Traduttore: I. Carmignani
Editore: Rizzoli
Collana: Vintage
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
Pagine: 412 p., Brossura
  • EAN: 9788817070881
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    Riccardo

    25/07/2017 20:28:48

    Parte bene, per una buona metà intriga, poi si perde e sembra avere fretta di arrivare ad un finale che si intuisce troppo presto... pare quasi che l'autore abbia fretta di concludere, come se avesse perso gli appunti e non sapesse come andare avanti. Quattro stelle per la prima parte, una sulla seconda, nel complesso deludente (almeno per me: mi era piacuito "Il Club Dumas", mi attendevo qualcosa almeno allo stesso livello)

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    barbagianni39

    19/08/2016 12:38:36

    Attratto dal nome dell'autore e dai giudizi positivi ho voluto leggere questo racconto. Devo dire che mi ha molto deluso; l'assassino lo si intuisce già da un quarto circa del libro; le lunghe dissertazioni sugli scacchi, che potranno anche interessare i cultori di tale gioco, rendono faticoso il procedere della vicenda. Unico punto a favore la scorrevolezza del testo: un po' poco.

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    luca Bidoli

    19/08/2016 11:36:15

    Si tratta di un buon romanzo, che si legge con interesse crescente e che sa dosare gli elementi del mistero, della fascinazione storica ed artistica legata ad una inquietante e controversa tavola fiamminga nella personaggi di lignaggio stanno giocando una strana e ambigua partita a scacchi. Un tema affascinate che offre il contrappunto per una narrazione precisa e dettagliata, svolta da una restauratrice che indaga su scritte misteriose che riaffiorano dalla storia, e fatti, altrettanto di difficile interpretazione e angoscianti, che si radicano nella contemporaneità. Un gioco di rimandi, di specchi, di pezzi che si muovono sia nella scacchiera sia nella realtà, con un caleidoscopico vortice di similitudini e di simboli da interpretare. Non è vero che il gioco degli scacchi, come si ritiene spesso, rimandi ad una battaglia - con due eserciti contrapposti- il suo riferimento principale è un omicidio, o, meglio, un parricidio. Questa è già una chiave di lettura. Un libro che mi ha donato due ottime serate, fascinose.

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    Piero Paci

    17/06/2016 19:18:04

    Mai, se non dopo la lettura dell'ultima opera di Reverte "Due uomini buoni", che definisco un "capolavoro", mi sono sentito così incerto nel giudizio della "Tavola fiamminga", un perfetto e geniale rompicapo thriller scacchistico così ben elaborato da apparire a tratti anche superiore all'ultima opera scritta. Entrambe opere assolutamente da non perdere!

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