Teatro e letteratura nella Spagna barocca - José A. Maravall - copertina

Teatro e letteratura nella Spagna barocca

José A. Maravall

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Traduttore: P. Picamus
Editore: Il Mulino
Anno edizione: 1995
In commercio dal: 2 febbraio 1995
Pagine: 136 p.
  • EAN: 9788815046758

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Il volume offre una lettura del significato ideologico del teatro spagnolo nell'età della grande fioritura barocca. Maravall non si occupa qui tanto delle peculiarità estetiche dell'espressione teatrale o letteraria ma, da storico, sviscera la funzione ideologica di questi testi e li utilizza per fornire un quadro d'insieme della società spagnola. Né la commedia, né in generale la letteratura spagnola del Barocco possono intendersi come un ritratto fedele della società. In particolare il teatro appare come una sorta di grande campagna di propaganda destinata a diffondere e rafforzare l'ideologia di alcuni gruppi dominanti.
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scheda di Vindrola, A., L'Indice 1995, n. 4

Una lettura dai toni disinvolti della lezione universitaria presenta ai lettori italiani la tesi di Maravall, storico del pensiero politico e sociale deceduto alcuni anni fa, secondo cui il teatro barocco, e in particolare quello del XVII secolo, avrebbe svolto un'importante funzione di consolidamento dei valori proposti dalle monarchie assolute. Tale funzione ideologica non deve essere intesa come la capacità di ritrarre fedelmente la società del "siglo de oro" n‚ tantomeno come momento "educativo" del popolo, ma come un vero e proprio tentativo di persuasione. Il teatro di quel periodo insomma si schiera secondo Maravall apertamente dalla parte del potere dominante, restaurando valori e gerarchie che il Rinascimento aveva destrutturato - e un indice, per esempio, è rappresentato dalla passività del pubblico, che non partecipa più ma assiste - attraverso l'espansione di quell'efficace processo retorico che sono gli 'exempla'. Questa visione "manipolativa" e fondamentalmente omogenea della funzione del teatro può forse suscitare qualche perplessità, ma occorre tener conto che questo lavoro è stato presentato per la prima volta in un convegno a Parigi del 1966 e, seppure con alcune revisioni, è rimasto poi inalterato; così come Maravall è attento a considerare il solo aspetto politico e sociale del teatro spagnolo, lasciando ad altri le valutazioni estetiche e letterarie.
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