Categorie

Michael Crichton

Traduttore: P. Bertante, G. Pannofino
Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: 679 p. , Brossura
  • EAN: 9788811681038
Disponibile anche in altri formati oppure usato:


"Chris non riusciva a vedere granché. Stava in sella a malapena e riusciva a cogliere solo immagini vaghe e sfuocate dalle tribune ai lati e del cavaliere che gli veniva incontro."

Leggere più di seicentosettanta pagine può spesso apparire un'impresa, eppure sono numerosi i lettori che dichiarano di aver "divorato" quest'ultimo libro di Crichton in non più di due giorni, merito dell'affascinante argomento, merito dell'abilità narrativa dell'autore.

Un romanzo che, si può davvero dire, è già un film: grandi scene corali, primi piani dei protagonisti, azione e tensione che incollano alla pagina (stavo per dire allo schermo) il lettore, passato e futuro che si intersecano in un abile gioco di rimandi, monaci e scienziati, dame e cavalieri a banchetto con "inviati speciali" di un'industria all'avanguardia nella ricerca tecnologica: tutto ciò in Timeline, fantascienza e fantasy, giallo e avventura in un romanzo destinato al successo.

Crichton è davvero un gran ricercatore, ogni suo romanzo mostra una precisione impeccabile nella ricostruzione delle situazioni narrate, ma di certo quest'ultima fatica ha richiesto al suo autore uno sforzo particolare. Se ogni scrittore di opere di fantascienza non può ignorare le più importanti nozioni della fisica, qui è stata necessaria una buona conoscenza anche delle tecniche di indagine archeologica, di storia del costume e, in modo particolarmente approfondito, di storia medioevale. La seconda parte infatti di Timeline è quasi interamente ambientata nel 1357, nella Francia che attraversa la travagliata Guerra dei Cent'anni nella quale giungono, grazie a una particolare "macchina del tempo", alcuni ricercatori inviati a recuperare "il Professore" che aveva avuto l'imprudenza di allontanarsi dalla macchina che lo aveva trasportato in pieno Medio Evo. Quando i giovani scienziati piombano nel lontano passato sono immediatamente immersi nell'atmosfera del tempo: fughe, inseguimenti, fitte boscaglie, dirupi, soldati pronti a uccidere ogni eventuale nemico, castelli e duelli. Se erano stati selezionati per quel particolare viaggio, grazie anche alle loro conoscenze storiche e linguistiche, ben diverso era il ritrovarsi davvero in quell'epoca studiata sui testi. E in questo Crichton è davvero abile nel farci capire come qualsiasi cultura che non derivi dall'esperienza diretta sia, nei fatti, inadeguata. Vengono compiuti molti errori di comportamento, alcuni piuttosto ingenui (definirsi "gentile", o raccogliere il "guanto della sfida"), altri inevitabili per un uomo d'oggi, così la vicenda diventa sempre più intricata. Ottima la ricostruzione della vita del castello, del banchetto e dell'atmosfera rozza e ricca nello stesso tempo, attento lo studio della corte medievale, spesso troppo idealizzata dai moderni e che invece, giustamente, viene descritta come ben lontana dalla raffinatezza dei poemi trobadorici.

Varie avventure permettono di ritrovare il Professore e infine di riportarlo al presente insieme ai ricercatori (uno, troppo appassionato di storia medievale, sceglie di restare là).

"In altri secoli, gli esseri umani aspiravano alla redenzione o a un miglioramento, alla libertà o all'istruzione. Nel nostro secolo, invece, ci si vuole soltanto divertire. Non abbiamo tanto paura della malattia o della morte, quanto della noia, della sensazione di non saper cosa fare del nostro tempo, della sensazione di non divertirci.": questo fa dire Crichton a un suo personaggio, a questo bisogno cerca di assolvere scrivendo, ed è innegabile che ci riesca pienamente.

