La terra dei figli - Gipi - copertina

La terra dei figli

Gipi

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Editore: Coconino Press
Collana: Coconino cult
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 26 ottobre 2016
Pagine: 288 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788876183256

44° nella classifica Bestseller di IBS Libri Fumetti e graphic novels - Narrativa a fumetti

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Il grande ritorno di Gipi dopo unastoria. Un padre e due figli. Una madre che non c’è più e un diario che i ragazzi non possono leggere. Una cronaca dalla fine del mondo finalista come miglior fumetto dell'anno al Festival internazionale di Angoulême.

«Gipi ci mette di fronte a situazioni estreme, barbariche, primordiali.... non troverete risposte facili, nei suoi libri, ma pagine forti, dove ogni pagina è disegnata come fosse l’ultima. E in fondo a tutto c’è la nostra faccia, senza lifting, con tutte le sue rughe» - Paolo Rumiz, La Repubblica

«Gipi va solo nel mondo con la sua opera (per ora) definitiva. Adulta e quasi brutale nella sua sfida: il fumetto è arte, quanto la letteratura, la musica, la pittura.»Piero Melati, Il Venerdì di Repubblica

"Sulle cause e i motivi che portarono alla fine si sarebbero potuti scrivere interi capitoli nei libri di storia. Ma dopo la fine nessun libro venne scritto più."

Gipi racconta e disegna la visione di un futuro post catastrofe che è lo specchio esasperato del nostro presente. Un mondo in rovina dove gli uomini si uccidono senza pietà, alle donne si dà la caccia per renderle schiave e si cancella il volto, tutti sono in lotta con tutti per sopravvivere. Ma alla fine della civiltà, per due ragazzini che si affacciano alla vita, un filo di speranza, una scintilla di umanità, una possibilità di salvezza possono manifestarsi attraverso vie inaspettate.
La nuova sfida di Gipi, vero e proprio punto di svolta nella sua carriera di narratore, è un romanzo a fumetti di ampio respiro, che rinuncia in partenza a colori e voci fuori campo: bianco e nero essenziale, fitto di tratteggi, in presa diretta. Per condurci “dentro” la storia, dritto al cuore di personaggi indimenticabili. Nei quali riconosciamo, portati all’estremo, i nostri desideri, le fragilità, le paure. E la capacità di amare che è propria di donne e uomini, anche tra le macerie della società, nonostante tutto.
Un futuro imprecisato. La fine della civiltà è arrivata, non sappiamo come. L’aria è piena di mosche, l’acqua di cadaveri e di veleni. Un padre e due figli ragazzini sono tra i pochi superstiti: la loro esistenza, in una baracca in riva al lago, è ridotta a lotta quotidiana per sopravvivere. Non c’è più società, ogni incontro con gli altri è pericoloso. Il padre scrive qualcosa su un quaderno, ogni sera, e i figli vorrebbero imparare a leggere, sapere qualcosa della loro madre, conoscere come si viveva prima de “la fine”: ma lui non vuole.
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    Salvatore

    11/03/2019 14:10:17

    Mi sono approcciato a questo libro grazie alla sua fama veramente buona tra i miei conoscenti, e devo dire di non esserne rimasto deluso. Tutto è riuscito in "La terra dei figli", dalla storia silenziosa e nostalgica allo stile grafico, quasi scarabocchiato, e tutti gli elementi si amalgamano alla perfezione. Nota ulteriore per il finale, che completa l'opera magistralmente.

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    Alberto

    09/03/2019 15:20:45

    La terra dei figli è un'opera di Gipi, nome d'arte di Gian Alfonso Pacinotti, una graphic novel in bianco e nero magnificamente disegnata dal talentuoso autore toscano. La storia è in sostanza un romanzo distopico, ambientato in un futuro dove la società è regredita e non nascono più bambini, in un mondo ormai completamente inquinato dall'ignoranza e dal fanatismo. Il desiderio di conoscenza dei due giovani protagonisti darà via a una storia a tratti rocambolesca e piena di spunti di riflessione sulla società moderna, in grado di far riflettere sul mondo in cui oggi viviamo. Una storia stupenda, proposta da Coconino in un'ottima edizione cartonata. Un altro capolavoro del maestro Gipi, da leggere e rileggere.

