Sull'amore sulla morte

Patrick Süskind

Traduttore: G. Agabio
Editore: TEA
Collana: Teadue
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
In commercio dal: 5 marzo 2009
Pagine: 72 p., Brossura
  • EAN: 9788850218158
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Descrizione
"Come può essere sentito e considerato come la massima felicità qualcosa che istupidisce e potenzialmente imbarbarisce? Alla fine l'amore è davvero solo una malattia, e neppure la più bella, bensì la più spaventosa che esista? Oppure è un veleno, ed è la quantità a decidere se sarà benefico o devastante? Aiuto, Socrate, aiuto!" Sono proprio l'amore e il suo funesto doppio, la morte, che Süskind ha deciso di affrontare in questo breve, ma intenso saggio. E per farlo chiama a raccolta testimoni illustri come Platone, Socrate, Goethe, Wagner, Stendhal, e mette a confronto il destino di Orfeo e di Gesù, in quanto entrambi hanno tentato di vincere la morte in nome dell'amore. E in questo confronto tra Mito e Storia, Süskind da prova del suo talento, oltreché di saggista, di narratore, di colui che sa misurarsi con gli abissi del sublime e tracciare un ritratto di un passato che non solo è parte di noi, ma nel quale ognuno può guardarsi come in uno specchio.

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    Giulia

    08/12/2014 11:27:46

    Originalità poca ma fa conoscere una parte di Platone e di Orfeo. La resurrezione di Lazzaro descritta con parole povere ma comprensibili per quanto riguarda l'episodio evangelico. Come sempre Suskind lascia segni arguti con il suo modo di scrivere.

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    Benedetta

    18/03/2009 22:17:58

    Di originale c'è poco: la prima parte parafrasa Platone, la seconda ripercorre il mito di Orfeo con addentellati significativi all'episodio evangelico della resurrezione di Lazzaro. Il tono impertinente e arguto di Suskind è però irresistibile!

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    Giulio Rutigliano

    23/04/2008 16:02:27

    Delizioso pamphlet che dà vita ad una sorta di considerazione a voce alta (pardon, scritta) su una tematica che può essere trattata solo con stile e ironia. L'accostamento tra Gesù di Nazareth ed Orfeo sembra irriverente o, addirittura slasfemo, ma serve ad aprire gli occhi sui persuasori occulti o palesi che siano, Quando parla della resurrezione di Lazzaro il paragone con un recente slogan "Rialzati Italia" diventa quasi un presagio di un copione recentemente vissuto (che i massmediologi non si siano ispirati a questa operina?). Gradevolissimo da leggere: scrittura sobria, veloce, accattivante. E' trattato male il povero Heinrich von Kleist che, povero lui, era un disturbato mentale (oggi lo definiremmo "bipolare") che non poteva, stando alla sua patologia, evitare l'omicidio-suicidio nel più puro stile romantico (natura, amore e morte).

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