Sulle scogliere di marmo

Ernst Jünger

Traduttore: A. Pellegrini
Editore: Guanda
Anno edizione: 2002
Formato: Tascabile
In commercio dal: 15/02/2002
Pagine: XIX-115 p.
  • EAN: 9788882464356
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    Cristiano Cant

    21/05/2014 12:50:50

    Ecco un libro straordinario, evocativo, un'opera costruita in un potente e splendido contrasto fra la grazia di una natura intatta e i sibili di granate imminenti, tra un Eden ancora possibile e un inferno alle porte schiacciante e definitivo. Il salto, il confronto fra i due estremi, quello nostalgico e selvaggiamente romantico delle scogliere incontaminate e quello tragico di eserciti e di uccisioni che stanno per annunciarsi, è il nodo e il nucleo di un capolavoro senza difetti. Anche se accusato di facili partigianerie destrorse e di protezioni col regime, Junger qui vola oltre ogni bassa appartenenza e ogni mostrina e grado di parte e dona alle lettere un libro eterno a cui sempre tornare con rispetto e amare senza esitazioni.

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    Stefano Vaglio Laurin

    02/06/2013 14:56:26

    Un romanzo ampiamente descrittivo, con pochissimo (o nessuno) spazio concesso al dialogo diretto tra i soggetti che animano la vicenda. Allegorie, simbolismi, metafore alimentate da un'osservazione ed un compiacimento di tutto cio' che la natura puo' offrire, sia essa rappresentata da flora, fauna, morfologia del territorio o campionario umano. Un' ambientazione suggestiva per una situazione riferibile ad epoche lontane, ma volutamente non collocabile in un periodo storico ben definito. Qui si confrontano individui che rappresentano il bene o il male, la tradizione o la barbarie. Una piccola civilta' che soccombe sotto i fendenti implacabili del Forestaro e delle sue truppe. Quest'ultimo e' portatore dei peggiori istinti e sentimenti umani : totalmente amorale, avverso ad ogni forma di cultura, la osteggia in quanto ne avverte la pericolosita'. Il Forestaro, come Goebbels , insomma "avrebbe messo mano alla pistola se avesse sentito parlare di cultura". Alcuni attribuiscono a Junger la volonta' di denunciare con il romanzo l'avvento della dittatura nazionalsocialista incombente , visto che il libro venne scritto poco dopo la Notte dei cristalli. Penso che categorizzare il racconto quale grido d'allarme per l'autoritarismo che sarebbe seguito in Germania di li' a poco, significa scantonare dall'obiettivo reale per il quale venne scritto. Junger vuole che il suo messaggio superi le barriere del tempo e dello spazio. Il Forestaro, nemico materialista e violento di ogni forma di civilita' eretta su basi tradizionaliste, e' sempre alla porta e non necessariamente deve rivestire la corazza e brandire una spada.Nel terzo millennio potrebbe tranquillamente indossare anche un doppiopetto gessato, piu' comoda uniforme per un'oligarchia finanziaria determinata a sopprimere la tradizione millenaria e cristiana dell' Occidente.

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    Il Guardiano

    07/04/2008 14:14:27

    Romanzo visionario, simbolico, ultratemporale. Scrittura levigata ed evocativa. Dignitosa difesa della propria civiltà. Della civiltà. Attesa e tempesta. Letteratura superiore.

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    Antonio

    19/11/2007 23:33:30

    Una pietra miliare nella storia della letteratura contemporanea. Un libro al contempo misterico e profetico, intessuto di suggestioni potenti. Nonostante il romanzo sia del 1939, Ernst Junger pare scrivere per la nostra epoca, ancora prima che per la sua.

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