Tragedia dell'infanzia - Alberto Savinio - copertina

Tragedia dell'infanzia

Alberto Savinio

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Curatore: P. Italia
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2001
In commercio dal: 24 gennaio 2001
Pagine: 223 p., Brossura
  • EAN: 9788845915901
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Per Savinio, l'infanzia non è un tempo ma un tempio come scrive lui stesso in un lapsus; cioè un luogo, una dimensione dello spirito. Un luogo, anzitutto fisico e geografico: una Grecia d'inizio secolo dalla luminosità abbagliante in cui scintillano i ricordi. E un Luogo, inoltre, metafisico e doloroso, in cui la mente del bambino da un lato vede e percepisce cose completamente interdette a quella dell'adulto e dall'altro sente irrompere domande estreme che potranno in seguito essere sedate ma non risolte. Scritto nei primi anni Venti ma apparso a stampa nel 1937, viene qui riproposto insieme alla sua seconda parte inedita, scoperta tra le carte dell'autore.
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    Sandro G 74

    01/10/2020 08:53:27

    Probabilmente il libro più intimista di Savinio, i ricordi dell'infanzia struggenti, nostalgici, e poetici, mischiati come sempre con la mitologia greca, in questo caso non proprio in chiave grottesca come era solito fare, l'atmosfera però sospesa fra sogno è realtà impreziosisce questo testo autobiografico, letterariamente molto meno sperimentale e avanguardistico, rispetto ad altre sue opere ben più ambiziose linguisticamente e contenutisticamente. Consigliato ai completisti o a quei lettori come me che vanno in visibilio estatico in relazione ai libri surreali, grotteschi, onirici e inquietanti di questo autore straordinario (ITALIANISSIMO:..anche se nato in Grecia). Molto interessante l'inedita appendice, il viaggio di un Savinio mentale a cavallo di un centauro alla ricerca dell'orsa mitologica, testo incompleto trovato fra le carte dell'autore, ma molto affascinante.

  • Alberto Savinio Cover

    (Atene 1891 - Roma 1952) scrittore e pittore italiano. Fratello del pittore Giorgio de Chirico, passò la propria infanzia in Grecia, dove si diplomò in pianoforte e composizione; poi proseguì i suoi studi a Monaco e quindi si trasferì, nel 1910, a Parigi, dove visse per quattro anni. Insieme al fratello frequentò gli ambienti surrealisti legandosi d’amicizia con G. Apollinaire e fondando il movimento musicale del «sincerismo» (1914), che teorizzava una musica «non armonica». Nel medesimo anno pubblicò il poema drammatico Chants de la mi-mort, che inaugurava quel registro onirico e grottesco che sarà tipico della sua opera. Nel 1916 uscì sulla «Voce» Hermaphrodito, una sorta di diario fantastico che alterna prose e versi in italiano e in francese. S. si era, in quegli anni, trasferito a Ferrara,... Approfondisci
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