Categorie

Mario Tozzi

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2015
Pagine: 192 p. , Brossura
  • EAN: 9788806223489
Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati oppure usato:


Un saggio per riflettere sull’utilità di molti oggetti della nostra vita quotidiana. Per il ritorno a una tecnologia semplice, che migliora la vita di tutti senza compromettere l’ecosistema Terra.

«Questo libro cerca di confutare alcuni luoghi comuni legati alla tecnologia, che dovrebbe, in ultima analisi, servire a migliorare la vita dell’uomo (e forse anche dei viventi in generale) e ridurne gli impatti sul pianeta. E che, invece, risulta spesso ridondante, complicata, diseducativa, inutile ed addirittura dannosa».

Si apre con queste parole, dirette e senza censure, il nuovo saggio di Mario Tozzi, primo ricercatore presso il CNR, membro scientifico del WWF e conduttore televisivo di numerosi programmi divulgativi. Un uomo che alla scienza deve fama e fortuna, dopo il successo di Catastrofi (Rizzoli, 2005) e Italia segreta (BUR, 2010) torna alle stampe con un saggio che tenta di smascherare le inefficienze della tecnologia.
L’obiettivo dichiarato in questa battaglia contro il “Tecnobarocco”, è fare a meno del superfluo, ritrovando il senso autentico del progresso culturale e tecnoscientifico. Per comprendere il fenomeno, Mario Tozzi ci illustra un esempio illuminante: il water closet giapponese, con la cassetta nascosta nel muro. L’autore si chiede, giustamente, che motivo c’era di modificare con un aggeggio elettronico il perfetto meccanismo, vecchio di secoli, galleggiante – sciacquone – catenella, così facilmente riparabile e praticamente indistruttibile? Che motivo c’era di complicare enormemente le operazioni di riparazione, innalzandolo sull’altare della tecnologia elettronica?
Nessuno. Un’idea bellissima, magari, ma inutile. Barocca, appunto.

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Fabio

    15/01/2017 15.32.56

    Mario Tozzi, noto personaggio televisivo, pubblica nel 2015 questo interessante saggio, dove analizza quella che lui definisce tecnologia barocca, cioè qualcosa che non aggiunge nulla a quello che c'era già in precedenza dal punto di vista del progresso scientifico. Con un confronto tra quello che c'era e quello che c'è, auspica un ritorno alla lentezza, alla sperimentazione nel lungo periodo e alla riflessività.

  • User Icon

    Damiano

    04/07/2016 09.22.49

    Che delusione.. una serie di luoghi comuni e pensieri in libertà senza nessuna cognizione dell'ampia letteratura in materia. L'ho comprato fidandomi dell'editore e non mi ha lasciato un'idea che sia una.

Scrivi una recensione