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La trama del matrimonio

Jeffrey Eugenides

Traduttore: K. Bagnoli
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2011
Pagine: 478 p., Rilegato
  • EAN: 9788804613589
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Parlando di figli ribelli di buone famiglie in disarmo, quante citazioni si possono fare? E parlando di figli per bene di buone famiglie felici? Impossibile non pensare a Joyce Carol Oates, ad esempio, o a Jonathan Franzen e a tutto un filone di scrittori contemporanei che sul disarmo della famiglia borghese e sulle derive Post punk di giovani figli ribelli hanno fondato il romanzo americano.
Jeffrey Eugenides lo sa. Sa che "il romanzo come genere è finito", si è dissolto come si è dissolto il discorso letterario dopo la vulgata strutturalista. Il romanzo ha toccato il suo apice parlando del matrimonio e delle grandi storie che nel matrimonio trovavano compiutezza: Jane Austen, George Eliot, Henry James. Poi, con la parità dei sessi e, ancora di più, con il divorzio, la sua disfatta è stata irrimediabile: dove può trovarsi, al giorno d’oggi, un romanzo sul matrimonio se non nel passato o negli autori non occidentali che descrivono società tradizionali?
Il vecchio professor Saunders, un gentiluomo del New England che nell’anno accademico 1982-83 tiene il seminario intitolato “La trama del matrimonio” alla Brown, ne è convinto e lo è anche Madelaine: è il matrimonio il perno del romanzo. Il professore e la sua giovane studentessa sono forse gli ultimi gloriosi baluardi della tradizione che resistono di fronte all’invasione della nuova critica e della semiotica. Contro il predominio del lettore, contro Derrida, Barthes, Eco, La grammatologia e la fine del linguaggio.
Madelaine Hanna era arrivata al college a digiuno da tutte queste nozioni, ma con la certezza che l’unico modo per superare la solitudine estrema è tuffarsi nella lettura. La sua è una famiglia sana, aristocratica e tradizionalista, lei è intelligente e carina, quindi la sua vita è destinata al successo. Forse.
Ma la lunga, ottimistica, premessa si conclude a pagina 160, quando il primo baratro si apre sotto i piedi della giovane Madelaine innamorata. Il suo bel fidanzato, Leonard Bankhead, è finito nel reparto psichiatrico dell’ospedale pubblico di Provindence proprio il giorno della cerimonia per la consegna del diploma, il giorno in cui i genitori di Madelaine sono arrivati per applaudire i suoi successi e raccogliere gli elogi. Un cielo plumbeo che sembra disegnato da El Greco incombe sul Campus, i ragazzi sono sfatti dopo una notte di alcol e droghe, Madelaine indossa il vestito lurido della sera prima, con una vistosa macchia non identificata sul bordo della gonna. Teme che sua madre possa decifrarne l’origine, teme che il suo fidanzato sia pazzo e teme per il suo futuro.
È la fine dell’età dell’innocenza, il crepuscolo della letteratura romantica, il punto da cui Jeffrey Eugenides decide di partire per salvare i suoi giovani protagonisti e, insieme, il genere. Ancora una volta l’autore parte da una frattura, un baco del sistema, per spiegare il problema dell’America. Nel suo sconvolgente romanzo d’esordio Le vergini suicide, il punto di partenza era il suicidio, consumato nelle primissime pagine del libro, inteso come morte di una Nazione tranquilla. In Middlesex invece il tema è la devianza, ma anche la deriva dell’uomo nella sua percezione di sé, il post-human. Oggi la conferma arriva con una grande epopea familiare, che parla della dissoluzione dei valori tradizionali ma anche della loro persistenza. Un romanzo straordinariamente colto, acuto nelle descrizioni e perfetto nell’ordito, capace di restituire energia e senso al romanzo contemporaneo. Se vi sembra troppo, provate a leggerlo. Anzi, provate a smettere di leggere.

Recensioni dei clienti

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    zia dalia

    13/03/2016 20.53.13

    Un Bildungsroman a tre voci inserito in un affresco dei primi anni '80, con evidenti richiami ad Oates e a Franzen.

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    ilse

    05/04/2014 16.53.36

    Un vero Romanzo. Evviva.

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    silvia

    28/11/2013 19.38.03

    Uno dei tre protagonisti del romanzo, riferendosi a "La Confessione" di Dostoevskij, afferma: "c'erano libri che sovrastavano il rumore della vita e ti catturavano parlando soltanto delle cose più vere". Anche "La Trama del Matrimonio" è uno di questi libri, risponde pienamente a entrambi i requisiti. Distrae, intrattiene, è ben scritto, contiene un memorabile flashback che, nel ricollegarsi alla struttura principale della narrazione, si avvicina alla tecnica cinematografica. Forse non è proprio una storia inossidabile, ma vera, intendendo il termine non in senso assoluto, cioè depositaria di infallibili verità, ma nell'accezione di reale.

