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Bruce Chatwin

Traduttore: C. Morena
Editore: Adelphi
Collana: Gli Adelphi
Edizione: 7
Anno edizione: 1996
Formato: Tascabile
Pagine: 290 p. , Brossura
  • EAN: 9788845912153

Recensioni dei clienti

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    anna nibba

    26/01/2012 20.01.23

    Banale, noioso, sciatto, superficiale, insulso. Uno dei più brutti libri che abbia mai letto. Non comperatelo e se ve lo regalano buttatelo via.

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    roby

    23/07/2009 14.24.49

    Libro molto noioso, a mio parere, troppo ordinario e statico,banale come i due protagonisti della storia. L'autore sembra un po' troppo fissato con tutto ciò che riguarda la morte... Un pregio? Le descrizioni dei paesaggi, delle azioni, dei sentimenti, molto evocative che portano alla creazione di un quadro molto nitido e vicino della realtà narrata.

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    stefano

    25/06/2008 14.37.28

    bella narrativa, buona capacità evocativa, manca la vicenda. È la storia di tutta una vita, che però, in mancanza di una trama diventa una sorta di accostamento di singoli episodi.

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    simonetta cestarelli

    27/04/2007 11.13.09

    Chatwin,in questo romanzo,propone una nuova elaborazione del tema della lontananza intesa non come distanza spaziale e quindi viaggio,ma come distanza temporale,mostrando il modo in cui nei confini di un piccolo spazio si può vivere distanti dal resto del mondo.I gemelli Jones:Benjamin e Lewis,vivono nella fattoria "La Visione" al limite fra l’Inghilterra e il Galles.Il confine geografico delle due regioni passa proprio sulla scala all’interno della fattoria.La città più vicina è Rhulen,dove si svolge la vita sociale,più in là è situato Hereford,il posto oltre il quale i Jones non sono mai andati.I Jones sono identici,i loro personaggi possono essere considerati un’unica entità funzionale all’interno del romanzo ed un’unica presenza;il loro essere doppi,che è quasi un limite della vita reale,li rende vulnerabili e complessi, dipendenti l'uno dall'altro quanto differenti.Gli altri personaggi del romanzo rimangono quasi comparse,sullo sfondo di una campagna gallese immobile e solitaria.Il racconto è scandito dalle emozionie dal vissuto dai ritmi sempre uguali dei Jones ,si percepisce solo l'eco della vita del mondo:due guerre mondiali,l'arruolamento ed una modernità che avanza e che sembra non toccarli,trincerati come sono all’interno del proprio confine da non oltrepassare.Benjamin e Lewis, ingenui, carichi di una innocenza quasi infantile,legati alla loro terra,due esistenze fuse in una sola che,se vengono momentaneamente separate dalla morte,tendono a ricongiungersi anche materialmente nell’unica lapide sopra le loro tombe.In tutto il romanzo si percepisce un senso di tristezza ed il tentativo di dilatare il tempo della vita che per quanto lunga sembra comunque sfuggire dalle mani.Chatwin non delude neppure in questo soggetto distante dai suoi romanzi precedenti,paradosso del viaggio inteso in senso proprio,il suo stile rapido e piacevole che si contrappone alla lentezza della storia.Non mancano gli accenni autobiografici e l’intensità di emozioni tipiche di Cahtwin.simonetta cestarelli

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    Zeruhur

    13/03/2006 00.48.18

    Dopo il Chatwin viaggiatore ho voluto scoprire quello romanziere. Sulla collina nera ha il respiro della grande saga familiare, ricondotta però al binomio dei due gemelli Jones, protagonisti del romanzo. Binomio perché i due fratelli sono un unicum, un’entità completa solo nella sinergia delle due componenti e inesistenti come unità separate. Stupisce la loro totale empatia che pure li porta al contrasto. Sarà Lewis, il più forte dei due a dover rinunciare ad una vita propria per amore del gemello incapace di amare e vivere se non entro i confini della cerchia familiare. Ed è un cerchio che racchiude le loro vicende. Non già spaziale, poiché i luoghi del racconto sono ristretti a poche miglia ma temporale. Il respiro del racconto inizia e si esaurisce con la vita dei protagonisti, dalla fine dell’Ottocento agli anni ’80 del Novecento. Lo sfondo della vicenda è un’immutabile campagna gallese, incorrotta dal tempo e dagli eventi, da ritmi di vita sempre uguali. I personaggi di contorno restano sullo sfondo, anch’essi generazioni delle stesse famiglie che incontriamo già all’inizio del romanzo. Tutta la narrazione è pervasa da un forte senso di amarezza e nostalgia, ma soprattutto di sospensione temporale: come se ottant’anni di vita trascorressero e svanissero in un battito d’ali di farfalla. Lo stile è sempre quello di Chatwin: fresco, mai prolisso, aneddotico. Non mi viene migliore immagine per descriverlo che quella di penellate fresche appena accennate, ma che nel complesso creano un grande affresco.

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    joesimpson

    06/10/2004 14.19.03

    bellissimo libro. E' stato il primo libro di chatwin che ho letto, una storia che si snoda lenta nelle campagne dell'isola britannica, con questi due gemelli così uguali e così diversi. Non voglio aggiungere altro, leggetelo

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    FABIO SCARNATI

    12/09/2003 16.43.43

    Il libro più bello di Chatwin. Anche questo a modo suo è un libro di viaggi, solo che questa volta lo scrittore non descrive un viaggio nello spazio bensì nel tempo. L’ ambientazione è statica, una fattoria posta ai confini tra il Galles e l’Inghilterra. Chatwin narra la storia di due gemelli identici e pur diversi dal 1900 al 1982 legati dal destino in modo indissolubile. La morte riuscirà a separarli, ma solo per ricongiungerli nell’ eternità. L’ immagine della lapide doppia con la quale si chiude il romanzo è una delle più belle della letteratura degli ultimi anni.

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    Zack

    04/09/2001 14.28.42

    Semplicemente straordinario, Chatwin supera se stesso raccontando la storia di due persone costrette a vivere in spazio limitato, un cerchio magico, dal cantore dei viaggi un libro che per paradosso ne è la negazione.

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