Tartufo o l'impostore

Molière

Editore: Einaudi
Anno edizione: 1974
Pagine: XVIII-181 p.
  • EAN: 9788806391317

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    Cristiano Cant

    15/11/2017 21:43:34

    Se il miracolo di un'opera è già in ciò che illustra ed offre nel suo testo, non riesco a contare quanti miracoli a loro volta si sommino in ciò che essa smuove e sconvolge aprendo, al di là di quel perimetro di pagine, una quantità infinita di spunti e riflessioni. L'animo umano quasi si perde a enumerare dentro di sé la flotta di simboli, valori, morali uccise e riaffermate, segreti svelati e realtà intime che si alternano via via nel corso della vicenda. Questo libro è la prova di ciò che scrivo. Un tesoro di ricchezza senza tempo. Cesare Garboli ha ragione quando in prefazione scrive: "Se esistesse un insegnamento, una cattedra del "colpo di scena" l'apparizione di Tartufo nella commedia di Molière si meriterebbe un anno di dispense". Chi sia davvero Tartufo non lo sapremo mai e lo sapremo sempre. Un baro, un burattinaio di genio, o forse la nostra stessa coscienza? Questo servo che ragiona da padrone senza poterne incarnare l'interezza, questo figuro silente che manovra con lo sguardo e istiga e persuade e seduce, tuttavia manca dell'elemento indispensabile, manca (sempre per citare Garboli): "dell'impetuosa gioia di distruggersi, del coraggio della propria malattia". Sa infilarsi nelle crune più strette delle carenze e delle fragilità altrui, le sente, le annusa, le controlla, egli è "protagonista di un mistero che non gli appartiene". Resta però sempre troppo lucido, troppo freddamente presente a se stesso per potersi alzare ai fasti della compiutezza assoluta, del riuscire, del vincere. Ma questo non importa, perché a quel punto subentra l'incanto innato che gli dà il teatro col suo straordinario gioco di specchi, di passaggi e trovate. Tartufo è una delle più grandi sfingi del nostro dentro, il luogo sensibile in cui sanno tenersi insieme, in una folle e strepitosa armonia, il giusto e l'inesatto, il mite e lo strisciante, il miserabile e il virtuoso. E tutti a livelli di perfezione indiscutibile. Senz'altro più di un grande capolavoro.

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