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Giorgio Scerbanenco

Editore: Garzanti Libri
Edizione: 2
Anno edizione: 1999
Formato: Tascabile
Pagine: VI-231 p. , Brossura

17 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Gialli - Narrativa gialla

  • EAN: 9788811668572

Recensioni dei clienti

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    angelo

    30/06/2014 13.17.29

    Ingredienti: una serie di coppie affogate in un canale, un intreccio di affari loschi basati su armi e droga, tanti personaggi disposti a tutto per il denaro, un ex medico detective a far luce su tante ombre umane, economiche, storiche. Consigliato: ai lettori di gialli datati ma attualissimi, ai cercatori di giustizia prima ancora che di pace.

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    g. russo

    06/11/2013 10.02.05

    Che dire? Il capolavoro di Scerbanenco, un noir che è diamante puro, assolutamente imperdibile per gli amanti del genere e non.

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    Ross

    04/09/2013 17.30.36

    Un bel noir, di gusto retrò (tipico di questo autore). L'intreccio si svela appieno solo alla fine (ovviamente), quando ricompare un personaggio che sembrava dimenticato e che contribuisce a ricollegare tutti i "fili" rimasti sospesi. C'è anche una teoria legata agli anni del terrorismo in Alto Adige, funzionale alla "morale" della storia: che esistono esseri umani traditori di tutti. A me Scerbanenco piace, mi piace il suo rigore, la sua etica...peccato sia un personaggio inventato ;-).

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    zombie49

    13/03/2013 17.50.52

    Un'auto cade in un canale, con due persone a bordo. Pochi giorni dopo la storia si ripete sotto gli occhi di due agenti di polizia. Ed era già accaduto pochi anni prima. Tre incidenti sono troppi x l'aspirante poliziotto Duca Lamberti, che indaga su un traffico di droga e di armi. Il romanzo meno riuscito della quadrilogia a lui dedicata, un po' confuso, con molti personaggi e forse troppi assassini. Una storia cruda, nerissima, dominata dall'ira e dalla vendetta, comune ai criminali e a chi li combatte. Un integralista, Lamberti, che persegue il suo ideale di giustizia, e non è detto che sia quella sancita dalla legge. E' un'Italia puritana, tradizionalista e bigotta, di uomini duri e donne virtuose che hanno ruoli diversi e separati, in cui aborto, divorzio, convivenza, tradimento coniugale sono ancora reato, e Scerbanenco appoggia molti di questi ideali. Per lui, i criminali si distinguono anche nell'aspetto o nell'atteggiamento. Una Milano che forse non esiste più, tra i Navigli e le cascine al confine tra città e campagna, primaverile eppure squallida e deprimente. Non condivido le idee di giustizia sommaria di Scerbanenco, e meno ancora il suo moralismo integralista, eppure i suoi romanzi mi intrigano, forse perché così verosimili, forse perché i protagonisti sono tutti perdenti, dai poliziotti sfiduciati, ai criminali ottusi, alle donne vinte e precocemente invecchiate.

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    Standbyme

    13/03/2011 14.51.15

    Chissà cosa direbbe ora Duca Lamberti di fronte agli innumerevoli esempi di ipergarantismo nei confronti dei delinquenti? È infatti questa una delle tante tematiche affrontate in "Traditori di tutti": la Legge che tutela chi delinque ma non coloro che subiscono i soprusi dei malfattori. La droga e le prime avvisaglie dello spaccio in grande stile, anche se può ora far sorridere sentir parlare di mescalina, è un altro punto cruciale di questo splendido giallo. Il traffico d'armi cn tutti gli squallidi personaggi che dirigono le operazioni è un altro aspetto fondamentale. Le vendette per gli sgarri subiti vengono messe in atto senza alcun scrupolo facendo ricorso ad una sventagliata di mitra per eliminare, senza alcuna pietà, i rivali o chi tradisce. Insomma Scerbanenco è stato una grande precursore mettendo a fuoco, già cinquanta anni fa, tutti i mali che affliggono la nostra società. Ecco se venisse scritto ora sarebbe sicuramente definito un "romanzo denuncia" e l'autore sarebbe invitato in tutti i salotti televisivi che contano anche se sono certo che Scerbanenco avrebbe rifiutato di partecipare a questo squallido circo mediatico. Tornando al romanzo credo che trasudi di un alto senso di giustizia se si considerano i personaggi che stanno dalla parte della giustizia. Sono sicuro che,se fosse dipeso da Duca Lamberti, Susanna sarebbe uscita dalla questura libera, allora sì che l'applauso che stavo per fare quando ho girato l'ultima pagina sarebbe esploso fragorosamente.