A cura di Wuz.it


Le prime frasi del romanzo:

Non avrebbe dovuto prendere quella scorciatoia.
Dan Baker sobbalzò, quando la sua nuova berlina Mercedes S500 imboccò lo sterrato, per inoltrarsi nella riserva navajo dell'Arizona settentrionale. Intorno a loro, il paesaggio si faceva sempre più desolato: a est, in lontananza, le mesas rosse; a ovest, deserto piatto a perdita d'occhio. Avevano superato l'ultimo villaggio mezz'ora prima - case polverose, una chiesa e una piccola scuola rannicchiate contro una rupe - dopodiché non avevano incontrato più nulla, neppure un cespuglio. Nient'altro che il vuoto deserto rosso. Da almeno un'ora non incrociavano automobili. Era mezzogiorno, e il sole accecava. Baker, un imprenditore edile quarantenne di Phoenix, cominciava a sentirsi a disagio. Tanto più che sua moglie, un'architetta, era una di quelle artiste con poca pratica di benzina e radiatori. Il serbatoio era a metà, ma il motore dava segni di surriscaldamento.
"Liz", disse, "sei sicura che sia questa la strada?".
Seduta al suo fianco, la moglie era chinata su una cartina stradale e con un dito seguiva la linea di una strada. "Deve essere questa", rispose lei. "La guida diceva: 'A quattro miglia dal bivio per Corazón Canyon'".
"Ma la svolta per Corazón Canyon l'abbiamo superata venti minuti fa. Forse, siamo andati troppo oltre".
"Non possiamo aver superato un chiosco senza accorgercene".
"Lo so". Baker fissava la strada deserta davanti a sé. "Qui, però, non c'è niente. Sei proprio decisa a proseguire? Insomma, si trovano degli splendidi zerbini navajo anche a Sedona. Ce n'è di tutti i tipi, a Sedona, di zerbini".
"Quelli di Sedona", piagnucolò Liz, "non sono autentici".
"Ma sì che sono autentici, cara. Uno zerbino è uno zerbino".
"Io voglio un tappeto intessuto a mano".
"Okay". Sospirò. "Ma è la stessa cosa".
"Non è affatto la stessa cosa", precisò lei. "A Sedona si trovano soltanto schifezze per turisti: è roba acrilica, non di lana. Io, invece, voglio i tappeti che si vendono alla riserva. Inoltre, il chiosco che stiamo cercando dovrebbe avere un vecchio tappeto dipinto con sabbie colorate, negli anni Venti, da Hosteen Klah. E voglio anche quello".
"Okay, Liz". Baker, a dire il vero, non capiva che bisogno ci fosse di comprare un altro zerbino - o tappeto - navajo. Ne avevano già una trentina. Erano sparsi in tutta la casa, per non parlare di quelli chiusi negli armadi. Procedettero in silenzio. La strada, in lontananza, luccicava nella canicola come un lago d'argento. Di tanto in tanto, pareva di scorgere case o sagome di persone, ma proseguendo si scopriva immancabilmente che non c'era nulla e nessuno, che si era trattato di miraggi.

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    maria teresa

    08/10/2016 16.01.03

    a me è piaciuto,l'ho letto anni fa ed adesso lo rileggerò di nuovo.

  • User Icon

    Christian

    17/08/2016 20.03.48

    Si può apprezzare lo sforzo delle ricerche storiche effettuate, ma è piatto e senza colpi di scena. Carina l'idea, ma non lo consiglio.

  • User Icon

    Jean

    31/05/2015 12.38.36

    Un bel racconto in cui Crichton riesce a descrivere nei dettagli il mondo medievale alla luce degli ultimi studi storici da lui esaminati. Inoltre, come nel suo stile, le nozioni storiche si uniscono a quelle fantascientifiche creando un mix molto interessante per i miei gusti. La mia valutazione non è troppo alta perché Il romanzo alterna fasi di interesse ad altre fasi più lente e questo non è il massimo in un libro di quasi 700 pagine. In secondo luogo mi sarebbe piaciuto che i protagonisti fossero maggiormente descritti dal punto di vista psicologico. Comunque lo consiglio per chi ama la storia e i viaggi nel passato e considero "Timeline" una valida alternativa al capolavoro "Jurassic Park".

