Il tamburo di latta - Günter Grass - copertina

Il tamburo di latta

Günter Grass

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Traduttore: B. Bianchi
Editore: Feltrinelli
Edizione: 4
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
In commercio dal: 27 dicembre 2012
Pagine: 604 p., Brossura
  • EAN: 9788807880339
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Il tamburo di latta

Günter Grass

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Romanzo epocale, "Il tamburo di latta" compie cinquant'anni e conserva tutta la sua carica provocatoria. In modo umoristico e grottesco, narra la vicenda del protagonista Oskar Matzerath, il tamburino inseparabile dal suo tamburo e con una voce potentissima che manda in frantumi i vetri. Dal manicomio dove è rinchiuso Oskar rievoca la propria storia, indissolubilmente intrecciata alla storia tedesca della prima metà del Novecento. Scorrono così nel fiume del suo racconto immagini memorabili, a partire da fatti leggendari come il concepimento e la nascita della madre sotto le quattro gonne della nonna, passando per la sua venuta al mondo ricca di presagi, fino all'ascesa irresistibile del nazismo e al crollo della Germania. È stato nel giorno del suo terzo compleanno che Oskar, in odio alla famiglia, al padre, alla società ipocrita, ha deciso di non crescere più. Da quell'osservatorio particolare che è la città polacco-tedesca di Danzica e poi da Düsseldorf, grazie alla sua prospettiva anomala di nano, può guardare al mondo degli uomini dal basso e scorgerne così meglio le miserie e gli orrori, mentre la sua deformità si staglia contro la ripugnanza della normalità piccolo-borghese. Con occhi disincantati e spalancati sulla ferocia e violenza del mondo grida una rabbia che non risparmia la viltà e la corruzione di nessuno, neppure le proprie. Di questa pietra miliare della letteratura contemporanea viene ora proposta una nuova traduzione.
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    Pietro

    04/04/2019 16:08:39

    Duro, affilato ma necessario.

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    Marta

    06/12/2018 21:11:31

    Libro che lascia il segno. Non è un libro di evasione, ma un'arma che ti segna dentro, con immagini nuove e straordinarie. Non sei la stessa persona dopo averlo letto, perché senti di aver attraversato un mondo unico che ti spiega il senso dell'esistenza.

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    Erika

    22/09/2018 21:35:40

    ottimo libro e molto bello da leggere, autore conosciuto tra i banchi dell'università e mai più mollato.

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    Enrico

    09/07/2018 20:21:07

    Estenuante, al limite dell'illeggibilità. Pochi spunti, davvero magistrali, ma insufficienti per dare scorrevolezza al testo. Grass è capace di momenti di lirismo incomparabile, tanto come di lunghi periodi ripetitivi ed inconcludenti dove la noia anestetizza ogni cosa. Ha scritto opere decisamente più riuscite.

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    Raffaele

    29/05/2018 20:14:14

    In conclusione una enorme delusione, non bastano l'incoraggiante inizio - e per inizio intendo almeno 2/300 pagine con alcuni ottimi e singolari episodi - e l'attraente sconsideratezza di aver creato "un mostro" nano, pazzo e deforme per scrivere (in modo piuttosto semplice) la storia del popolo casciubico durante la guerra, per rendere attraente un romanzo che, per quanto mi riguarda, non lo è. Un ripetersi di brevi capitoli nei quali, dopo oltre metà del libro, ci si aspetta una acuta e brillante evoluzione dei fatti, un cambio di registro che dia seguito e senso al racconto, una luce nell'ombra; invece nulla. Nessuno dei personaggi mi ha particolarmente colpito, tutti anonimi (tranne nonna Anna e Agnes che esce di scena troppo presto), ed anche Oskar l'invincibile, non lascia il segno. Un romanzo cupo, sbiadito e privo di intensità.

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    AdrianaT.