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    Maxxam66

    23/06/2010 16.12.30

    Scerbanenco riesce a travalicare i confini del genere letterario in cui e' spesso ed erroneamente circoscritto. Nei suoi romanzi sorprende la felice commistione tra una modernita'ancora "attuale" malgrado il tempo trascorso e il sapore retro' di una Milano che non esiste piu'e che forse gia'svaporava negli ultimi anni di vita dell'autore. Leggero'gli altri romanzi sapendo di trovare fra le pagine di Scerbanenco un sapore amaro quanto autentico.Un grande scrittore , chapeau !

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    Simeone

    13/04/2010 16.19.04

    Ieri sera ho concluso questo capolavoro di Scerbanenco..BELLISSIMO...meritato quindi il premio ricevuto al concorso Grand Prix policiere in Francia all'epoca.Nonostante scritto negli anni 60 è un libro che tuttora non fa affatto sentire il peso degli anni sia per la scorrevolezza,sia per i temi trattati(prostituzione,trafficanti,mentalità chiusa e aperta per i matrimoni,eutanasia,difficolta economiche..)cmq sempre moderno.mi accorgevo di leggere un libro di oltre 40 anni solo quando diceva le date di nascita delle "ragazze/i"("...la ragazza,giovane, era nel '37.." :D)parte finale che agghiaccia..gela il sangue per il modo con cui riesce a ricreare alla perfezione gli attimi di paura e sofferenza dei personaggi...incredibile visto che non descrive teste spaccate o sangue che cola o descrizioni splatter...ma fa cmq rabbrividire. Un capolavoro di libro che va letto!!! Scerbanenco scrive da dio coccolando il lettore con il suo stile sempre perfetto e confidenziale e mai palloso

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    guido

    04/04/2010 19.27.05

    non amo molto il noir e trovo che la trama di questo romanzo sia tutto sommato non indimenticabile. Ma la trama è solo un pretesto. La bellezza del libro sta nei personaggi, nella descrizione che scandaglia i loro stati d'animo presentandoceli così come farebbe Dostoievskij, collocandoli in un ambiente molto ben delineato. Quando un autore riesce ad evocare nel lettore il suo mondo immaginario, così da impressionarlo, merita di essere seguito

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    intro87

    27/10/2009 16.31.22

    non conoscevo l'autore fino a pochi mesi fa... poi per motivi del tutto esterni ( i milanesi ammazzano il sabato degli afterhours) mi incuriosisco e cerco un pò in giro...traditore di tutti è un titolo che mi attira, lo compro. comincio a leggere la prefazione di Oliva per "entrare" al meglio nel libro; poi si inizia : nella storia e nelle viscere del noir, fino a poco tempo fa a me sconosciuto, e tutto sembra cosi spontaneo e naturale. leggo, sfoglio, rileggo parti e non mi fermo piu fino alla 231a pagina. Molto bello! consigliato!

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    ulisse

    13/01/2009 12.08.27

    eccezionale. Superiore agli altri con Duca Lamberti, perché qui maggiori sono l'introspezione e lo spessore di romanzo tout court e non solo di narrazione di genere. Scerbanenco è un patrimonio prezioso della nostra letteratura e un fine interprete del nostro tempo, che quando lui scriveva cominciava a delinearsi.

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    manuela66

    14/10/2008 14.20.14

    eccelente noir, un piacere leggerlo e consigliarlo!

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    ric

    04/09/2008 09.04.52

    Siamo al top del noir.

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    Valentino

    17/03/2008 12.56.37

    Prima di Tarantino, prima di McCarthy, prima di James Ellroy. Prima di tutti. Per tutti gli amanti del genere basterebbe questo. Poi c’è lo stile, che non teme confronti neanche con Chandler a cui non deve nulla. C’è l’Italia, non le metropoli statunitensi. E soprattutto c’è l’Italia presessantottina affrescata mirabilmente…non è Flaubert certo, ma non deve esserlo.

