Traduttore: S. Garavelli
Collana: Incipit
Anno edizione: 2009
In commercio dal: 9 novembre 2009
Pagine: 127 p., Brossura
  • EAN: 9788833918761
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Descrizione
"Quale sarà la condizione della società e della politica di questa Repubblica di qui a settant'anni, quando saranno ancora vivi alcuni dei bambini che adesso vanno a scuola? Sapremo salvaguardare il primato della Costituzione, l'uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge e l'incorruttibilità della giustizia, oppure avremo un governo del denaro e dei disonesti?" Joseph Pulitzer se lo chiedeva all'inizio del Novecento, quando per sua iniziativa nasceva la Scuola di giornalismo della Columbia University di New York. Era convinto che la risposta dipendesse in buona parte dalla qualità dell'informazione. A distanza di un secolo, nel momento in cui il consumo di notizie ha raggiunto ritmi prima inimmaginabili e rischia paradossalmente di rovesciarsi in disinformazione, la richiesta di qualità è ancora più decisiva per il bene pubblico. Perché "la nostra Repubblica e la sua stampa progrediranno o cadranno insieme".

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    ANDREA GIOSTRA

    20/09/2013 15:15:38

    Giornalismo o Propaganda? Verità o menzogna? Chi è il giornalista oggi? Era il 7 aprile del 1904 quando il 32° Presidente degli Stati Uniti d'America, Franklin Delano Roosevelt, pronunciò queste parole: "L'uomo che scrive, l'uomo che mese dopo mese, settimana dopo settimana, giorno dopo giorno fornisce il materiale destinato a plasmare il pensiero del nostro popolo è sostanzialmente l'uomo che più di chiunque altro contribuisce a determinare la natura del popolo e il tipo di governo che esso deciderà di darsi." Più di trent'anni dopo, il potente Ministro della Propaganda del Terzo Reich dal 1933 al 1945 e tra i più influenti gerarchi nazisti, Joseph Paul Goebbels, immaginiamo "ispirato" dalle parole di Roosevelt, ideo delle tecniche di propaganda così efficaci e così dirompenti da portare Adolf Hitler al potere in Germania e ad inventarsi il motto "Ripetete una cosa qualsiasi cento, mille, un milione di volte e diventerà verità." Per parlare di vero giornalismo, oggi bisognerebbe tornare alle origini, tornare a Pulitzer rileggendolo o leggendolo per la prima volta. Se non altro perché servirebbe per rispondere a questa domanda: qual è il confine tra "chi fa propaganda", notoriamente finalizzata alla conquista ed al mantenimento del potere utilizzando l'inganno e la menzogna ripetuta all'infinito tanto da farla apparire verità, e il "giornalista" di cui traccia un magnifico profilo Pulitzer alla fine dell'ottocento: "Un giornalista è la vedetta sul ponte di comando della nave dello Stato. Prende nota delle vele di passaggio e di tutte le piccole presenze di qualche interesse che punteggiano l'orizzonte quando c'è bel tempo. Riferisce di naufraghi alla deriva che la nave può trarre in salvo. Scruta attraverso la nebbia e la burrasca per allertare sui pericoli incombenti. Non agisce in base al proprio reddito né ai profitti del proprietario. Resta al suo posto per vigilare sulla sicurezza e il benessere delle persone che confidano in lui."?

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