Totò e Carolina

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Paese: Italia
Anno: 1955
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Con il compito di riportare a casa una ragazza che ha tentato il suicidio, un agente di polizia dal cuore tenero finisce col farsi carico dei problemi della giovane maltrattata dalla vita e, alla fine, la prende in casa con lui.
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    Noe

    05/03/2019 22:14:59

    Durante una retata della polizia a Villa Borghese, l'agente Antonio Caccavallo (Totò), vedovo con figlio e padre a carico, arresta insieme ad altre donne di vita anche Carolina. In realtà la ragazza è solo scappata di casa perché incinta. Caccavallo l'aveva trovata nei pressi del luogo della retata, e pur essendo autista della pattuglia, aveva preso una avventata iniziativa. Il povero poliziotto è obbligato così dal suo Commissario a riportarla al paese di origine, e consegnarla ai parenti, che si mostreranno scandalizzati per la gravidanza imprevista. Liquidare la pratica Carolina si rivelerà più complicato del previsto, anche a causa della ritrosia della ragazza che già capisce di essere reietta fra la sua stessa gente. Ciononostante Carolina in qualche modo riesce a confidarsi e a legare con il poliziotto, di cui comprende gli obblighi professionali, e che non le serba rancore nonostante gli faccia passare non pochi guai (la ragazza tenta di scappare, ma anche di suicidarsi rischiando di uccidere anche lui).

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    by Ax

    05/05/2012 14:47:35

    Il film è una piacevole commedia, con uno sguardo alle sfortune della povera gente, senza grasse risate e con un velo di malinconia. La cosa interessante di questa pellicola è che risulta essere tra le più censurate del cinema italiano, e che uscì con 31 tagli rispetto alla versione originale. Oggi come oggi le motivazioni di censura di allora non impressionano più, ma è interessante leggerne qualcuna (che ho trovato in rete), giusto per capire la mentalità di quel periodo italiano e comprendere che la censura è un efficace strumento per pilotare... fate voi cosa: - non era ammissibile che la protagonista di un film fosse una ragazza madre con manie suicide; - non era ammissibile che nell'Italia della ricostruzione l'eroina della storia si chiedesse fra le lacrime: "Ma che ce sto a fa' io al mondo?". - non era ammissibile che un poliziotto decidesse di avanzare di grado solo per poter avere più soldi alla fine del mese, o che vivesse in una casupola; - non era concepibile che i comunisti fossero dei bonaccioni e i preti troppo concilianti, che i primi cantassero Bandiera Rossa e 'facessero comunella' con un poliziotto per spingere la camionetta in avaria; - non era ammissibile che un poliziotto giocasse al lotto; - Tra le scene tagliate all'inizio del film, in occasione della retata a Villa Borghese, si vedeva un agente che apriva la portiera di un auto ma scusandosi con l'occupante diceva: ""Scusate Eccellenza""; - Caccavallo incarica un vecchio di sorvegliare Carolina, che le chiede cosa abbia fatto e alla risposta di lei ""Ho menato al padrone"" la lascia andare al grido ""Viva la liberta'. Abbasso i padroni, sempre!"" Nella versione censurata la frase diventa ""Viva l'amore"". Insomma, questo Totò in divisa disintegrava il concetto di 'agente di polizia ideale' agli occhi del pubblico, occhi che oggi, dopo la versione restaurata iniziata nel 1999, possono sorridere e finalmente cogliere l'umanità sottratta a quell'agente che fece molto più del su

  • Film in bianco e nero
  • Produzione: Filmauro, 2008
  • Distribuzione: Terminal Video
  • Durata: 83 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 1.0 - mono)
  • Formato Schermo: Full screen
  • Area2
  • Mario Monicelli Cover

    Regista italiano. Dopo aver realizzato nel 1935, con il cugino Alberto Mondadori, un mediometraggio (I ragazzi della via Paal) ed essere stato aiuto-regista e sceneggiatore, affronta la regia nel 1949, dirigendo con Steno otto film di prevalente intonazione comica e con un eccellente Totò (tra cui Vita da cani, 1950, e Guardie e ladri, 1951). Dal 1954 lavora da solo (Proibito, melodramma sociale da un romanzo di G. Deledda), alternando film drammatici a film comici, quasi sempre legati a temi di critica sociale. Dopo Totò e Carolina (1955), dirige la coppia A. Sordi-F. Valeri nel satirico Un eroe dei nostri tempi (1955), lancia E. Martinelli nella commedia rosa Donatella (1956) e anticipa la commedia all'italiana, rivelando le doti comiche di V. Gassman con I soliti ignoti (1958). Leone d'oro... Approfondisci
  • Arnoldo Foà Cover

    Trascorsi i primi anni di vita presso la balia a Belluno, poi viene riportato in famiglia a Firenze dal padre. Qui termina i suoi studi superiori e entra in una scuola di recitazione. A vent'anni, lascia l'università e si trasferisce a Roma ed entra nel Centro sperimentale di cinematografia che deve lasciare nel 1938 in seguito alle leggi razziali. Nel 1943 si trasferisce a Napoli e riesce a lavorare come annunciatore e come scrittore di programmi alla radio degli alleati. Conclusa la guerra riprende la sua carriera di attore e fa parte di prestigiose compagnie teatrali. Importante anche la sua attività di regista teatrale oltre che di drammaturgo. Protagonista dei più importanti sceneggiati televisivi è stato anche doppiatore e attore cinematografico... Approfondisci
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