Tolleranza zero

Irvine Welsh

Traduttore: M. Bocchiola
Editore: TEA
Collana: Teadue
Anno edizione: 2002
Formato: Tascabile
In commercio dal: 12 luglio 2002
Pagine: 294 p.
  • EAN: 9788850202171
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Descrizione
Ospedale di Edimburgo, rianimazione: Roy Strang giace in coma in seguito a un tentato suicidio, ma la sua mente è un continuo frullio di ricordi, sogni e deliri. Roy rivive l'infanzia e l'adolescenza in una famiglia di spostati, le botte prese, i traumi subiti; tutta la violenza incamerata esplode anni dopo, quando entra in una banda di hooligans e viene coinvolto in uno stupro di gruppo che lo lascia in preda a un vertiginoso senso di colpa. Alla rievocazione del terribile passato si intrecciano fantasie che sono proiezioni delle sue inquietudini.

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Recensioni dei clienti

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    nookie

    03/07/2017 12:43:25

    Bellissimo, ovviamente devono piacervi un certo tipo di storie tipiche dell'autore per apprezzarlo al meglio.Per me il migliore dopo Trainspotting

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    Ross

    13/03/2015 14:47:03

    La tecnica di scrittura e narrazione ricorda molto quella utilizzata da questo autore per "il lercio" altro suo ottimo romanzo (c'è qualcosa di simile al verme solitario e alla sua sorta di "voce fuoricampo"). Ancora una volta: una vita violenta, disperata e alla fine...l'intuizione, ma non sempre a fronte di una seconda possibilità! Finora i romanzi di Welsh che ho letto seguono un po' tutti questa dinamica. Romanzo interessante, ma io, personalmente, preferisco "il lercio" e "trainspotting", comunque sia, consigliato!

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    SKIXXO

    07/06/2007 14:09:25

    che dire, in assoluto da leggere! in tre giorni l' ho divorato!!! un vero trip. Il mio preferito in assoluto di Welsh!

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    Peticello

    25/11/2006 23:40:58

    il miglior libro in assoluto di Irvine Welsh

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    nunzio

    06/06/2006 23:44:35

    originale, tagliente e duro. A volte ci si chiede da dove nasce tanta violenza e tanto odio al giorno d'oggi , una risposta questo libro c'è l'ha data... E' il primo libro di Welsh che leggo, devo dire che tiene incollato il lettore con un modo di scrivere che colpisce immediatamente, forse un attimo troppo volgare però efficace.

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    Simone

    23/05/2006 20:33:51

    Di Welsh avevo letto extasy, ma questo credo sia di gran lunga migliore. Lo scrittore scozzese intreccia sapientemente vecchio e nuovo della lettaratura british: lo stream of cousciousness di matrice modernista (c'è qualcosa di Conrad, ma anche della Woolf)con lo stile tipico della chemical generation. Da questo ardito mix ne esce un gran libro.

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    Dumbo Strang

    23/03/2006 15:18:57

    STUPENDO! Dinamico, ti incolla alle pagine!ricco di azione!Toccante e scioccante!Con una trama originale che ti fa venir vogli di leggere per scoprire le vicende del protagonista!

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    Fede

    30/11/2005 19:06:01

    Bellissimo, una storia tragica e appassionante che ti tiene incollato fino all'ultima pagina!

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    daniele

    12/10/2005 18:40:14

    ho letto tutti i libri di WELSH, penso che questo sia decisamente il migliore. Un viaggio allucinanante tra realtà e immaginazione del protagonista che ti tiene incollato dal inizio alla fine..... poi la fine con quella morte assurda!! spettacolare

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    Gianni75

    24/03/2005 11:47:10

    Assolutamente geniale! Sincero, crudo, toccante e spietato! Welsh ci trascina attraverso il suo immobile protagonista nella vita dei sobborghi di Edimburgo dove le violenze del branco sono quasi un obbligo sia attivo che passivo!

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    mattia

    08/01/2005 17:48:58

    Penso che Welshboy abbia tirato fuori il meglio in tutti i libri, i quali sono una preparazione al suo vero capolavoro cioè "Colla", in quanto a "Porno", bè..poteva risparmiarselo...

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    damiano

    06/12/2004 08:54:21

    non so perch[ siete su questa pagina..io lo so bene, ed è la terza volta che rileggo questo libro.. se vi piace welsh, secondo me questo èil suo libro più coinvolgente, il migliore (li ho letti tutti più volte..) è geniale, come tutti i suoi libriquando cominci a capirci qualcosa in due secondi succede tutto e ti trovi estasiato.. se non avete mai letto un libro di welsh invece...beh, provatelo!!!

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    Isabella

    30/09/2004 23:50:28

    Più bello di Trainspotting.

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    Smarmy

    09/03/2004 11:26:30

    Forse il libro più forte che abbia mai letto.Di libri ne ho "divorati" tanti con questo invece è stato diverso: è lui che ha divorato me!non riesci a staccarti dalle pagine,diventa quasi un bisogno fisico.10 e lode

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    damiano

    04/02/2004 13:57:03

    fantastico!!!!!!!!!!!!!!!!!! il più bel libro di welsh, secondo me. Ti risucchia, ti mette quella frenesia di andare più A FONDO, A FONDO, A FONDO nelle sue pagine che quasi le sfogli senza leggerle. Roy sembra che non voglia più tornare alla realtà da cui lui stesso è volontariamente fuggito, o almeno non prima di aver fatto i conti con i suoi incubi...ma alla fine, i suoi incubi non sono altro che quella che è stata la sua vita, rivista dalla parte opposta... Si può dire ciò che si vuole su welsh, ma non si può ammettere che non sia REALISTA!

