Tess dei D'Urberville

Thomas Hardy

Traduttore: A. Zanco
Editore: Einaudi
Anno edizione: 1995
Formato: Tascabile
Pagine: 530 p.
  • EAN: 9788806138349
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Recensioni dei clienti

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    prisca

    10/05/2006 11:55:46

    forse uno dei libri "romantici " per eccellenza. vera protagonista del romanzo, più che il destino o il fato, è la natura, descritta con quell'ottica romantica inglese che carica ogni avvenimento di fatalità. certo impossibile non appassionarsi alle sventure della povera tess, non provare rabbia nei confronti del finto cugino e anche nei confronti di angel,che ripudia tess dopo la rivelazione. fantastico il finale, nei resti di stone age, dove il fato finalmente si compie

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    cristina

    03/05/2006 15:38:36

    è un romanzo che esce dalle convenzioni dell'epoca. non è romantico, né conformista, l'unica a conformarsi al moralismo del tempo è lei, Tess che per condizione sociale lo subisce senza poter trarne riscatto. Alec e Angel la ingannano entrambi, entrambi incapaci ad essere fino in fondo quello che dicono e pensano di essere; solo lei resta fedele ai suoi principi e paga con la vita.

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    Gabriele Macorini

    09/08/2002 21:22:32

    Il libro venne pubblicato nel 1891, molti anni dopo "Madame Bovary" di Flaubert e dieci anni dopo "Ritratto di Signora" di Henry James. La nostra giovane Tess, la protagonista del romanzo, è una fanciulla povera e pura. Non è più la donna che vuole fare la principessa, esemplificata in Emma Bovary. E' una donna innocente come Isabel Archer, ma a differenza di lei, che viene imbrogliata dagli altri a causa dei propri sogni, troppi sogni, è una donna concreta, ma dominata e soggiogata da un Fato crudele. La violenza subita a 16 anni nel bosco sarà soltanto il primo di molte sofferenze, ma anche la fonte di tutte le sue sofferenze. Ciò che vuole la fanciulla è vivere felice: ma visto che il Creatore non glielo permette, decide di uccidere la fonte del suo male. Ma la tomba del suo violentatore farà sprofondare anche lei. Questo romanzo fece scandalo in età vittoriana, poiché una donna violentata che uccide non poteva essere una donna pura. Ma per Hardy lo è: ed è per questo che l'opera è sicuramente uno dei punti di partenza del movimento femminista. Non a caso David Herbert Lawrence, colui che scrisse "L'amante di Lady Chatterley", ne fece un commento che è in appendice proprio a questo volume.

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