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Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2015
Formato: Tascabile
Pagine: 157 p., Rilegato
  • EAN: 9788811688150
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    MB

    17/09/2016 18.07.42

    La psicologia è fine, al pari dell'intreccio. Un groviglio di esistenze scrupolosamente annodato penetra gli avvenimenti con la sensibilità amplificata dall'incredulità. Non capire quello che ti succede, non avere la forza di abbracciare eventi tanto più grandi di te produce un'energia visionaria, in grado di trasformare i singoli fatti in un formicolante spettacolo di dettagli emozionali. La scrittura di Sara Rattaro è multicentrica, fitta ed intensa, mai asservita alle semplici esigenze della coerenza narrativa e alla banale esigenza di modulare la tensione in vista di un finale ad effetto. Di fronte alle sue pagine sparse, strappate ora all'una ora all'altra prospettiva della coscienza, abbiamo la sensazione di perderci, con il capogiro provocato dallo sguardo caleidoscopico che attraversa uno spioncino. Siamo anche noi, in qualche senso, seduti sulla sedia sbagliata, alle prese con le derive altrui, con tante, diverse incapacità di comprendere che non ci appartengono, e che, ciò malgrado, fanno di tutto per aggrapparsi al nostro pensiero, come per chiedere il nostro aiuto. Il viaggio è vertiginoso e barcollante, eppure lucidissimo e tenace, nel suo inseguire le tracce delle flebili intuizioni di una possibile via d'uscita. Nel frattempo l'anima dolente impugna saldamente il ricordo come strumento di interpretazione del presente. E coltiva l'angoscia come chiave d'accesso alla verità.

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    Lauretta71

    02/09/2016 19.50.05

    Profondamente angosciante, di difficile lettura, pur essendo una madre e comprendendo appieno ciò che la Rattaro ci mostra dei sentimenti dei protagonisti, non lo considero la sua opera migliore. Pagine e pagine di pura sofferenza, di abissi dell'anima.

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    lauretta

    28/08/2016 01.04.01

    I romanzi della Rattaro sono piccoli gioielli, fatta eccezione per pochi casi. Ma questo l'ho trovato angosciante, difficile da portare a termine la lettura. Sono una madre. Forse il motivo è quello...non saprei.

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    teresa

    03/01/2016 08.59.40

    Un libro letto tutto d'un fiato, 157 pagine che mi hanno assorbito completamente, mi hanno fatto riflettere, mi hanno fatto emozionare, mi hanno fatto rattristare.Sono stata catapultata all'interno di quattro storie tragiche, raccontate parallelamente ma che si intrecciano tra loro alla perfezione, in ognuna della quali viene data voce alla vittima o al carnefice. A mano a mano che le pagine scorrono viene naturale porsi una semplice domanda: chi è la vera vittima? chi è il vero carnefice?

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    michela

    01/10/2015 10.45.21

    Concordo con le tue opinioni. Ho iniziato a leggere il libro pensando fosse una "brutta copia" di un libro della Picoult 19 Minuti che io amo molto. E' simile ma questo libro trasmette dei sentimenti delle emozioni e della sofferenza che lei ha dedicato alle MAMME ma che secondo me non si limitano a questo ruolo. molto molto bello raffinato nella scrittura e nel senso che da a ogni frase. Purtroppo i figli non sono nostri.... li mettiamo al mondo ma sono SUOI.... e nelle situazioni cosi drammatiche e vere è l'unica risposta che ci possiamo dare per non morire dentro. ottimo libro

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    LoLi

    28/06/2015 18.39.28

    Anche se l'autrice è una mia cara amica e conosco la sua scrittura che sempre mi magnetizza, mi sono avvicinata a questo romanzo con pregiudizio: perché ne conoscevo la trama e perché sapevo che era il suo primo libro. Be', SULLA SEDIA SBAGLIATA (ex Morellini - oggi Garzanti) di Sara Rattaro assolutamente non è un romanzo di esordio; semmai è il primo romanzo di un'autrice che fin dall'inizio ha saputo scrivere con una sapienza istintiva, con una profonda osservazione della realtà, con un'abilissima e lucidissima interpretazione dei fatti di cronaca, con una forza narrativa tutta sua: io - mamma di un figlio giovinetto, per dirla col poeta, e donna con tanta vita dentro - non saprei nemmeno iniziarlo. Personalmente mi ha lasciata senza fiato.

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    roberta

    01/12/2014 10.20.11

    All'inizio ti sembra anche strano che sia un libro di Sara Rattaro, se hai già letto quelli che ha scritto dopo... poi però continuando la lettura, riconosci il suo tocco sempre di più. Mentre leggi, diverse cose non ti tornano e ti si crea un po' di confusione in testa, ma poi verso la fine, ogni tessera del mosaico va al proprio posto... forse però è consigliabile una seconda lettura, per essere sicuri di aver messo bene tutte le tessere! In questo libro pensavo che mancasse la stretta al cuore, sensazione che non manca mai nei libri della Rattaro, e invece, quando proprio non ci speravi più, arriva anche quella... sicuramente da leggere, ma preparati a non mollare :))

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    Dina

    02/07/2014 14.49.47

    Ho letto questo libro dopo gli altri 2 della Rattaro che adoro, e l'ho trovato diverso dagli altri ma ugualmente graffiante, intenso e vivo!

