Susanna

Bringing up Baby

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Titolo originale: Bringing up Baby
Regia: Howard Hawks
Paese: Stati Uniti
Anno: 1938
Supporto: DVD
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Punti Premium: 10

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Un'eccentrica ereditiera dà la caccia ad un noncurante zoologo che sta cercando di recuperare un importante osso di dinosauro che è stato rubato dal cane della signora. Entrambi danno anche la caccia ad un leopardo.
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    Riccardo Alberti

    02/09/2020 00:23:13

    La più brillante, scalmanata, svitata screwball comedy hollywoodiana che riesce a miscelare in maniera stupefacente un umorismo da cult, fatto di ritmo frenetico, gags a raffica, equivoci esilaranti, dialoghi zeppi di non-sense e situazioni tipicamente slapstick, con dosi calibrate di romanticismo, tutto giocato sulla tradizionale battaglia fra i sessi e sul gioco della seduzione. Cary Grant è un tranquillo paleontologo, distratto, occhialuto e un po' imbranato, vittima predestinata di un'ereditiera invadente e "picchiatella", interpretata da una Katherine Hepburn dalla bellezza glamour ed affilata, che lo trascinerà in un turbinio di scorribande all'inseguimento di ossa di dinosauro, cagnolini capricciosi e cuccioli di leopardo di nome "Baby" ("Bringing Up Baby" è il titolo originale), in un continuo crescendo che culminerà inevitabilmente nelle prigioni di una cittadina di provincia. Lui è bravissimo, con le sue espressive smorfiette e le piccole deliziose improvvisazioni, ma la vera mattatrice è lei (ai tempi già vincitrice del suo primo Oscar, assegnatole nel 1934), assolutamente perfetta nei panni della flapper ricca, viziata e civettuola, ma irresistibilmente simpatica. Il personaggio di Susan, d'altro canto, sembra confezionato apposta per la Hepburn, risultando quasi una parodia della figura pubblica e privata dell'attrice, ragazza ricca dell'alta società, compagna di uomini ricchissimi (come Howard Hughes), donna indipendente, moderna, priva di tabù e apparentemente eccentrica, come quando si divertiva a spiazzare giornalisti ed ammiratori con risposte senza senso, finalizzate ad irridere la morbosa curiosità del pubblico per la vita delle star del cinema, ma che le valsero l'appellativo di "Katherine l'arrogante" e l'avversione degli spettatori. Proprio tale avversione fu probabilmente alla base dell'insuccesso del film che, seppur ben accolto dalla critica, risultò infruttuoso al botteghino. Per me, invece, le 5 stelle sono inevitabili, ma con lode!

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    Dora

    24/04/2019 12:43:44

    Capolavoro di Howard Hawks, con Hepburn e Grant magnifici protagonisti.

  • Film in bianco e nero
  • Produzione: Dynit RKO, 2016
  • Distribuzione: Terminal Video
  • Durata: 102 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 2.0 - mono);Inglese (Dolby Digital 2.0 - mono)
  • Lingua sottotitoli: Italiano
  • Formato Schermo: 1,33:1
  • Area2
  • Cary Grant Cover

    "Nome d'arte di Archibald Alexander Leach, attore statunitense di origine inglese. A quindici anni fugge da casa per seguire un gruppo di saltimbanchi e al loro seguito lascia la natia Inghilterra per sbarcare a New York. Per anni lavora in teatri di secondo rango (salvo un'apparizione a Brodway accanto all'attrice F. Wray), fino a quando, ormai quasi trentenne, si trasferisce a Hollywood e ottiene un ingaggio alla Paramount che gli vale una piccola parte in This is the Night (Questa è la notte, 1932) di F. Tuttle. Già nel film successivo, Il diavolo nell'abisso (1932) di M. Gering, gli viene affidato un ruolo di maggior peso: è secondo ufficiale di bordo, al fianco del comandante G. Cooper; alto e atletico, ha la stessa andatura dinoccolata di quest'ultimo, al quale in seguito verrà spesso... Approfondisci
  • Katharine Hepburn Cover

    Propr. K. Houghton H., attrice statunitense. Alta, magra, le lunghe gambe slanciate, lo stupendo volto coperto di lentiggini, proviene da una famiglia progressista e anticonformista, il padre medico famoso, la madre plurilaureata e con un passato da suffragetta militante. Frequenta il college, ma sin da giovanissima la sua aspirazione è diventare attrice. Dopo un non brillante esordio in teatro, il cinema si rivela presto il suo autentico universo. Evita l'apprendistato esordendo da protagonista in Febbre di vivere (1932) di G. Cukor. L'anno seguente ottiene il suo primo Oscar per l'interpretazione in Gloria del mattino (1933) di L. Sherman, nelle vesti di una ingenua e sfortunata attrice di teatro in cerca di scrittura. Dopo alcuni film di routine, tra i quali Amore tzigano (1934) di R. Wallace,... Approfondisci
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