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Metello Corulli

Anno edizione: 1997
Pagine: 256 p.
  • EAN: 9788833909875

scheda di Ronchi della Rocca, D., L'Indice 1998, n. 3

Questo libro raccoglie quindici articoli scelti dal curatore Metello Corulli (psicoterapeuta, a lungo direttore della comunità Il Porto di Torino) tra gli oltre trecento pubblicati dal 1980 dalla rivista "International Journal of Therapeutic Communities", più alcuni saggi originali scritti dal curatore stesso e da Robert Hinsherwood, fondatore della suddetta rivista, che firma anche la prefazione al libro. Al di là delle differenze teoriche, di formazione e di scuola, un tratto che accomuna i vari autori è indubbiamente l'onestà intellettuale, la consapevolezza di non potersi appoggiare sulle certezze di una tecnica già codificata, l'autentico spirito di ricerca che si fonda su due ineludibili pilastri: da un lato una profonda esperienza della teoria della tecnica psicodinamica e/o psicoanalitica, dall'altro una solidissima base etica. Le comunità sono nate come modello terapeutico alternativo alla psichiatria tradizionale, e la formalizzazione della loro organizzazione strutturale si situa proprio nella diastasi tra innovazione e istituzionalizzazione. Nei vari saggi si alternano teorie ed esperienze pratiche, esposizione di modelli, proposte di intervento coi pazienti e riflessioni sulle dinamiche degli operatori. Il sottotitolo, "Cosa accade nelle Comunità terapeutiche"? suggerisce un punto di vista che va al di là della summa teorica e metodologica sul modello di comunità; e infatti, attraverso la lettura dei vari articoli, scopriamo anche le dinamiche e le fantasie sottese ai delicatissimi equilibri che vengono a stabilirsi tra il gruppo dei residenti e il gruppo degli operatori: il gioco incrociato di transfert e contro-tranfert, l'importanza del leader e del "controllo dei confini", l'emergere del paziente collettivo o del capro espiatorio, il ruolo della regressione (malattia esantematica, a quanto sembra, anche degli operatori), in una costellazione di rituali e di significati simbolici che non tutti gli autori sono d'accordo se interpretare o no, ma che certo vanno riconosciuti e tenuti presenti.