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Francesco Fiorentino

Editore: Laterza
Collana: Manuali Laterza
Edizione: 2
Anno edizione: 2008
Pagine: 139 p. , Brossura
  • EAN: 9788842085669
Il volume, che inaugura la serie "Istituzioni di letteratura francese", di cui sono già apparsi altri "manuali", pone all'origine del teatro del grand siècle un progetto (condiviso da tre "attori": re e ministri, scrittori-poeti-critici, pubblico) di cui sono qui ripercorsi i sentieri incrociati: dalla situazione di debolezza di una monarchia ancora instabile e di un teatro di fatto inesistente ai trionfi di un re Sole e del "secolo d'oro", alla condivisa e progressiva perdita dell'aura. Fin dal primo capitolo si palesano le linee portanti di questo studio: l'attenzione al contesto culturale e politico, la messa a fuoco dell'influenza reciproca intercorsa tra una società in evoluzione e la contemporanea creazione di un teatro nazionale, l'interesse per la storia dei generi. Sono così evidenziati i legami tra le istituzioni politiche, tese a strumentalizzare la cultura per propagandare nuovi valori, quali l'unità del regno e l'autorità monarchica, e il mondo del teatro (che dal mecenatismo dipendeva in grande parte, data la mancanza di diritti d'autore). Legami stretti che non hanno tuttavia impedito all'arte di seguire ragioni proprie (ma anche ai rappresentanti del potere: per Richelieu, Mazarino e Luigi XIV la scena era stata preliminarmente fonte di piacere e di un prezioso immaginario simbolico). L'indugio sul contesto sociale e perfino urbanistico finisce per trasmettere i fermenti vivaci di un'epoca in cui la formazione del gusto ha costituito il fattore creativo e determinante di una nuova civiltà, dando luogo, tra l'altro, a dibattiti e discese in campo oggi poco immaginabili per siffatte questioni vitali. La scansione cronologica che articola tutto il volume diventa particolarmente utile nell'affrontare la questione dei generi e la loro fortuna alterna: una questione intricata (qui ricostruita con una chiarezza che riesce a evitare le semplificazioni), che ha visto il successo di forme ibride e aperte convivere con l'elaborazione delle regole del classicismo, e che ha visto persistere elementi di transizione e di compromesso anche quando si instaura la codificazione più rigida. Il piglio narrativo con cui sono intrecciati tutti questi motivi e con cui sono raccontate le trame delle pièces di Corneille, di Racine, di Molière (e non solo) rende accattivante la lettura, mentre l'efficacia didattica è assicurata dai mirati rinvii critici nel testo e dai riferimenti bibliografici. Questo "manuale" si rivela così perfettamente funzionale ai nuovi programmi universitari e in qualche modo dà loro senso e consistenza.
Delia Gambelli