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    Olga

    08/03/2019 16:37:38

    Bellissimo. Meraviglioso. Non so davvero cosa dire di fronte a qualcosa del genere. Di una desolazione stupefacente.

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    Virginia

    08/03/2019 09:50:48

    Ultimo lavoro di Gipi, fumettista e poeta bravissimo a fissare sulle tavole infiniti silenzi. Come sempre le vicende narrate sono stranianti, in questo caso lo sfondo sopra il quale si innesta la narrazione di uno scontro e di una riconciliazione è un mondo post atomico devastato in cui si sono persi gli usi più rassicuranti della società (il linguaggio, i sentimenti, il rispetto per gli esseri viventi) a vantaggio di una dinensione brutale e cruda dell'esistenza. Buona lettura

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    chiara

    23/09/2018 12:44:01

    beh stiamo parlando di gipi, un altro dei suoi capolavori

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    serefrong

    21/09/2018 05:59:55

    Questo è probabilmente uno dei migliori libri che io abbia mai letto. Sicuramente uno dei volumi più preziosi della mia libreria. Coconino ha fatto un lavoro splendido che è riuscito ad incorniciare benissimo la genialità di Gipi. Se solo si pensi a quelle pagine nelle quali le lacrime hanno impiastricciato una lettera scritta a mano, con inchiostro sbavato e illegibile che corredano la parte centrale del graphic novel, si capisce la cura editoriale e autoriale che c'è dietro questo imprescindibile monumento. Bellissima la storia, bellissimi i personaggi, il tratto e il bianco e nero espressivi come Bach, senza ombra di dubbio!

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    Marta

    19/09/2018 19:24:08

    Graphic novel stupendo e allo stesso tempo grottesco, racconta di un mondo sopravvissuto a una misteriosa catastrofe, non precisata,e di un’umanità dispersa e costretta a vivere di espedienti. Narra la storia di due fratelli che non hanno mai conosciuto la società prima della catastrofe, cresciuti con un padre che non ha voluto raccontar loro com’era la vita prima della fine di tutto. Due esseri dotati di solo istinto, istinto di sopravvivenza, ma non animali, dotati di anima e cuore. Ogni tratto è misurato, ogni linea è lì per un motivo.

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    Renato

    19/09/2018 14:34:10

    La terra dei figli è l'ultimissimo lavoro di Gipi, grandissimo fumettista italiano, edito da Coconino al prezzo di 19.50€. Ho letto in passato varie opere di Gipi, ma questa ritengo sia la migliore, in quanto qui finalmente l'autore ha avuto la possibilità di sperimentare se stesso creando un'opera molto più grande e allo stesso tempo complessa, con temi assolutamente maturi, attraverso i quali Gipi rivela la sua visione del mondo in un futuro post apocalittico. Acquisto consigliatissimo.

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    LUIGI

    19/09/2018 09:43:45

    Prima graphic novel che ho letto di Gipi e rimpiango di non averlo scoperto prima. La terra dei figli è ambientato in un futuro post-apocalittico, dove l'agire scellerato dell'uomo ha avvelenato l'ambiente e ha annullato quasi del tutto i rapporti di rispetto reciproco, rendendo la dignità umana un lontano e pallido ricordo. Si tratta di un racconto feroce, commovente, a tratti viene da deprimersi per il degrado a cui si assiste seguendo le linee e i tratti tremolanti dell'autore. Al contempo, Gipi ridà al lettore un barlume di speranza attraverso le figure delicate di alcuni dei suoi protagonisti. Consigliato!

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    Claudio

    18/09/2018 21:27:33

    Tra i volumi più osannati di Gipi, "La terra dei figli" racconta il tema dell'eduzione e dell'eredità in un futuro distopico grazie alle tavole ed acquerelli dell'autore, in una delle sue performance migliori. Opera di non facilissima comprensione perchè profonda e complessa, ma ad ogni modo titolo molto consigliato!

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    Simone

    18/09/2018 19:57:14

    Non avendo mai letto nulla di Gipi, quando l'autore ha annunciato questa nuova opera ho deciso allora che questo sarebbe stato il momento perfetto per iniziare... e non avrei potuto scegliere meglio. L'autore narra la storia di due ragazzi che si trovano in una terra devastata da eventi imprecisati e che vivono in questo mondo che si presenta lontano anni luce da quello in cui siamo abituati a vivere. Uno potrebbe allora pensare che nel corso dell'opera si cerchi di spiegare le cause che hanno portato a questa situazione; in realtà l'autore non si interessa a questo, quanto piuttosto ai comportamenti dei due ragazzi che, nel momento in cui scoprono che c'è qualcosa al di fuori della loro casa, danno inizio a una catena di eventi che li porterà al di fuori di quella che fino ad allora era stata la loro vita "sicura". Il tratto dell'autore riesce a esprimere al meglio i sentimenti e i pensieri dei personaggi senza bisogno di molti dialoghi, infatti il volume è molto lungo ma scorre molto bene e una volta iniziato non si riesce a smettere. A questo punto penso proprio che in breve tempo recupererò le precedenti opere di Gipi. Per chi volesse cominciare a leggere qualcosa di questo fantastico autore questo potrebbe essere un buonissimo punto di partenza. Consigliatissimo

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    kaddo

    18/09/2018 15:52:47

    n un mondo post apocalittico, in cui pochi sono gli esseri umani sopravvissuti, un padre cerca di insegnare ai propri figli ad essere dei duri per sopravvivere nel nuovo mondo. Con queste premesse parte il racconto di Gian-Alfonso Pacinotti, in arte Gipi, uno dei più talentuosi disegnatori di Graphic Novel oggi in Italia. Una storia toccante, che richiama anche elementi del romanzo Il Signore delle Mosche e della serie tv The walking dead. L'intreccio mantiene la sua originalità intimista, in un processo evolutivo che porta il personaggio principale a scoprire che il segreto per salvare se stesso sta proprio nella parola scritta. È un tratto essenziale quello di Gipi, poetico: nel silenzio delle tavole, esprime sentimenti ed emozioni meglio di come potrebbero fare mille parole. Nell'ambientazione apocalittica, rintracciamo anche un messaggio di speranza!

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    Fabiana

    29/08/2018 11:46:55

    Penso che questo sia un libro particolare e per pochi. Le rappresentazioni sono davvero fatte bene e l'autore è un grande. Purtroppo, però, la storia non mi ha coinvolta, né intrattenuta. Penso semplicemente di non averla capita a pieno.

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    Federico

    29/08/2017 22:15:12

    La vicenda di due anime semplici, incastrate in un mondo irriconoscibile e spietato, un mondo che non comprendono. In questo paesaggio sopravvissuto ad una apocalisse senza nomi ne colpevoli, che ha già visto la propria fine, sorge la storia di due bambini cresciuti con un padre rude, il quale ha negato loro ogni dolcezza. Nessun affetto è sopravvissuto in questa "terra dei figli", dove il cibo è scarso e per sopravvivere si mangiano di nuovo cani e gatti.

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    Annachiara

    13/11/2016 16:46:07

    Altro che mille laic! Altro che giga fiko! Qui siamo davanti a un libro da avere nella propria biblioteca. Per tante ragioni. La prima che mi viene in mente sono i silenzi, le vignette senza balloon, che poi sono la maggioranza. Riesce a dire un mondo in quelle vignette.

Vedi tutte le 15 recensioni cliente

È quasi scontato ribadire come La terra dei figli sia uno dei graphic novel più attesi dell'anno. Anche perché lo stesso Gipi aveva contributo ad alimentare la curiosità in un'intervista apparsa l'anno scorso su Wired, in cui annunciava che la sua prossima, grande opera, sarebbe stata “la prima […] su una trama inventata, senza artifici di narrazione, voce off, poesia varia”. Come a dire: cambio di passo.

