosa significa essere strano. Non ha mai conosciuto suo padre e sua madre è una lettrice di tarocchi che l'ha cresciuto in un negozio pieno di candele, incensi e pozioni. E da quando ha dieci anni soffre di attacchi epilettici che riesce a controllare solo ascoltando musica classica ed enumerando i nomi delle costellazioni. A scuola i bulli lo perseguitano senza tregua. Un giorno, mentre fugge dall'ennesimo pestaggio, Alex cade e rotola in un giardino, devastando la siepe. Quando apre gli occhi si trova la canna di un fucile piantata in faccia. A imbracciare l'arma è il signor Peterson, un bislacco e arcigno vedovo. Un uomo solo, con una ferita nel cuore che non ha intenzione di rivelare a nessuno. Fra i due nasce la più improbabile delle amicizie, fatta di coltivazione di sostanze stupefacenti e letture dei romanzi più dissacranti. Ma quando il signor Peterson scopre di avere una grave malattia per Alex giunge il momento di sovvertire tutte le leggi dell'universo e intraprendere il più strambo dei viaggi. Perché solo lui può salvarlo...

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    Valentina

    12/01/2015 13:32:12

    Concordo molto con la recensione di "Lady Libro". Non sono mai stata così felice di aver finito un libro. La storia è noiosissima, sia per i dettagli inutili che dal nulla ti fanno pensare di leggere un libro di scienze anzichè un bel romanzo, sia perchè sulla storia principale lo scrittore rimane molto superficiale e distaccato. Quindi alla fine non ci sono avvenimenti o parti interessanti, è un unico susseguirsi di fatti inutili e certi anche irreali, con dialoghi vuoti e ripetizioni. Inoltre il protagonista vuole apparire a tutti i costi un genio che sa tutto non solo correggendo i dottori, ma parlando in tedesco con il receptionist che gli parlava tranquillamente in inglese. Delusissima. Soldi buttati.

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    FRANCESCO

    08/11/2014 20:53:37

    Deludente e pretenzioso.

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    Massimo F.

    22/05/2014 23:04:16

    Veramente da leggere. Raffinato, ma non lezioso, profondo senza annoiare. Un originale romanzo di formazione, una storia dolce e ben scritta di amicizia, amore e morte.

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    ROMANZIERE

    02/01/2014 10:53:39

    Altro che romanzo inutile... E' vero, all'inizio l'ho lasciato un pò perdere perchè non mi andava di leggere un romanzo di 343 pagine, poi però leggendo un pò mi sono spinto a finirlo in due giorni... Secondo me è davvero bello, specialmente l'intreccio della storia, il caso particolare del ragazzo con il meteorite, della fuga dal pestaggio, dell'incontro con un vecchio, della passione per Vonnegut, del modo reale in cui tratta la storia che potrebbe essere di chiunque ragazzo preso di mira alle scuole medie, della meditazione,del trattamento dell'epilessia, e poi la fuga del vecchio dall'ospedale per andare a morire in Svizzera,e poi i personaggi, tutti strani, bizzarri ma poi ti ci affezioni... Gli argomenti sono molto sensibili e il modo in cui sono trattati è magnifico... Lo consiglio vivamente!

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    angelo

    07/12/2013 14:25:40

    Ingredienti: un ragazzo apatico ed epilettico con un dna da genio, un vecchio solitario e malato a fargli da tutor, la passione comune per i libri, la scienza e la meditazione, una decisione drammatica (eutanasia) che impone una serena sintesi tra sentimenti e ragione. Consigliato: a chi ama fantameditare coi libri di K. Vonnegut, a chi gradisce viverviaggiare attraverso scienza, musica e filosofia.

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    Sofia

    05/09/2013 11:20:14

    Semplicemente bellissimo! Letto in pochissimi giorni. È vero, la storia è lenta, ma non diventa mai noiosa. Mi ha coinvolto molto, e alla fine mi sono ritrovata a pensare che sarebbe davvero bello poter avere un amico come Alex Woods. Non è strano, è speciale. Consigliato!

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    sylvia

    04/08/2013 18:39:29

    Che bella storia! Che bel viaggio. Un argomento così difficile,quale è poter decidere del proprio destino, trattato in modo delicato, tenero, a volte spassoso, comprensibile. Si può non condividere, ma questo Alex ha scelto con convinzione una strada e l'ha percorsa con maestria, ma soprattutto con affetto. Un libro davvero bello,profondo. Per me, idealmente vicino a "molto forte,incredibilmente vicino" di Safran Foer e a " l'eleganza del riccio" della Barbery. In ognuno di loro la storia si sviluppa in punta di piedi,con quel rispetto che sempre chiede il tema della morte, tema che dovrebbe impedire di applaudire ai funerali.