  • User Icon

    Jane

    20/01/2014 20.28.01

    Pur mescolando la concretezza dell'archeolgia e della storia con elementi fantascientifici e ad oggi puramente utopistici, la trama si rivela avvincente e appassionante fin dai primi capitoli, senza mai cadere nell'assurdo o nel ridicolo. Interessante spunto di riflessione è poi il discorso finale di Doniger sul divertimento, unico fine dell'uomo contemporaneo, intento soltanto a sfuggire la noia. Tuttavia sarebbe stata maggiormente apprezzabile una più approfondita caratterizzazione psicologica dei protagonisti e sicuramente, magari al posto di qualche inseguimento in meno, un po' più di attenzione al rapporto tra André e Lady Claire. Lettura non troppo impegnativa, piacevole e senza dubbio consigliata.

  • User Icon

    Massimo

    18/07/2013 14.02.12

    Crichton riesce anche in questo caso, grazie alla sua solida preparazione scientifica, a coniugare aspetti basati appunto su requisiti scientifici con una trama fantastica ma perlomeno verosimile. Non è assolutamente facile riuscire a capire se e quando l'autore va oltre lo strettissimo crinale che differenzia realtà e fantasia, e ci si ritrova a viaggiare nel tempo quasi considerando ciò come una logica conseguenza della parte preliminare e "preparatoria" che l'autore ha abilmente descritto per giustificare la sensazionale scoperta fatta da un'azienda, la quale per inciso non ha alcuna intenzione di condividerla con l'umanità ma intende sfruttarla senza scrupoli. L'ambientazione medievale è ben ricostruita e relativa a periodo storico e avvenimenti interessanti. L'epilogo forse è prevedibile ma ben congegnato, libro comunque originale e consigliato.

  • User Icon

    Giovanni

    30/06/2013 16.58.51

    Romanzo fantastico. Bella l'idea di spedire un gruppo di storici nella Francia del XIII secolo. I fatti si svolgono con una buona dinamicità. L'epilogo è brillante. Marek un grande personaggio.

  • User Icon

    Stefano

    31/10/2012 16.10.38

    Romanzo da consigliare. Storia scorrevole e avvincente.

  • User Icon

    Romano

    19/04/2011 21.36.13

    Bellissimo!!!uno dei migliori libri di Crichton e non solo!intenso, emozionante e scritto benissimo!da leggere assolutamente, senza però aver guardato prima il film, che a mio avviso, ne fa una cattiva trasposizione!

  • User Icon

    Brunella

    26/09/2009 21.40.21

    Bel libro, storia molto avvincente e scrittura scorrevole. Mi ha tenuto col naso incollato alle pagine con la bramosìa di sapere cosa sarebbe successo dopo. Il balzo nel medio evo è stato affascinante e avventuroso. Bello e naturalmente....consigliatissimo!

  • User Icon

    Bibo

    02/04/2009 16.10.29

    È un romanzo che mi è piaciuto molto. Interessanti i cenni storici e la trama è ben congeniata. Crichton è avvincente e tiene inchiodati i lettori fino alla fine del libro. Godibilissimo.

  • User Icon

    Paola

    03/11/2008 21.47.56

    Questo libro è stato deludente sotto tutti i punti di vista. Si parte da un inizio avvincente che fa ben sperare per finire a raccontare una storiella banale e scontata ambientata nel medioevo. Per cui tutto il fascino della quantistica e dei viaggi nel tempo si dissolve in una bolla di sapone. Dopo "Jurassic park" ogni libro di Crichton che leggo si rivela sempre di un livello inferiore. Peccato.

  • User Icon

    Mak

    30/10/2008 23.29.57

    Davvero ben scritto, molto scorrevole. All'inizio risulta assolutamente avvincente, grazie anche al particolare e stuzzicante tema... il viaggio nel tempo! Nonostante ciò la votazione non è piena perché dalla metà fino alla fine (troppo scontata) comincia a diventare meno avvincente catturando meno l'attenzione del lettore. Risultato: prima parte letta in pochissimo tempo senza che me ne sia quasi reso conto, seconda parte tutt'altro che veloce. Nel suo insieme, comunque, un buon libro, anche se il potenziale di base poteva portare a ben altro risultato....

Vedi tutte le 12 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione