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Giorgio Caproni

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2016
Pagine: X-110 p. , Brossura
  • EAN: 9788806216733

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    alida airaghi

    02/03/2016 18.15.07

    Si rintracciano qui tutti gli stilemi e i temi presenti nelle prove successive di Caproni. La stessa poesia dicibile, transitiva, diretta, con l'uso ribadito della rima, l'iterazione di figure retoriche, le frequenti parentetiche, gli esclamativi e interrogativi, il lessico volutamente dimesso, l'attenzione descrittiva agli ambienti e ai personaggi, l'affidamento a una musicalità mai banale o scontata. Tra i contenuti più tipici, ritroviamo Genova e il mare, da cui sempre hanno tratto ispirazione e linfa i versi del poeta. Incombe anche l'incubo ossessivo nato dal contrasto vita-morte, in cui la presenza di una realtà oscura e minacciosa (dapprima quella della guerra, in seguito quella della separazione, della lontananza, della difficile sopravvivenza materiale) costringe l'esistenza quotidiana, insidiata dal vuoto e dalla distruzione. Altro argomento che affiora nella raccolta è l'interrogarsi sul ruolo del poeta e sull'opportunità e l'onestà di scrivere ancora poesia («Pastore di parole, la tua voce / che può?»). Ma è soprattutto nella descrizione delle figure femminili che riscopriamo il gentile pudore, il tenero abbandono proprio di tutta la poesia caproniana: le donne assumono in questi versi molteplici aspetti e significati, presenze sempre giustificate e giustificanti. Quella raccontata da Caproni, con un'empatia e una solidarietà più sentimentale che intellettuale, è un'umanità che si teme abbandonata, probabilmente anche da Dio («Cristo ogni tanto torna, / se ne va, chi l'ascolta...»), costretta a vivere in un presente mortificato, privo di qualsiasi riscatto futuro. Nei personaggi a cui dà voce poetica, negli ambienti urbani o marini che descrive, nell'incertezza di un destino indecifrabile comune a tutti i viventi, Giorgio Caproni si fa portavoce del più umano dei timori, quello di non contare nulla, di non avere scopo: eppure di questa insensatezza dell'esistenza riesce a comunicare al lettore la gratuita e grandiosa bellezza.

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