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    MANUELA CAPRI

    03/08/2013 11:18:27

    Romanzo algido, nonostante i temi affrontati: l'adolescenza di un ragazzino dall'intelligenza particolarmente acuta e l'eutanasia di un uomo anziano e molto malato. La narrazione pare quasi distaccarsi dai personaggi di cui tratta, anzichè trasportare il lettore dentro ai loro cuori.

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    Lady Libro

    15/06/2013 12:26:38

    Questo libro mi ha simpaticamente tenuto compagnia per diciotto lunghissimi e interminabili giorni grazie alla sua incommensurabile pesantezza (viva il sarcasmo). Perché sì: questo libro è noiosissimo e lentissimo per colpa di una trama che non decolla, troppe e inutili descrizioni ma soprattutto tanti, tanti, tantissimi elenchi di numeri, potenze, esperimenti scientifici, equazioni che trasformano il romanzo in un mattone da cento tonnellate. Ok, posso capire che essenzialmente tutto questo vuole rispecchiare ed evidenziare la passione del protagonista per l'astronomia e la scienza, però, cavolo, la mia povera mente prevalentemente umanista era ormai un mucchietto di cenere distrutto da tutta questa prolissità. A proposito, vogliamo parlare del protagonista? L'ho odiato fin dalle prime pagine (tanto che ad un certo punto tifavo per i bulli che lo perseguitavano): non ho mai visto un personaggio così saccente e perfettino in una storia (osa perfino correggere medici e dottori che ne sanno molto più di lui!), e, per di più sputa presunte perle di filosofia scientifica inutili e soprattutto non richieste. Ma il punto più debole dell'insieme è la trama che dovrebbe basarsi sul "forte rapporto" d'amicizia tra Alex e il signor Peterson che è un nulla di fatto: perché Gavin Extence racconta sì tutte le cose che fanno e condividono insieme, ma lo fa con una freddezza e una mancanza di sentimento tali che rendono questa relazione vuota, insignificante e inutile (come del resto tutto il romanzo). Vengono elencati i loro passatempi, ma senza descrivere cosa provano nel farli e questo mi ha intristito parecchio. Ha la pretesa di commuovere ed emozionare senza riuscirci neanche un pochino. Non me la sento per niente di consigliarlo, ma dato che globalmente è un bestseller, con tanto di plauso della critica, magari a qualcuno potrebbe piacere sicuramente più che a me.

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    Blurain

    28/05/2013 16:52:25

    Libro bellissimo che parla di argomenti profondi con la semplicità ed l'innocenza tipica del giovane protagonista.

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    radiolinablu

    21/05/2013 16:08:50

    Alex Woods è un ragazzo strambo, è stramba sua madre e lo è anche la sua storia. A 10 anni gli è capitato un "incidente" che lo ha reso unico al mondo, famoso, ma gli ha anche lasciato dei residui difficili da gestire: Alex è epilettico. Alex cura la sua malattia con la meditazione e lo aiutano a distrarsi i libri di astrofisica e neurologia, le sue grandi passioni. La prima parte del romanzo è divertente e ironica, il narratore è lo stesso protagonista che ci racconta la sua vita dal giorno dell'"incidente" in avanti, della sua lotta contro la malattia, del suo incontro con il signor Peterson, un vecchio solo e burbero che gli risponde a grugniti, del loro gruppo di lettura incentrato Vonnegut, il celebre autore di "Mattatoio n.5". Tutte queste esperienze, alcune anche commuoventi, sono raccontate con estrema leggerezza e condite di osservazioni argute del protagonista, un ragazzo dalla mente sveglia e dalla battuta pronta. Dai romanzi di Vonnegut Alex trae lo spunto per riflessioni importanti sulla morte, su Dio e sulla morale, che tuttavia non risultano mai noiose o inopportune, ma anzi pertinenti e interessanti. E' raro trovare un romanzo così lieve e accattivante ma anche così ricco di significati: dopo la lettura e dopo i tanti ragionamenti da essa favoriti, si ha come la sensazione di conoscere un po' meglio se stessi. Nella seconda parte del romanzo la storia si fa più triste e intensa e viene a mancare tutta la spensieratezza dei primi capitoli: l'argomento principale diventa il diritto di ogni uomo di auto-determinarsi, un diritto che ancora non viene universalmente riconosciuto per paura, ipocrisia o per motivi religiosi. Condivido a pieno le critiche affatto velate dell'autore ai media che sempre più spesso tendono a strumentalizzare il dolore delle persone e a farne fenomeni da baraccone da esibire e gettare in pasto a telespettatori ormai ubriachi di voyerismo e che vivono per interposta persona. Consigliato

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