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Alessandro Robecchi

Collana: La memoria
Anno edizione: 2017
Pagine: 415 p., Brossura
  • EAN: 0001121237238
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Recensioni dei clienti

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    Gino

    14/04/2017 22.43.52

    Ho letto con interesse il giallo di Robecchi. Mi ha appassionato e lo ho trovato piacevole sopratutto con la descrizione di molti luoghi di Milano ove io ho trascorso gli anni universitari. E' un poco sovrabbondante nella part centrale ma il riferimento sia a Dylan che alle abitudine dei protagonisti di darsi..all'alcool è ..simpatico. Da leggere: tutto di un fiato!

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    giorgio64

    03/04/2017 12.51.00

    Per mio conto il migliore dei quattro racconti di Robecchi aventi protagonista Monterossi &co. Finalmente l'autore lascia da parte le facili battute ad effetto e lo stile un po' troppo radical-chic che caratterizzava i libri precedenti per dare spazio allo svolgersi della trama. Rimangono ancora tante le citazioni da Dylan, alcune fine a se stesse, e a volte un po' pedanti. Più che Monterossi e Flora i protagonisti questa volta sono gli uomini del commissariato: Ghezzi, Carella, ma anche Selvi e Sannucci. Ma su tutti il vero protagonista assoluto è Milano. Da una parte i quartieri animati dalla gente povera, da un sottoproletariato urbano probabilmente in aumento costante, e dall'altra i luoghi abitati dai benestanti, borghesi o bauscia che siano. Sempre leggero e simpatico da leggere, ma alla fine ti rimane l'amaro in bocca.

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    Alessia

    20/03/2017 09.12.19

    Finito davvero a fatica. C'è poco equilibrio, troppi luoghi comuni, i protagonisti sono poco interessanti, l'assassino si capisce fin dalle prime pagine. Monterossi ha chiuso con Crazy Love e forse Robecchi dovrebbe chiudere con Monterossi.

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    giorgio g

    16/03/2017 10.03.02

    Il sovrintendente Carella e il suo vice Ghezzi sono chiamati a indagare su tre delitti eccellenti, quelli di Fabrizio Gotti il "macellaio", di Cesare Crisanti il palazzinaro e di Giorgio Campana lo speculatore, tutti caratterizzati da un sasso posto dall'assassino sul cadavere. Nel loro compito sono agevolati dall'indagine parallela condotta da Carlo Monterossi il produttore televisivo. Questo il plot del romanzo di Robecchi, una lettura tutto sommato piacevole e a tratti divertente, a cui possiamo rimproverare solo di essersi dilungato per oltre quattrocento pagine su una storia che avrebbe potuto sbrigare in metà. Ma questo ormai è un vizio di tutti, forse spiegabile con il numero minimo di cartelle pattuito tra scrittore ed editore.

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    fiorella

    25/02/2017 20.19.59

    E' un giallo, non si può dire di no, anche perchè é costruito mirabilmente, ma é molto di più. Robecchi con la sua consueta ironia fa una critica spiazzante della società, ti fa riflettere su concetti come la Giustizia, l'ipocrisia dilagante nel mondo dei massmedia e della politica e ti lascia con la bocca amara ma contemporaneamente ti aiuta ad aprire gli occhi. Non crediate però che sia noioso, tutt'altro.

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    Ho letto tutti i romanzi di robecchi che hanno come protagonista il sig. Carlo e li consiglio. Questo è forse quello meno riuscito in quanto manca la simpatica cooperazione tra Monterossi e Ghezzi e la storia è forse un pò troppo lunga rispetto a quella che dovrebbe essere. Il tono è sempre simpatico e scanzonato ma forse Robecchi poteva fare meglio. Attendo la prossima avventura.

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    Villa Poeta

    05/02/2017 17.24.58

    Il racconto è intrigante e sfaccettato, anche se si fa un po' fatica ad ambientarsi. La lettura è piacevole, anche se l'individuazione dei colpevoli è abbastanza facile. Cosa appensantisce la verve del racconto? L'eccesso di luoghi comuni e di moralismo, che non serviva. Comunque lo consiglio

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    Gabriella

    02/02/2017 23.33.02

    Primo libro che leggo di Robecchi Non mi ha molto entusiasmato tranne il finale a sorpresa abbastanza geniale. Non é un thriller ma un poliziesco dove protagonista sono le indagini piu che la psicologia dell assassino e la storia delle vittime. Scritto in maniera scorrevole e asciutta si legge speditamente ma bisogna amare il genere. Piccola perplessita a fondo pagina 398 si parla di cellule telefoniche che non capisco siano le celle telefoniche la cosa mi ha destato molta perplessita. Sono curiosa però di continuare a scoprire l autore.

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    Fabio

    31/01/2017 12.23.21

    Romanzo Poco equilibrato a mio parere,sempre in bilico fra farsa,commedia e tragedia,con poca convinzione e scarsa lucidità. Personaggi di maniera,senza approfondimento psicologico,molto semplici e improbabili. L'assassino si capisce chi è praticamente da quando compare in scena,la trama non sta in piedi e giustificata in modo approssimativo e confuso. Non è scritto male,qualche dialogo strappa un sorriso,si vede che l'Autore potrebbe dare di più,ma deve trovare più convinzione.

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