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Ti trovo un po' pallida - Carlo Fruttero - copertina

Ti trovo un po' pallida

Carlo Fruttero

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Editore: Mondadori
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
In commercio dal: 5 maggio 2009
Pagine: 85 p.
  • EAN: 9788804587132
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"Questo racconto apparve originariamente sul settimanale "L'Espresso" ma con la doppia firma Fruttero&Lucentini. Semplice il motivo: quei due nomi uniti dalla e commerciale s'erano ormai bene o male consolidati come una ditta o azienda (in realtà era semmai una società di mutuo soccorso) e sarebbe stato stupido rinunciare a un marchio così bene avviato. Ci venivano delle idee, ci presentavano delle proposte, e noi le valutavamo, ne discutevamo, e poi decidevamo se buttarci o no. La richiesta stavolta era per un racconto di genere poliziesco, avendo "La donna della domenica" diffuso tra i periodici italiani di ogni livello e genere la seguente equazione: vacanze = brama di spensieratezza = lettura di evasione = polizieschi brillanti = F&L. Cedemmo un paio di volte a tali offerte con risultati ai nostri occhi non entusiasmanti. Con Franco ci parlammo al telefono, è chiaro. Probabilmente lasciammo subito cadere la possibilità di mettere insieme un intreccio poliziesco contenibile in una ventina di pagine, e fui forse io, o forse invece Lucentini, a propendere infine per la ghost story." (Dal Backstage di Carlo Fruttero)
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    Fabio

    13/01/2020 16:45:34

    Una perla rara,ghost story in salsa maremmana, elegante e raffinata,con sprazzi di alta letteratura.Scrittura fluida e personaggi molto ben caratterizzati,con dialoghi assolutamente realistici e atmosfere dense di emozioni.La firma d'altronde è una garanzia. Da leggere sicuramente-

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    lina

    14/02/2016 01:01:55

    Scarno, frettoloso. E il finale non è poi così inaspettato.

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    pepe maria grazia

    16/03/2015 01:58:24

    ho scelto questo libro per il nome dell'autore avendo letto i libri che scriveva in collaborazione con Lucentini. E' un libro che leggendolo sembra di essere in una gabbia di matti, non si capisce dove voglia andare a parare. L'unica cosa positiva che ho scoperto che esiste un sito archeologico a Roselle che non avevo mai sentito nominare ed ho fatto qualche ricerca in merito. sono arrivata a pag 60 e non so selo finiro'. spero che gli altri due libri che ho comperato siano migliori.

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    taffy76

    29/06/2009 11:11:27

    Leggendo il racconto mi è sembrato quasi di sfogliare un numero di Dylan Dog, tanto surreale era la storia. Ce ne sono troppo pochi di racconti del genere. Concordo, però, con chi si è lamentato del prezzo.

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    carlo arcari

    30/07/2008 17:23:49

    Il volume originale, che ho letto a suo tempo con grande piacere era illustrato da una serie di bellissime foto di scena tratte da diversi film di Fellini intitolata "Dieci fantasmi femmina". Di questo racconto breve si trovano molte tracce nel successivo "Il Palio delle Contrade morte" (altro racconto gotico-toscano, ma il genere è stato rivisitato da F&L anche ne "L'amante senza fissa dimora" questa volta ambientato in una invernale e struggente Venezia. Rileggere uno dopo l'altro questi libri e scoprire le autocitazioni di nomi, situazioni, caratteri operati dalla premiata ditta, per me è sempre una vera goduria.

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    Simone

    03/04/2008 13:58:42

    Un racconto che nella sua brevità rimane impresso vivissimamente; abile Fruttero a tratteggiare con pochi cenni la protagonista, i suoi conoscenti altolocati e un pò fatui, la concitazione del viaggiare in auto nella campagna senese sotto il sole cocente...Bello anche il colpo di scena finale, anche se qualche"sospetto"cominciavo a nutrirlo da qualche pagina...Valido il breve"saggio"in cui lo scrittore narra la genesi del racconto.

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    Silvia

    23/06/2007 16:10:22

    Non male ma, forse perché letto in un momento di stanchezza, non avevo afferrato appieno certe sottigliezze del racconto che poi ho compreso leggendo il backstage. La scrittura è interessante e anche la descrizione dell'irritante compagnia che circonda Gea. Concordo sull'esagerazione del prezzo per un libro che si legge in un'ora.

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    maurizioliberti.style.it

    14/06/2007 11:04:12

    Mondadori ha ripubblicato questo racconto di Fruttero & Lucentini in una versione grafica elegante (ma non certo economica: 9,60 euro per 85 pagine) e aggiungendo in coda dei sapidi saggi ad esso correlati dello stesso autore. Il racconto in sè ha tutte i pregi delle opere dei due scrittori: capacità rara di fotografare l'ambiente altoborghese con le sue noie e i suoi tic, stile di scrittura sempre elegantissimo, colpo di scena finale (che non rivelerò, ma non leggete il risvolto di copertina sennò...) e personaggi descritti con minuziosa ironia. Più del racconto valgono a mio parere i microsaggi di Carlo Fruttero: impagabile quello in cui parla con affetto di Pietro Citati.

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  • Carlo Fruttero Cover

    Nato a Torino il 19 settembre 1926, dopo gli studi universitari (in quegli anni conobbe Calvino) Fruttero, nel 1947, andò in Francia, dove fece molti mestieri ma soprattutto iniziò a tradurre per Giulio Einaudi. Ben presto la passione per la scrittura divenne centrale nella sua vita, e nel ’52 avvenne l’incontro più importante: quello con Franco Lucentini, non solo grande amico, ma anche metà della coppia a venire. Lucentini, romano, si trasferì a Torino, ed entrambi vennero assunti da Einaudi come redattori: traducevano Borges e Beckett, ma nel frattempo "scoprivano" la fantascienza. Nel ’61 prima uno poi l’altro passarono alla Mondadori, per dirigere «Urania», la prima collana di fantascienza, rimasta punto di riferimento... Approfondisci
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