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Thomas S. Eliot

Traduttore: M. Praz
Editore: Einaudi
Edizione: 5
Anno edizione: 1971
Pagine: 91 p.
  • EAN: 9788806023867

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    sasso

    06/04/2009 20.00.38

    "Con questi frammenti ho puntellato le mie rovine". Così Thomas Stearns Eliot conclude il suo poemetto "La terra desolata", una delle sue opere più importanti. Qui il poeta angloamericano giunge ad una delle conclusioni più pessimiste che sia stato dato di leggere: per l'Autore, la vita è la morte, e la vita è ridotta al trinomio, ontologicamente inutile, nascita/copula/morte. E forse con quest'opera, magistralmente tradotta ed introdotta (ed annotata a margine) dal grande Mario Praz, Eliot, che attraversa l'inferno dantesco con l'ironia di un dandy decadente e la consapevolezza che prima di lui ci sono passati anche i poeti maledetti come Rimbaud o Lautréamont, comunica che la poesia - forse meglio o forse ad un altro livello rispetto alla fede - può fungere da pagliuzza da afferrare prima che affondi questa malridotta nave fenicia sulla quale ci è capitato di navigare.

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