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    Francesco

    31/03/2014 08.50.00

    Un giovane uccide, sotto l'effetto di stupefacenti, la propria ragazza. L'omicida, sua madre e la madre della vittima iniziano un doloroso percorso, infarcito di riflessioni, ricordi, rimpianti. Il narrazione scorre lenta, ossessiva, piatta. Dopo la lettura di "Un uso qualunque di te" e "Non volare via", il primo particolarmente bello, "Sulla sedia sbagliata" è una doccia fredda , sembra scritto da un'altra autrice. Ah, non sono riuscito a finirlo.

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    Marta80

    09/01/2014 11.47.20

    Ho apprezzato questo romanzo, intenso e coinvolgente. Storie di vittime e carnefici raccontate a più voci, che si sviluppano in un intreccio i cui nodi si sciolgono completamente solo alla fine. Nota negativa invece per l'edizione,infarcita di errori a livello francamente imbarazzante: nomi propri scritti con la lettera minuscola, lettera minuscola dopo il punto, parole scritte senza spazio tra l'una e l'altra...In certi tratti mi sembrava di avere tra le mani il tema di un alunno delle elementari. Questo ha disturbato non poco la mia lettura e non mi ha permesso di godere appieno dell'opera.

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    marta

    04/11/2013 11.51.42

    e' un libro da leggere a mio parere..la scrittura e' molto particolare e introspettiva..mi ha emozionato. Complimenti all'autrice, sicuramente leggero' qualche altro suo libro.

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    MICHELA

    31/10/2013 11.17.31

    Non mi è per niente piaciuto... Mancava quel qualcosa in più, l'ho trovato piatto.

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    Luciana

    26/05/2013 23.46.31

    Questo libro è bello, bello, bello. Non ho mai letto qualcosa di così intenso... Ho letto di questa scrittrce che trovo bravissimo ma questo è il migliore di tutti i suoi splendii romanzi. Una capacità unica di parlare di cose reali. Leggetelo!

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    alessia

    07/02/2013 06.35.30

    Toccante...lo si divora in un attimo!!!

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    Isa

    15/12/2012 12.15.40

    Aspettavo proprio un libro come questo per assegnare un bel 5 abbondante! Sono solo 160 pagg. ma e' proprio un gioiellino! Solo arrivando alla fine si ha la visione dell'intero "puzzle". E' un libro da rileggere volentieri per cogliere le sfumature che rischi di perdere ad una prima lettura!

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    Giorgio

    16/07/2012 22.56.56

    Libro difficile sia da raccontare che da leggere..originale e coraggioso Questa autrice ha stoffa Complimenti

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    anto

    12/07/2012 13.11.16

    Appena ho letto le prime pagine di questo libro, ho pensato "Questo è uno di quei pochi a cui attribuirò 5 stelline!". Adesso che ho concluso la lettura ne attribuisco 4, ma in realtà sarebbe più giusto un 3,75...se solo si potesse! Il libro mi è sicuramente piaciuto, ma probabilmente andava impostato meglio, poiche i punti di vista e le voci narranti sono tante. Crea confusione, non si riesce a comprendere tutto appieno se non negli ultimi 3 capitoli. Nel complesso però è un romanzo "intimo" dove i sentimenti di ogni personaggio prevalgono sulla storia; è una storia forte che ci impone mille riflessioni. E' vero, dietro un carnefice e una vittima, ci sono genitori affranti dal dolore! Eppure spesso ci si concentra solo ed esclusivamente sul mostro e non sulla realtà e sulle persone che lo circondano. Forse perchè è più facile, o forse perchè prevale la rabbia, più che legittima, nei confronti di un'azione ingiustificata. E' anche vero che l'infanzia è quella che ci forma, ma che può anche segnarci per tutta la vita! E poi c'è la speranza di un trapianto, di continuare con la propria vita e la consapevolezza di dover attendere che un'altra persona muoia. E allora i sentimenti sono contrastanti e l'aspetto psicologico, così come i condizionamenti che ne derivano, non sono da sottovalutare! Una cosa è sicura: questo libro di temi importanti ne affronta parecchi e le donne hanno un ruolo predominante rispetto alle figure maschili, che comunque ci sono.

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    Ragnetto

    28/06/2012 16.15.13

    Vado controcorrente, non mi sento di dare più della sufficienza a questo romanzo....pur trattando un tema che io sento molto, non è riuscito davvero ad emozionarmi. Sicuramente originale la struttura a più voci, peccato che si fa fatica a distinguere una voce dall'altra...lo stile è sempre quello, non cambia mai, anche se cambia il narratore. Forse l'intento era proprio questo, dimostrare che vittime e carnefici si assomigliano tutti in qualche modo, ma io l'ho trovato un po' irrealistico. La Rattaro ha sicuramente del talento, ma questo libro mi è sembrato troppo "costruito" e artificioso.

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    Franco

    06/06/2012 22.15.40

    Dopo aver letto un uso qualunque di te sono andata a cercare anche questo. Una storia forte, intensa e che fa riflettere. Molto impegnativo ma ben scritto e ricco di emozione. Originale nel suo costrutto e nei temi trattati. Bello

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    Marisa

    09/05/2012 11.01.58

    Sembra quasi una partitura musicale: tre storie e sei voci si alternano in una trama i cui fili si intrecciano via via. Scritto in maniera sublime, per me anche superiore al romanzo che l'ha resa famosa. E' impossibile non immedesimarsi nei personaggi, impossibile staccarsi dalla pagine.

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