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Thierry Jonquet

Traduttore: G. De Angelis
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2011
Pagine: 139 p., Brossura
  • EAN: 9788806209766
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Recensioni dei clienti

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    pierxx84

    31/05/2016 12.19.25

    Thriller di piacevole lettura, finale non scontanto, ma sinceramente mi aspettavo mooolto di più.

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    Giacomo Bellini

    06/01/2015 00.02.21

    Ottimo romanzo. Che dire i francesi sul noir bisogna lasciarli fare. Mi dispiace che un autore come Jonquet in Italia sia trascurato. In questo romanzo riesce a costruire una tensione crescente che culmina in uno sviluppo veramente originale. Mi dispiace non poter aggiungere altro per non rovinare il finale.

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    Alexis.it

    01/07/2012 18.18.53

    Questo piccolo libro inizia in un modo che sembra davvero ingarbugliato, come se vi fossero tre fili narrativi indipendenti. In realtà, man mano che scorrono le pagine, ci si rende conto che fra i fili si crea un nodo e tutto diventa più chiaro. Tanti tasselli che sembrano mancare improvvisamente si presentano e descrivono in modo grottesco la pazzia di un uomo considerato rispettabile da molti ma, in realtà, solo pochi conoscono realmente la sua natura. Un libro controverso e di difficile comprensione al punto che io stessa non saprei ben dire se può essere consigliato.

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    Leonardo Banfi

    01/02/2012 14.59.12

    Un Noir, se cosi' si puo' definire, anche se del Noir per me non ha niente. Un romanzo breve o racconto lungo, che a primo impatto risulta essere confuso, caotico. Il linguaggio e' semplice, poco articolato, eccetto la scelta dell'autore di passare dalla narrazione in terza persona a quella in seconda persona. La seconda parte piu' scorrevole e piu' interessante, una fine rapida, forse avrebbe potuto sviluppare meglio la trama e scrivere almeno un centinaio di pagine in piu'. Complessivamente un romanzo leggibile.

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    maurisal

    18/12/2011 18.55.24

    Veramente, non capisco cosa si possa trovare in questo libro, lo stile letterario e' piatto e banale, non asciutto. Arrivato a meta'. ero indeciso se lasciarlo. L'ho terminato per capire, ma il mio giudizio e': scadente. Leggete "Plenilunio" di Antonio Munoz Molina, poi mi direte.

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    Sica del Gruppo Neuro

    17/11/2011 10.44.20

    Bel libro per stomaci forti prestatomi da un amico, anch'egli del Gruppo Neuro. La cosa strana è che nella sostanziale drammaticità (a dir poco) della trama, verso la terz'ultima pagina mi è scappata una risata (Alex, segregato anch'egli, che non riesce a capire la surreale scena che gli sta accadendo dinanzi agli occhi). Quindi, se alla fine un romanzo del genere riesce anche a strapparti una (di numero) risata, allora merita davvero Voto Alto.

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    iaia

    04/10/2011 15.07.54

    ho finito il libro in questo momento,una sola parola: potente!ti colpisce in faccia come uno schiaffo,da leggere assolutamente per chi voglia stile asciutto,ma trama originale.

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    Laura

    04/10/2011 12.38.06

    Geniale! Da non perdere!

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    Gabriele

    17/09/2009 19.32.26

    Mi sarebbe piaciuto ancora di più se fosse stato un libro da 200 pagine. Alcuni passaggi ti lasciano basito, le tinte sono molto forti a livello sessuale, di violenza ce n'è ma è più psicologica che fisica. Non lo consiglierei mai ai minori di 27 anni, che si godano la vita prima di leggere e rischiare di essere depistati. Son riuscito a farmi anche un paio di risate. Stop.

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    maurizio

    17/06/2008 08.21.47

    Un noir che si fa leggere tutto d'un fiato. Non credo che per emozionare un giallo debba contenere necessariamente una storia credibile. Un trattato concentrato di come la mente umana possa diventare folle e perversa, e su questo sicuramete la fantasia supera la realta'.

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    Parallelo77

    31/05/2008 22.52.35

    Una bella storia malata. Intrigante ma inverosimile la trama, un pò ingenui gli sviluppi e uno stile poco convincente e incisivo. Speriamo che Almodovar, nella sua trasposizione su pellicola, riesca a liberare la storia di qualche ragnatela di troppo.

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    coe81

    25/05/2008 22.31.50

    alla fine il libro non mantiene la bella idea che è all'origine del testo. Apprezzabile la narrazione sfasata, ma quando si finisce di leggerlo si ha la stessa sensazione di una promessa non del tutto mantenuta

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