Il risultato è una fiction post-apocalittica in cui i pochi umani superstiti sono ridotti a uno stato di mera sopravvivenza semi-bestiale, e in cui sul pianeta sembra non essere rimasto più nulla se non qualche cane da mangiare arrostito su una palafitta. Siamo insomma in piena catastrofe sci-fi, ma trattandosi pur sempre di Gipi è chiaro anche che restiamo a diversi universi di distanza da un Mad Max a caso. Anzi, il vero fascino di La terra dei figli sta proprio nella maniera in cui Gipi riesce a calare la vicenda in un contesto intimamente... ma sì, provinciale, contadino, qui esasperato nei suoi aspetti più crudi, turpi e disperati, e ritratto in uno scabro bianco e nero che più severo non si può (niente acquerelli, già). Tra metafore più o meno esplicite ad aperta riflessione sui destini delle relazioni umane, La terra dei figli è un lavoro ambizioso e cupo, in cui – novità e cambi di passo a parte – intatta resiste la voce dell'autore di Unastoria.

Recensione di Valerio Mattioli

(…) Semplice pennarello nero, puro piano-sequenza narrativo, La terra dei figli è una storia lineare, priva di ellissi temporali o didascalie. È fumetto nella sua forma più schietta, la quintessenza del racconto sequenziale per immagini. E il risultato è un libro avvincente, denso e godibile. Gipi non è e non vuole essere un teorico del fumetto, ma da molte delle sue interviste emerge una consapevolezza lancinante dell’atto artistico, di come e in che dosi mescolare parole e disegni. (…) Gipi ha sperimentato nel tempo tecniche e stili riuscendo a rimanere riconoscibile, prefiggendosi traguardi di volta in volta diversi e stabilendo come fare a raggiungerli e quali trappole evitare (…).

I protagonisti della vicenda sono due fratelli che vivono in riva al lago in una baracca insieme al padre brusco e brutale. Il motore degli eventi è il recupero della memoria, l’ostinazione nel comprendere l’ermetico contenuto di un taccuino che, forse, racchiude in sé un passato (…). L’epigrafe laconica con cui si apre il volume annuncia : “Sulle cause e i motivi che portarono alla fine si sarebbero potuti scrivere interi capitoli nei libri di storia. Ma dopo la fine nessun libro venne scritto più”. E questo, in realtà, non è nemmeno l’inizio. La terra dei figli è un mondo del post, un futuro dopo “la fine”. Non si sa cosa abbia causato il cataclisma, se si tratti di un olocausto nucleare, di una guerra o di un virus. È un evento quasi simbolico, segnato da un fascino oscuro che ha riportato a galla le leggi primordiali della sopravvivenza. (…) Quella di Gipi, tuttavia, è una distopia “domestica”: le molte tavole di narrazione muta e gli ampi paesaggi incolori con i quali descrive la desolazione di un mondo in rovina, ben diversi dalle lande deserte di Mad Max, ricordano piuttosto la maremma toscana o la laguna di Orbetello.

“A me piace disegnare il cielo sopra l’Ipercoop”, dichiarò un tempo Gipi e a questo proposito si è attenuto anche nella terra dei figli. Solo che, stavolta, l’Ipercoop non c’è più e non ne restano nemmeno le macerie. (…). Eppure la cruda miseria che circonda i protagonisti può anche diventare selvaggia bellezza. Ai due fratelli il mondo si rivela per fasi: man mano che l’orizzonte si allarga i ragazzi raccolgono indizi su ciò che è distrutto e su quello che rimane. In questo viaggio il bene e il male sono anch’essi oggetto di scoperta progressiva e alla fine realizziamo che tutte quelle atrocità non erano gratuite: servivano a ricordarci cosa rischiamo di perdere.

Recensione di Andrea Pagliardi

  • Gipi Cover

    Gipi (Gianni Pacinotti) nasce a Pisa nel 1963. Nel 1994 inizia a pubblicare vignette e racconti brevi sulla rivista satirica Cuore. Le prime storie a fumetti escono sul mensile Blue. Per la casa editrice Coconino Press ha realizzato diversi libri: da Esterno Notte agli Appunti per una storia di guerra, premiato come Miglior fumetto dell'anno al Festival internazionale di Angouleme nel 2006. Tra le altre sue opere Questa è la stanza, Baci dalla provincia, S., La mia vita disegnata male, l’antologia Diario di fiume e Verticali. Gipi è anche illustratore per il quotidiano La Repubblica e collabora col settimanale Internazionale. Per la tv ha realizzato la sigla animata del programma Le invasioni barbariche condotto da Daria Bignardi. Nel 2011 ha debuttato come regista cinematografico... Approfondisci
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