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È tempo sprecato uccidere i morti

Diego Di Dio

Editore: Dunwich Edizioni
Anno edizione: 2013
Pagine: 172 p., Brossura
  • EAN: 9788898361069
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    Chiara S.

    26/10/2013 23.20.54

    Diego ha un modo di scrivere che mi cattura. Un modo di scrivere per "immagini" che mi fanno costruire le scene descritte nei suoi racconti piano piano, quasi come se fossero i frame di un film che prende forma parola dopo parola e dettaglio dopo dettaglio. Ciò che mi colpisce ancora di più è riuscire ad entrare nella mente dei personaggi che descrive grazie alla sua impeccabile abilità nell'indagare a livello psicologico il dramma di ognuno di loro. Tra i miei preferiti "La signora" che apre la raccolta, "Delirio di un impiegato" ispirato al grande De Andrè, "Il coltellaio" ma soprattutto "Il supereroe" in cui Di Dio si è cimentato con la storia di un Batman del 2013.

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    Marzia S.

    18/09/2013 00.38.18

    Bello, bello, bello! :-) Commovente "La schiava e l'imperatore" (alla fine avevo gli occhi lucidi), terrificante "Il coltellaio" (picoclo omaggio ad Hannibal Lecter?) e spettacolare "Il supereroe", forse troppo breve (sulle 30 pagine, questo raccont, ma avrebbe meritato un respiro ancora più ampio). "La signora", poi, parla da solo. Dice bene la Baraldi: un racconto per certi versi crudele, con personaggi che lasciano il segno, primo fra tutti lei, Donna Teresa, la signora.

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    Franco Pavanni

    16/09/2013 13.18.31

    Dodici racconti thriller/noir di ottima qualità. Avvincenti, macabri, grotteschi al punto giusto. Stilisticamente impeccabili, molto poetico "Ricordati questo giorno". Bellissimi "Cose liquide" e "Il supereroe", ultimo racconto e forse il migliore della raccolta.

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    Emanuele I.

    07/09/2013 13.21.30

    Una raccolta di dodici racconti, ognuno dotato di vita propria, ma legati da un filo comune, tinto, manco a dirlo, di rosso sangue. Ogni storia scava nei propri personaggi, grattando via la pacifica apparenza di normalità per rivelare il lato più buio, insito in noi stessi. La lettura è scorrevole, mai banale: non mancano infatti colpi di scena o epiloghi chiarificatori che catapultano dalla visione costruita fino a quel momento fino ad un'altra diametralmente opposta e inaspettata. Il libro apre con due donne: una (la signora) alle prese con la sua ultima battaglia, non senza rimorsi, ma forte della corazza che ha costruito intorno a sé; l'altra (la schiava) decisa a combattere per la prima volta, a riscattare la propria libertà. Poi ci si imbatte nell'incompresa follia di chi legge la propria storia nella musica di De André, in assassini ingenui od omicidi seriali, poco importa se a uscir fuori di senno sia un vecchio insonne o un paese intero, il nero troverà un modo per placare la sua sete di sangue: forse neanche più dei supereroi dovremmo fidarci? Credetemi, non è per niente tempo sprecato.

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