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Tre fiabe dal «Cunto de li cunti» (Il racconto dei racconti) - Giambattista Basile,Michele Rak - ebook

Tre fiabe dal «Cunto de li cunti» (Il racconto dei racconti)

Giambattista Basile

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Curatore: Michele Rak
Editore: Garzanti
Testo in italiano
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Dimensioni: 222,76 KB
  • EAN: 9788811143529
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TRE FIABE DAL «CUNTO DE LI CUNTI» CHE HANNO ISPIRATO IL NUOVO GRANDE FILM DI MATTEO GARRONE IN CONCORSO AL FESTIVAL DI CANNES 2015 CON SALMA HAYEK, VINCENT CASSEL E TOBY JONES.

Il volume contiene i racconti: La pulce – La cerva fatata – La vecchia scorticata.

Scritto in una lingua teatrale, a Napoli, in piena età barocca, Lo cunto de li cunti (Il racconto dei racconti) ebbe un successo immediato, che ha continuato a crescere nei secoli. La sua raffinata architettura letteraria mescola libretti popolari, commedia dell’arte, teatro basso e classici, e inventa il racconto di fate come gioco.
Nelle cinquanta favole che lo compongono orchi orrendi, draghi, ragazzi sciocchi ma audaci, cavalli parlanti, principesse capricciose, bellissime fate, automi e tantissime altre memorabili figure incantate si muovono tra i paesaggi e i riti del Mediterraneo. Il Cunto ha ispirato i racconti di maestri della fiaba come Perrault e i fratelli Grimm, e ha poi continuato a esercitare il suo fascino irresistibile ed esuberante su trecento anni di letteratura italiana ed europea.

Giambattista Basile (Napoli 1575 – Giugliano, Napoli, 1632), poeta e novelliere, soggiornò a Mantova, alla corte dei Gonzaga. Oltre che del Cunto de li cunti (postumo, 1634-36), è autore delle Muse napoletane (1635), una raccolta di poesie anch’esse in dialetto napoletano.
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  • Giambattista Basile Cover

    (Napoli 1575 - Giugliano, Napoli, 1632) poeta e novelliere italiano. Dopo un periodo trascorso tra Venezia e Candia, in qualità di soldato mercenario della Serenissima, tornò a Napoli nel 1608. Soggiornò in seguito alla corte dei Gonzaga, a Mantova, e quindi, rientrato in patria, divenne governatore di vari feudi, per conto di alcuni signori meridionali. Scrisse opere in lingua e in dialetto. Con le prime, per lo più poemetti e liriche di tipo marinistico, non si solleva dal gusto dell’epoca; mentre è per due opere in dialetto napoletano, firmate Gian Alesio Abbattutis, che è universalmente noto: Le muse napolitane (postume, 1635), 9 egloghe dialogate, e soprattutto la raccolta di fiabe Lo cunto de li cunti overo lo trattenemiento de’ peccerille (postumo, 1634-36), noto anche come Pentamerone.... Approfondisci
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