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    ivonne

    23/08/2013 14.34.33

    Ci risiamo, anche questa volta penso che Eugenides sia intelligente, la storia interessante e ben scritta,avvincente ma... forse non riesco a sintonizzarmi "emotivamente". Se come me leggete le recensioni per capire se valga la pena provare a leggerlo, la risposta è Sì

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    Zuckerman

    31/05/2013 21.41.08

    Eugenides è bravissimo e questo romanzo, in alcuni aspetti, è migliore di Middlesex.

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    Maunakea

    23/04/2013 10.42.46

    Un buon Eugenides, non lo definirei assolutamente un capolavoro, nemmeno meraviglioso o splendido, ma un buon libro, presumo anche che in una decina d'anni mi si creerà quella nebbia che mi porterà a dire: l'ho letto questo che non ricordo...? Ma d'altronde sono pochissimi per me i libri che son sicura non mi evaporeranno dalle sinapsi nel tempo. L'ho trovato scorrevole e di facile lettura, coinvolge fino ad un certo punto nel senso che leggendo i vari pareri si nota come a molti non sia piaciuto perchè è davvero difficle l'identificazone con qualcuno dei personaggi, ma io trovo sia uno dei pregi dello scrittore. Il personaggio in cui tutti finiamo per identificarci in realtà è più un escamotage letterario di conqueista del lettore che bravura dello stesso a delinearne il carattere, o almeno io la vedo così. Interessante l'analisi del romanzo che viene inserita all'interno della trama, per quanto io non ho idea di chi sia Roland Barthes e nemmeno sono così spinta ad acculturarmi a riguardo idem per Derrida, sono letture che lascio agli addetti ai lavori, personalmente mi basta uno svago intelligente.

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    Claudio Mazzarol

    07/04/2013 09.49.15

    Differenzierei la brillantezza e la maestosità nello scrivere dell'autore, dalla complessità della trama del romanzo. Prolisso, con troppi personaggi, zeppo di nomi al punto di necessitare di un "database" per non perderne la trama. Troppi fatti e situazioni che si intrecciano, in contesti differenti e slegati tra loro. Finale a sorpresa quando ci si chiede se avrà seguito la storia tra Madeleine e... X.

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    Ingrid

    04/04/2013 19.34.01

    Sottile, complicato, semplicissimo, impossibile. Come l'esistenza. Impossibile staccarsene.

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    Carla

    11/01/2013 12.48.41

    Libro piacevole e ben scritto. E' il passaggio dall'età adolescenziale all'età adulta di tre personaggi molto diversi tra loro, la realtà del mondo così lontana dai libri di testo... Non pretenziosi gli accenni letterari a Barthes o a Tolstoj .. bel romanzo.

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    ilaria

    06/01/2013 16.35.53

    La pecca di questo libro per altro abbastanza prolisso e' che dopo qualche mese dalla fine della lettura gia' mi ricordo in maniera nebulosa la trama e i fatti narrati. I personaggi non coinvolgono fino in fondo. Cio' che ho ammirato e' la scelta stilistica del romanzo e l'eleganza narrativa tipica di Eugenides. Difficile bissare la perfezione del capolavoro Le Vergini suicide

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    gabril

    03/10/2012 17.38.28

    Un romanzo articolato poichè, oltre al racconto delle liaisons dangereuses che intercorrono fra i tre protagonisti (la bella raffinata Madeleine, il geniale paranoico Leonard, l'aspirante mistico Mitchell), vi appare l'affresco culturale di un'epoca (quella degli anni '80) e le sue implicazioni ideologiche all'interno dell'ambiente studentesco della Brown University, Providence, Rhode Island, USA. Nella storia intrecciata e parallela dei protagonisti viene alla luce l'antitesi fra la nuova tendenza della semiotica che decostruisce implacabilmente ogni tessuto narrativo (la trama) e si applica implacabilmente anche ai rapporti umani, i più letterari per eccellenza -quelli amorosi- e il desiderio che questa trama ci sia, sia costruita, abbia un senso e un lieto fine. Roland Barthes (quello dei Frammenti di un discorso amoroso) contro Jane Austen (in toto), per intenderci. Anche se non è particolarmente accattivante, la narrazione è però dignitosa, senza sbavature, la scrittura scorre con facilità. Forse il personaggio più interessante è l'inquietante Leonard (sembra sia ispirato alla figura poliedrica dello scomparso David Foster Wallace). Di Madeleine, rampolla di famiglia colta ed equilibrata, si apprezza il tentativo di emancipazione dalla propria maschera; di Mitchell il bisogno di onestà e integrità che si scontra inevitabilmente con le proprie parti d'ombra. Il tutto si snoda entro la cornice di un ragionamento sul senso della letteratura e dei legami amorosi, ovvero: è ancora possibile costruire -nella finzione narrativa e nella realtà della vita- una coerente, credibile (soprattutto a se stessi) "trama del matrimonio"? A ciascuno la riflessione e il compito di trovare risposta.

