Traduttore: L. Fusari
Editore: Il Saggiatore
Collana: La cultura
Anno edizione: 2015
In commercio dal: 25 ottobre 2015
Pagine: 281 p., Brossura
  • EAN: 9788842821670
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Descrizione
Autore di culto della letteratura americana contemporanea, restio alle attenzioni dei media ma autenticamente seminale - suoi gli incubi che hanno ispirato la prima stagione di True Detective -, Thomas Ligotti è considerato l'unico successore di Edgar Allan Poe e H.P. Lovecraft. Lontano dalle atmosfere urbane e quotidiane che caratterizzano l'opera di Stephen King, Ligotti fa sua la lezione dei maestri del passato e mette il lettore di fronte a un orrore che non ha forma né volto né contorno, un orrore che non si può dire, a stento pensare, e che ha nell'indeterminatezza la radice della presa angosciante che esercita sulla nostra immaginazione. In "Teatro grottesco" l'orrore nasce da seminterrati in cui il buio e l'umido hanno prodotto una vita brulicante che aspetta di insinuarsi nel nostro mondo; da isolate fabbriche nelle cui viscere si producono artefatti meccanici dagli scopi imperscrutabili; da catene di montaggio in cui la presenza di misteriosi supervisori è così schiacciante da trasformare l'uomo in ingranaggio; da cittadine in cui la vita è una messinscena e solo quanto accade sui palcoscenici di una fiera itinerante è reale. Gli abitanti di questo mondo dalla mente impazzita e il cuore selvaggio si muovono in retrobottega fiocamente illuminati, in gallerie d'arte dall'aspetto sinistro, al centro di paludi dove sopravvivono culti antichi e innominabili, tutti alla ricerca disperata di un senso che sembra alla loro portata e che, pure, è preclusa.

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    Sandro Gramm. '74

    09/11/2018 17:34:23

    Terza antologia del maestro americano Thomas Ligotti. In molti hanno azzardato paragoni letterari, ma a mio avviso Ligotti è paragonabile soltanto a se stesso, uno stile unico, cerebrale, oscuro sino all'estremo, straniante, onirico e fortemente disturbante. Questa raccolta conferma le sue grandi qualità, stile ed atmosfera prima di ogni altra cosa, trame e personaggi quasi relegati in un ordine secondario. Antologia divisa in tre sezioni, la prima "Disordini", è formata da cinque storie, di cui almeno tre di notevole spessore ("Purezza", "La torre rossa" e "Luna park e altre storie"). La seconda parte, "Deformazioni", composta da tre racconti, due dei quali "Il nostro supervisore temporaneo" e "In una città straniera, in una terra straniera" spiccano per inventiva e incisività. Ma il meglio lo troviamo nell'ultima sezione "I guasti e i malati", costituita da cinque racconti straordinari, capolavori dell'immaginario moderno in chiave crepuscolare e perturbante: "Teatro grottesco", "I luna park alle stazioni di rifornimento", "Il villino", "Severini " e il racconto "L'ombra, l'oscurità" che anticipa e riassume il saggio nichilista di Ligotti "La cospirazione contro la razza umana". Leggere i libri di quest'autore è sempre un'esperienza letteraria che richiede parecchia attenzione mentale, un tipo di prosa così intensa, densa di oscure visioni, in cui l'azione è inesistente. E' una sorta di intimo rapimento intellettuale, e forse qualcosa di più profondo, è uno scavare dentro, un perdersi dentro i filamenti e grovigli della pura astrazione.

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    Paoluccio

    19/12/2017 21:48:46

    Ligotti deve certamente molto a scrittori come Poe e Lovecraft, alla letteratura protoromantica, ma anche a Kafka e Buzzati. Mi permetto però di affermare che negli scritti di Ligotti c'è dell'altro. La vera novità, lo scarto innovativo rispetto al passato e ai libri di genere horror pubblicati finora, è rappresentata proprio da lui stesso! Il suo stile perturbante, reiterativo, a tratti involuto, cocciutamente determinato a produrre una prosa ermetica, fatta di una fitta sequela di proposizioni cicliche miranti a sconcertare ed infastidire il lettore, ha il solo scopo di creare un'atmosfera cupamente malsana in cui far germinare gli incubi più imperscrutabili racchiusi nella mente di ciascuno di noi.

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    Filippo

    11/12/2017 16:10:22

    Ritengo che fregiare Ligotti del titolo di "Unico erede di Lovecraft e Poe" sia una mossa un tantino avventata. Devo ammettere che ho iniziato a leggere questa raccolta con un po' troppe aspettative e, ad avventura terminata, posso affermare che Lovecraft e Poe sono un'altra cosa, diversa e - per quanto ho potuto leggere - migliore. Cosa condivide Ligotti con loro? Forse una dimensione orrorifica che è onirica, interiore, e a cui ognuno potenzialmente può accedere nel quotidiano. Alcune idee si salvano. Tuttavia, la qualità dei racconti è altalenante: alcuni scorrono bene, altri sono una palla infinita in un ripetersi di concetti che poco hanno di accattivante, e la prosa un po' ostica non aiuta in questo senso. In generale, non ho trovato l'autore in grado di trasmettere una vera sensazione di paura, di tensione o di ansia, a causa di una struttura dei racconti in cui è assente un qualunque tipo di climax. Anche le parti in cui si descrive l'orrore vengono affrontate con un cinismo e un distacco che rendono tutto impersonale e grigio. La paura è qualcosa di personale: per me, è altro.

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    Francesco Argento

    17/11/2017 10:37:41

    Uno dei massimi esponenti mondiali del genere horror/fantastico. Definito (a ragione) l'erede di Lovecraft, Ligotti ha uno stile straordinario, supportato da una prosa ricercata e da un'immaginazione macabra, che trasforma i suoi racconti onirici un'esperienza unica.

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    furetto60

    03/04/2017 13:02:39

    : I racconti di Ligotti sono improntati ad un malessere esistenziale che raramente lascia spazio a spiragli di leggerezza e, quando presenti, hanno il sapore della follia. E restano impressi per le descrizioni ricercate, a volte un po’ insistite ma persistenti nel tempo. I personaggi, schivi come il suo autore, sono immersi in situazioni paradossali eppure sin troppo somiglianti a quelle della nostra quotidianità: le fabbriche, gli ufficetti, i colleghi, città disabitate. Una lettura adatta a chi ama le sfide.

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    Drake

    03/10/2016 19:47:56

    Uno degli scrittori contemporanei di maggior spessore. Superiore a molti supervalutati colleghi.

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    Gudrun

    12/07/2016 16:12:07

    L'erede di Lovecraft, ma immerso in un incubo realmente vissuto.

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    Profe

    18/11/2015 08:52:17

    Finalmente qualcuno si è degnato di tradurre e pubblicare uno dei maggiori scrittori del fantastico viventi. Dopo "I canti del sognatore" niente era spuntato all'orizzonte nonostante la magnifica accoglienza dei lettori italiani più arguti. Adesso possiamo godere di questo libro e sperare che tutta l'opera di Ligotti appaia in Italia. Magari accompagnata da qualche altro autore del genere osannato nel resto del mondo e sconosciuto al lettore medio italiano ed alla editoria di riferimento!

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