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    maurizio amati

    15/12/2007 11.49.40

    Meraviglia delle meraviglie! nonostante un piccolo rallentamento a meta' racconto ,poi il finale e' straordinario,incalzante, tremendo nella sua crudelta' e violenza.Che grande scrittore!Come sa scandagliare l'uomo a tutto tondo,nei vizi e nelle virtu'!Da leggere assolutamente

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    Angela

    11/12/2005 16.22.12

    Confesso che, verso metà romanzo, ero convinta che Scerbanenco, questa volta, avesse tradito anche me. Invece il finale riesce a riscattare tutta la storia, per certi versi troppo "macchinosa" nonostante l'apparente semplicità. Siamo nella Milano della metà degli anni '60, Milano che è già una metropoli anche se forse, al momento, lo ha capito solo il nostro Duca Lamberti. Una Milano nera, che più nera di così non sembra possibile, o almeno, si spera che non possa essere possibile. Trafficanti d'armi, di droga, di sesso, personaggi abietti e meschini, tutti con un solo comun denominatore: il tradimento. Tutti tradiscono tutti, traditori di tutti, appunto. Il riscatto/tradimento verrà dall'America e ha il volto angelico. Ma gli angeli non ammazzano, come può quindi esser possibile? Non vi è risposta se non una tacita stima. La stima di Duca, uomo che non tradisce, non tradisce gli amici ma neppure i nemici e, soprattutto, non tradisce i suoi ideali anche se ciò vorrà dire rinunciare alla sua professione per intraprenderne una nuova a fianco dell'imperturbabile Carrua. Angela

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    fabrizio

    22/06/2005 13.15.48

    Scerbanenco non sbaglia un colpo! Duca Lamberti è un grande personaggio, la storia è avvincente, è difficile posare il libro sul comodino. Ne comincerò subito un altro, sto diventando 'Scerbanenco-dipendente'....!!

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    Cris

    12/05/2005 10.48.54

    Dopo aver letto Venere Privata non avrei mai pensato che un altro Duca Lamberti mi piacesse così tanto. Devo dire che Traditori di Tutti mi è piaciuto ancora di più. La molteplicità dei laidi personaggi e dei loro laidi intrecci mi ha veramente appassionato. Splendida la parte storica finale. Dalla mano di chi ha vissuto la guerra... Stile asciutto, diretto, che va dritto allo stomaco. MAESTOSO

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    Paco

    29/04/2005 14.43.56

    Bellissimo, compatto, senza punti deboli , entusiasmante..ma non all'altezza di "Venere Privata" e "I ragazzi del massacro". Non posso dargli 5/5.

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    paolo

    16/10/2004 16.41.56

    La ferocia di una società strappata dalle consuetudini del piccolo mondo antico di Cà Tarino e gettata nel baratro della putredine.Un mondo dove a farla da padrone sono i troppo furbi, i traditori e i traditori di tutti. E poi un ex dottore finito in carcere, figlio di un poliziotto, che urla a pieni polmoni basta, basta a questo veleno che si insinua, corrodendola, in qualsiasi cosa. A mio avviso la frase che descrive meglio Duca Lamberti è "Mascaranti, a me non piacciono le armi, a me piace picchiare", il pensiero di un uomo che vuole ribellarsi e che dimostra che per vincere con certe fiere assetate di sangue la legge degli uomini non è più sufficiente. Un romanzo che è sicuramente un altissimo esempio del profondo senso civile dell'indimenticabile Scerbanenco.

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    Paolo

    16/10/2004 16.41.56

    La ferocia di una società strappata dalle consuetudini del piccolo mondo antico di Cà Tarino e gettata nel baratro della putredine.Un mondo dove a farla da padrone sono i troppo furbi, i traditori e i traditori di tutti. E poi un ex dottore finito in carcere, figlio di un poliziotto, che urla a pieni polmoni basta, basta a questo veleno che si insinua, corrodendola, in qualsiasi cosa. A mio avviso la frase che descrive meglio Duca Lamberti è "Mascaranti, a me non piacciono le armi, a me piace picchiare", il pensiero di un uomo che vuole ribellarsi e che dimostra che per vincere con certe fiere assetate di sangue la legge degli uomini non è più sufficiente. Un romanzo che è sicuramente un altissimo esempio del profondo senso civile dell'indimenticabile Scerbanenco.

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