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    Simone

    14/12/2003 02:17:42

    Sicuramente il capolavoro di Welsh, non aggiungo altro.

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    giulia

    06/08/2003 22:02:34

    troppo originale l'idea, ottimo

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    michele

    04/08/2003 10:41:44

    bello... come ripeto bello... come sempre il finale non è mai quello che ti aspettavi

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    LuiZ

    10/06/2003 19:53:51

    Un grande libro.Vi farà pensare.Vi entrerà dentro. Prendetelo che aspettate.! Secondo me,il migliore di Welsh

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    HAZEL

    02/05/2003 12:04:16

    UN LIBRO CHE LASCIA IL SEGNO, TANTE EMOZIONI E TRISTEZZA... DA LEGGERE

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«Sento proprio che mi tocca, o lo penso soltanto? Ho sentito davvero la voce dei miei genitori, o è stata tutta una fantasia? Non ne so niente, e me ne frega ancor meno. Tutto quello che possiedo sono i dati che ricevo. Non me ne frega niente se sono prodotti dai miei sensi o dalla mia memoria o dalla mia immaginazione. Da dove arrivano conta meno del fatto che esistono. L'unica realtà sono le immagini e i testi.»

Welsh ancora una volta non delude chi cerca nei suoi libri quell'intensa e crudele critica sociale, densa di ironia, che ha reso famoso Trainspotting. Anche in questo nuovo romanzo fumi allucinati (ma non da allucinogeni) stagnano nelle pagine, talvolta sollevati da lievi brezze o folate più forti. Fumi che lambiscono tutta la vicenda, spesso trasformandosi in fitte nebbie, talvolta dissolvendosi rapidamente. Sono proprio dissolvenze continue, come in un film "d'effetto" a costruire la storia. Svanisce un'immagine e ne compare un'altra che si sovrappone e prosegue in una narrazione diversa, verso un'altra direzione. Sono le visioni di un uomo in coma, i flash che continuamente appaiono agli occhi (no, alla mente) di un giovane in un letto d'ospedale, isolato dal mondo, ma non così incosciente da non capire che in quel mondo che cerca di trascinarlo "dentro" lui non vuole rientrare: «quaggiù, fra gli agi del mio stato verduroide, nel mio mondo segreto, posso scoparmi chi voglio io, ammazzare chi mi pare, no no no, niente di quella roba, posso fare le cose che avrei voluto fare, le cose che ho cercato di fare lassù, nel mondo vero. Indietro non si torna. E comunque, questo mondo per me è vero a sufficienza, e me ne resterò qui fuori dai piedi, dove non possono venire a scovarmi, almeno finché non avrò chiuso il conto». A fondo, a fondo, a fondo. Questo è il ritornello costante del pensiero. Restare a fondo, sprofondare ancor di più. Per nascondersi, per fuggire, per sopravvivere, se possibile.

Uno scopo nella vita Roy Strang ce l'ha, anche nel suo stato comatoso: uccidere il Marabù, uccello («predatore e spazzino») divenuto nella sua mente simbolo e incarnazione del Male. Un compito che non intende svolgere da solo, ma in compagnia di due fidati amici. Ucciderne anche l'ultimo esemplare, viaggiando con disperata determinazione nell'Africa nera, sulle strade del Kenia, nei parchi naturali... Questo, sì, è ciò che vuole fare. Solo a questo intenderebbe pensare se non ci fosse continuamente qualcuno che cerca di distrarlo: un dottore che vuole sottoporlo a chissà quale nuovo torturante esame, un'infermiera che lo tratta con dolcezza e che gli racconta le emozioni più intime, una madre che vuole fargli ascoltare vecchie musiche e canzoni per farlo "risorgere"... Nato in una famiglia disastrata e dall'equilibrio economico precario, dotato di un fisico greve e di un viso dai tratti popolari, cresciuto in un ghetto periferico di Edimburgo triste e violento con un padre alcolizzato, emigrato senza successo con la famiglia in Sud Africa (dove un ricco zio approfitta più volte di lui), la vita di Roy non prometteva esiti brillanti nemmeno nell'infanzia. Il suo ripercorrerla con la memoria senza nostalgie, senza sentimentalismi, ma con la schietta visione obiettiva di chi riesce ad estraniarsi dal proprio passato, è un merito che gli arriva dalla situazione psicologica e fisica del coma.

Roy lotta contro il risveglio, contro la vita. Vuole rimanere a fondo e proseguire nelle sue allucinate visioni. Vuole dimenticarsi di quella banda di hooligan di cui faceva parte, dello stupro di gruppo commesso contro una ragazza indifesa, dell'alcol, dei manifesti (reali?) che tappezzano le città e che puntano alla "tolleranza zero" contro la violenza a donne e bambini, dei sensi di colpa che lo hanno tormentato a lungo sino al punto di arrivare a scelte estreme.

Welsh ha con lui trovato un nuovo protagonista di vagheggiamenti psichedelici. Non un tossicodipendente come spesso sono i personaggi attorno ai quali ama intessere le storie, ma un uomo sofferente di allucinazioni che, come un drogato, è deciso a non uscire dal torpore, a non abbandonare i sogni. Come sempre nell'opera di Welsh sembra esservi compiacimento per situazioni violente e partigianeria nei confronti dei personaggi negativi. Ma in realtà è la condanna verso questi atteggiamenti a prevalere, se si scava dietro le apparenze. Purtroppo a perdere è sempre la società occidentale nel suo complesso e un riscatto completo dei più deboli non ci sarà, ma una cosa è certa: i "cattivi" questa volta non vincono.

A cura di Wuz.it