Il suono della montagna

Yasunari Kawabata

Traduttore: A. Ricca Suga
Editore: Bompiani
Edizione: 6
Anno edizione: 2002
Formato: Tascabile
In commercio dal: 4 settembre 2002
Pagine: 286 p.
  • EAN: 9788845252617
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    lina

    14/08/2015 23:37:20

    Interessante ma prolisso.

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    alida airaghi

    17/02/2014 06:34:52

    Un romanzo che non esce dai confini della famiglia, e dai tesi rapporti che si instaurano all'interno di essa, mantenendo nel corso di tutta la narrazione un suo ritmo pacato e lineare, risolto in frasi brevi ma non perentorie, bensì modulate quasi seguendo la pudica circospezione con cui i personaggi esprimono i loro sentimenti. I dialoghi sembrano alludere a emozioni taciute o rimosse; le descrizioni attente, eppure mai troppo dettagliate o pedanti. E' lo stile magistrale del grandissimo Kawabata, qui esibito in una delle sue rese migliori: la trama, ridotta a scarni e poco più che banali avvenimenti, viene messa in secondo piano dalla delicatezza con cui lo sguardo del narratore si sofferma sulle sfumature di gesti, discorsi, moti dell'animo dei protagonisti. Shingo è un professionista sessantenne, che negli anni '50 vive in un sobborgo di Tokyo con la sua famiglia. Si trova a fare i conti sia con l'invecchiamento fisico (sordità, insonnia, cali di memoria), sia con la trasformazione dell'ambiente che lo circonda (perdita di parenti e amici, problemi economici, ricostruzione postbellica, deterioramento dei rapporti sociali), sia soprattutto con le problematiche irrisolte all'interno della suo nucleo familiare. La moglie gli è sempre più estranea, chiusa in un ottuso e rassicurante egoismo: l'unica confidenza tra loro è quella della vicinanza nel sonno, tormentato però dal russare di lei, e dal contatto con i suoi piedi ghiacciati. La figlia, indisponente e rancorosa, tornata nella casa paterna con le due bambine piccole dopo il fallimento del matrimonio, non gli nasconde la sua ostilità. Il figlio alcolizzato e violento tradisce la giovane moglie con crudele ostentazione. E' solo con questa sua dolcissima nuora che Shingo riesce a vivere la tenerezza di un rapporto fatto di reciproca dedizione, cura, e riconoscente adesione alla bellezza della natura: questo affetto casto e profondo unisce i due in un nobile e consolatorio riscatto dal mondo circostante.

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    alessandro

    23/06/2009 19:42:06

    Possiedo da molto tempo questo romanzo di Kawabata.Sono stato invitato alla lettura dal Signor Kakuro che ho conosciuto ne L'eleganza del riccio di Barbey Muriel. "Oramai sono un albero sepolto,ma i fiori del cuore vivono ancora". Shingo,Kakuro ed io,avevamo già disposto un bilancio della nostra esistenza.Per tutti era tranquilla e conscia di una dignitosa decadenza. Ma l'incontro di Kikuko,Renée e Michela,ci ha offerto l'inaspettata possibilità di viverla come mai prima,pienamente. Purtroppo ognuno ha il proprio Tempo con cui lottare. "Il gracchiare del corvo porta l'alba al giorno:batte la pioggia ostinata di maggio".

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    standbyme

    01/08/2007 17:01:38

    Il mio collega Roger che conosce molto bene il Giappone, la cultura giapponese e anche un po’ della lingua del paese del Sol Levante mi ha regalato questo piccolo gioiello. La cronaca giornaliera di una famiglia giapponese agli inizi degli anni ’60, moglie, marito, figlio e nuora ai quali si aggiunge la figlia con le sue due piccole bambine. Assistiamo a piccoli episodi di vita quotidiana: una cagnolina di un vicino che viene a partorire sotto il portico dei Ogata, la crescita degli alberi nel giardino, gli uccelli, la caduta di una riccio di castagna… scene apparentemente banali ma che daranno la forza a Shingo, -il capo famiglia- che assiste allo sfaldamento inarrestabile della sua vita e della sua famiglia, di superare i momenti più critici. Con l’aiuto della dolcissima Kikuko, la giovane e infelice moglie di suo figlio, pian piano tutti i problemi verranno superati e la famiglia si ritroverà più unita e felice. È il primo romanzo che leggo di Kawabata e mi viene spontaneo paragonarlo all’unico altro autore giapponese che conosco: Murakami (è da maggio che aspetto “Kafka sulla spiaggia”). Mi sono reso conto però che il paragone è improponibile due stili e tematiche completamente diverse. Ma tornando a “Il suono della montagna” lo reputo un libro dolcissimo, che forse non ti farà sussultare, ma che vale veramente la pena di leggere.

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    pancho

    10/03/2007 19:29:22

    elegante ed incisivo come un acquarello giapponese. raffinatissimo nel far comprendere una società fatta di sguardi, di emozioni trattenute, di parole non dette. mentre la vita scorre, glia alberi fioriscono e si spogliano e il destino è lì, paziente, in attesa. da far conoscere di più.

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