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Stefano Benni

Collana: La memoria
Anno edizione: 2011
Pagine: 103 p. , Brossura
  • EAN: 9788838925764

Recensioni dei clienti

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    03/10/2016 15.21.59

    Ho fatto fatica a finirlo,ho voluto andare sino in fondo sperando di trovare uno di quei passi alla Benni per cui, comunque, nel valesse la pena. Trama fumosa, personaggi da non capirci molto.. Spero che Benni si sappia riscattare quanto prima così da smentirne questa versione stanca e trascinata.

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    mari

    01/10/2012 13.56.44

    A me è piaciuto. Non all'altezza di suoi precedenti capolavori (Elianto, Terra, Bar sport,...), ma mi ha commosso parecchio. Grazie ancora, Lupo

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    Tiziana

    11/02/2012 13.24.29

    io l'ho trovato un libro magico e toccante, con un fraseggio agrodolce, immagini carezzevoli e graffianti al tempo stesso; le parole sembrano un sussurro ma gridano, sembrano idilliache ma pugnalano; non mi chiedo chi o cosa ci sia dietro tanto dolore o pessimismo, ma mi godo ogni singola riga che è scritta in modo grandioso e avvolgente. di certo non è il Benni tragicomico e spassoso di un tempo, ma chissene importa, ha comunque fatto centro.

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    max

    01/12/2011 13.10.56

    Purtroppo da margherita dolce vita in poi i libri di Stefano Benni sono solo imitazioni poco riuscite di sè stesso. Personaggi abbozzati e senza spessore, ripetizioni di clichè abusati e trame poco chiare e non credibili. Eppure Benni è un grande scrittore, se non ha nulla da dire può permettersi un periodo anche lungo di silenzio, lasciando parlare per lui quanto di bello ha saputo scrivere negli anni. Per tornare quando e come vuole, ma non così.

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    Giacomo Di Girolamo

    25/10/2011 13.38.41

    "Vi devo ringraziare perchè pensando a voi ho immaginato qualcosa che non era solo paura, medicina e dolore". Sta tutto in questa frase, il racconto di Benni. Lo ha scritto perchè stava male, molto male. Lo ha aiutato a guarire l'amore per suo figlio, il suo angelo. E la scrittura di questo breve romanzo, fatta essenzialmente per lui, per i suoi demoni. Non è una lettura facile, nè piacevole. La trama è scomposta, i registi ballerini. L'importante, comunque, è che almeno per lui questa medicina abbia funzionato".

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    kimba

    22/09/2011 16.04.36

    Benni e' invecchiato, purtroppo. Troppo spesso questo racconto si lascia andare a invettive un po' vuote e banali. Per l'autore tutto era bello trent'anni fa: i giocattoli, le luci di natale, le persone. Tutto appare misero e artefatto al giorno d'oggi. Una visione comprensibile per un anziano, ma fastidiosa da ribadire ad ogni pagina. La visione del mondo e' manichea: il medico Poiana sembra tratto dal "cattivo" di un libro per bambini. I luoghi comuni sulla medicina sono egualmente unidirezionali e banalizzanti: i medici pensano solo a guadagnare, le medicine sono droghe cattive che servono a rendere schiave le persone. Gli stessi dialoghi appaiono artefatti: per esempio un dottore confessa che gli hanno insegnato a tenere il malato "spento, controllato dal nostro potere chimico e celestiale". La narrazione e' frammentaria e senza una direzione precisa. Si salva qualche spunto poetico... Purtroppo l'eta' non risparmia nemmeno i grandi scrittori.

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