Categorie

Barbara D'Urso

Editore: Mondadori
Collana: Ingrandimenti
Anno edizione: 2011
Pagine: 179 p. , Rilegato
  • EAN: 9788804613862

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Hannah

    11/02/2013 10.11.44

    Per chi può immedesimarsi in un dolore per la perdita di una persona cara: può leggerlo, almeno è meglio di chi scrive libri inutili. Mi è piaciuto! Vi consiglio anche: "ALIA VITA", il cui ricavato sarà devoluto alla ricerca per il cancro.

  • User Icon

    Maria

    13/12/2012 11.47.12

    Un libro molto bello , l'ho letto tutto di un fiato. Molto commovente il ricordo di Barbara che ha della mamma e il peso di quella maledetta malattia che ha toccato ne profondo lei e tutta la famiglia.

  • User Icon

    Romolo Ricapito

    14/03/2012 23.38.50

    Mi ha soddisfatto quest'ultimo libro di Barbara D'Urso, "Tanto poi esce il sole. Come il dolore mi ha resa più forte", in quanto attraverso una spietata analisi del passato si illustra al lettore una sorta di rinascita personale . Rinascita però che è avvenuta gradatamente, sin dalla malattia della madre per un linfoma non Hodkin avvenuta quando la conduttrice era poco più che una bambina. Il male, inesorabile, si fa strada tra le mura familiari diventando dolore quotidiano, quindi abitudine. La piccola Maria Carmela si abitua sin da subito a convivere con stati alterati di salute, ma ciò la porta a una maturità precoce, prima interiorizzata, in seguito sviluppatasi di pari passo alla sua indipendenza, che ha inizio con l'abbandono della casa paterna ai 18 anni di età. La D'Urso cerca di glissare sulla severità del padre, che però non può tacere quando viene narrato che il genitore, per tenerla a bada,secondo un'educazione arcaica e padronale, la frusta con degli strumenti da cavallo. Le ferite riportate sulla pelle viva diventano esposizione al primo innamorato col quale Maria Carmela salterà il fosso della verginità. Lo stato di malore, malessere e malattia, sin troppo sopportato e interiorizzato, renderà nella mente dell'autrice normale tale condizione, anormale quella della felicità. Per raggiungere la quale Barbara D'Urso si è sottoposta a un'analisi spietata di sé stessa, tentando di definire i contorni dei suoi rapporti amorosi, sofferti fino allo sfinimento in una concezione delle relazioni con l'altro sesso totalizzante e romantica, includente l'annullamento dell'individuo donna. Il racconto della carriera cede il passo al personale, dall'infanzia alla maturità, coinvolgendo i lettori . Perciò il libro merita di essere letto, per conoscere la personalità nascosta e sottaciuta di Barbara D'Urso.

Scrivi una recensione