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    Massimo F.

    23/09/2012 23.49.29

    Eugenides "franzeneggia" un bel po', anche se "Le correzioni" sono inarrivabili. Romanzo molto cerebrale, che in diversi passaggi si avvita su se stesso compiacendosi di un certo approccio di "alta cultura" che tutto sommato poco aggiunge al valore (non certo scarso) del lavoro. In alcuni passaggi avvincente e scorrevole, altrove rilevate frequenti "chiazze" di noia. Comunque da leggere.

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    Federica

    27/08/2012 12.21.50

    Il libro non mi è piaciuto. E' stata per me la prima volta che ho lasciato un libro a metà!!!

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    Lori

    06/06/2012 18.40.46

    Un bel romanzo, scritto bene con quei tre personaggi che alla fine ti vien proprio voglia di incontrare. Personailità non scontate. Davvero una bella storia. Tutta quella vita che ti capita mentre hai in testa altro.

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    Fruel

    04/06/2012 11.36.16

    Libro ben scritto, dettagliata la descrizione dei personaggi dal punto di vista fisico e psicologico. Forse le sue quasi 500 pagine non sono da considerarsi totalmente indispensabili, e in particolare mi riferisco al dilungamento nel racconto del "pellegrinaggio" di Mitchell, ma è puramente soggettivo. Nel complesso mi son trovata molto rapita dal modo di scrivere così diretto e fluente, e soprattutto ritengo sia un intreccio intelligente, in quanto non termina come il classico romanzo rosa che il lettore medio si aspetterebbe.

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    Loris

    15/05/2012 15.50.06

    La scrittura di Eugenides è sempre elegante ed avvolgente, trascina il lettore da una pagina all'altra, anche quando la 'storia' tarda ad avvincere, come capita nella prima parte. A prevalere inizialmente è lo studio teorico, la colta ed arguta rappresentazione di tre vite sulla soglia dell'età adulta in un'epoca che non crede più ai sentimenti indissolubili, un'epoca che si specchia in una critica letteraria che punta a decostruire in chiave analitica la forma romanzo. Non è più il tempo di Jane Austin, ma quello di Roland Barthes. Madeleine vorrebbe adeguarsi alla contemporaneità, ma in fondo crede ancora alla possibilità del matrimonio, alla forza della narrazione sentimentale. Gli uomini non hanno certezze, sono fragili e insicuri di fronte alla dipendenza amorosa, cercano aiuto e risposte in modo paradigmatico nella scienza o nella trascendenza. Su questi presupposti, Eugenides costruisce personaggi che crescono e conquistano alla distanza, dando testimonianza della vitalità di un genere letterario ripetutamente dato per morto. Da lettore, sono convinto che il romanzo sia ancora un eccellente strumento per rappresentare la complessità del mondo e dell'esperienza umana. Il voto non arriva a 5 solo per marcare la distanza dalla grandezza di 'Middlesex'.

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    Nicole

    30/04/2012 15.58.04

    Mi dispiace un pò fare la voce fuori dal coro,ma onestamente non capisco le critiche entusiastiche a questo romanzo.Certo,è un libro che "si lascia leggere"ma alla fin fine non l ho trovata altro che una banale storia di un triangolo amoroso infarcita qua e la da righe e righe di riflessioni itellettuali(inutili nello svolgimento della trama)e anche parecchio soporifere.

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    Giancarlo

    18/04/2012 23.07.55

    Un gran bel romanzo.

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    Pulgarcita

    04/02/2012 12.10.17

    Sono l'unica ad aver trovato il personaggio di Maddy irritante? Mi è sembrata la classica ragazza che non riesce a concepire la propria vita senza un uomo accanto, non sa che fare se il progetto di partire con Leonard per Cape Cod non andrà a buon fine, vive all'ombra dell'intelligenza degli uomini con cui sta. Significativo è che il suo saggio venga pubblicato quando ormai è (momentaneamente???) libera da vincoli sentimentali. Probabilmente è un po' la storia della sua evoluzione verso la maturità e verso una forma di amore più profondo, meno adolescenziale perché meno basato sulla dipendenza fisica (che diventa anche dipendenza psicologica,come mi sembrava essere quello per Leonard). Concordo anch'io sul fatto che alcuni passaggi siano troppo "americani", il calore della Smirne di Middlesex torna solo a tratti, in particolare nei capitoli dedicati al viaggio di Mitch in Europa e in Asia. In ogni caso i personaggi sono delineati magistralmente e le pagine ti tengono incollato fino alla fine.

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    Carlo

    01/02/2012 09.31.46

    Romanzo-capolavoro assolutamente da leggere. Colto, intelligente e profondo. Credo che all'ottimo Eugenides sia costata una certa fatica... Grande suo merito è non farne sentire alcuna a noi lettori; ma solo puro piacere.

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