    25/11/2017 11:11:44

    Personaggio estremo dai tratti malaussèniani. Improbabile e imprevedibile, il grottesco Oskar dal tamburo incorporato col suo canto vetricida - micidiale arma di offesa e di difesa - tiene alla larga chiunque voglia porre distanza fra lui e l'inseparabile latta. Volontariamente fermatosi ad un terzo della statura normale, Oskar ha però in sé una diversa grandezza: quella del suo creatore. Linguaggio e scrittura pop - così mi viene da definirla - fortissima e faticosissima; acuta, ironica, intelligente, strampalata, rocambolesca, picaresca, brillante, impegnativa ma trascinante. Da lettore bisogna farci i conti, prima o poi, con questo surreale protagonista che si narra contemporaneamente in prima e terza persona in un incessante entrare e uscire da sé stesso che sa di follia; la lucida follia di una storia e di personaggi resi con stile, struttura e contenuti unici.

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    Gaia

    11/10/2015 23:21:30

    Di solito non commento le recensioni degli altri, ma in questo caso non riesco a trattenermi, dare 1 a un capolavoro è veramente aberrante e presuntuoso, manca la capacità di andare un pò oltre gli schemi. Detto questo mi concentrerò sulle mie sensazioni. Il titolo non mi ha mai ispirato perciò ho tardato a leggerlo, ma quando l'ho fatto l'esperienza è stata faticosa ma appagante. Le tragedie storiche della prima metà del novecento si intrecciano con la tragedia familiare e personale di Oskar. Attraverso il suo personalissimo punto di vista di psicotico recluso in manicomio riscrive più e più volte le sue tristi e interessantissime esperienze di vita in un caleidoscopio in cui gli eventi si rimescolano e cambiano impedendo al lettore di raggiungere una verità certa. Mi chiedo se il grande psichiatra francese Racamier l'abbia letto e se facendolo abbia ritrovato traccia della sua incestaulità, abbia sentito l'odore di zolfo emanato dalla famiglia di Oskar, i prodromi ci sono tutti, la sparizione dello zio, l'incertezza dei rapporti familiari che intercorrono tra i personaggi...Una caratteristica del pensiero di Oskar è l'onnipotenza, lui pensa di essere colpevole della morte di tutti i suoi cari: la madre, il padre presunto, il padre leggittimo; è anche convinto di aver smesso di crescere e di aver ripreso a crescere per sua decisione, tutto dipende da lui. Più che un dramma di denuncia sociale mi sembra una tragedia molto individuale e familiare aggravata dal contesto storico tragico.

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    Manu

    29/06/2015 23:10:35

    Forse non lo avrò capito,ma è uno dei pochissimi libri che non sono neppure riuscita a finire... e vi assicuro che ne ho letti tanti e non mi "arrendo" facilmente! Ripetitivo ed inconcludente.

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    Maria Luisa Valeri

    20/03/2013 11:32:55

    Questo romanzo è sicuramente il capolavoro assoluto del più originale e visionario scrittore tedesco del secondo dopoguerra.

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  • Günter Grass Cover

    Figlio di madre polacca e padre tedesco, Günter Grass nasce a Danzica, allora città-stato indipendente. Un luogo multietnico in cui polacchi, tedeschi e kashubi convivevano tra tensioni e fatiche. I genitori del piccolo Günter possiedono una drogheria, e lui va a scuola fino a 15 anni, quando prova ad arruolarsi nella marina del Terzo Reich. Non ci riuscirà, ed entrerà come volontario nel Reichsarbeitsdienst e due anni dopo nelle Waffen SS. (Confesserà la sua infatuazione per il Terzo Reich in un libro di gran scalpore, Sbucciando la cipolla, edito in Italia nel 2007 per Einaudi). Nel 1945 viene ferito dagli Alleati e, catturato dagli statunitensi, viene rinchiuso in un campo di prigionia in Baviera. Dopo al guerra viene liberato ma perde del tutto i contatti... Approfondisci
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