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Editore: Einaudi
Anno edizione: 2010
Pagine: 170 p. , Brossura
  • EAN: 9788806202798
Usato su Libraccio.it € 8,64

Recensioni dei clienti

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    Elena

    11/03/2013 18.33.49

    il punto piu basso della storia di Einaudi Stile Libero

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    Maria

    25/01/2011 11.54.13

    Amo i libri, ne leggo e ne divoro molti, ma questo è stato impossibile. Alla fine ho scelto di scorrerlo qui e là per verificarne l'andamento.

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    Romolo Ricapito

    11/01/2011 11.17.39

    "Tre" il nuovo romanzo di Melissa P., mi è sembrato ricco di riferimenti autobiografici. La protagonista, Larissa, sembra l'alter ego di Melissa. Come lei è appassionata di tarocchi; alleva gatti; è in guerra con l'editore che non le dà le sufficienti e dovute royalties, etc... Il romanzo è ben scritto e conferma il talento letterario della Panarello. Quello che convince di meno è l'intreccio dei due personaggi maschili che formano con Larissa un torbido triangolo. Le situazioni nella prima metà del libro appaiono poco chiare, confuse. E colpisce anche l'inserimento, a freddo, del particolare o del dettaglio "schifoso", che fa ribrezzo. Tali notazioni si rivelano come un pugno nello stomaco del lettore. Non si capisce l'importanza del descrivere ildito di uno dei personaggi maschili che, un giorno dopo un convegno amoroso con Larissa, puzza di umori femminili ed escrementi. Nè piace sentire che l'organo sessuale di Larissa sia adatti alla forma di tutti i membri che ha "inglobato" in poco tempo. Queste degenerazioni, volute, svalutano l'opera , apparendo forzate e fuori luogo. Il libro parrebbe una ricerca interiore di una giovane donna che, tramite il sesso, compensa alcuni suoi disagi, in primo luogo il rapporto sbagliato con la madre. E si conclude con la valorizzazione della maternità come elemento salvifico che mette al riparo da trasgressioni e malefìci. Melissa Panarello è cresciuta come autrice, ma dovrebbe porsi fuori dal romanzo erotico col quale è cresciuta, per affrontare storie un po' slegate dalla sessualità esibita e volgare. Il libro ad ogni modo non ha convinto il pubblico, scomparendo rapidamente dal banco delle novità e finendo ignorato anche dalla critica. Per me non è da scartare: è comunque realizzato bene. Restano le riserve di cui sopra. ROMOLO RICAPITO

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    Spüsa

    01/11/2010 20.49.00

    Difficile immaginare un libro scritto peggio. Torbidità da quattro soldi studiate a tavolino, stile imbarazzante nel suo cercare di essere pseudocolto; aggettivi gettati a caso qua e là. Einaudi farebbe meglio a offrire opportunità a giovani scrittori che hanno qualcosa da dire, invece di riesumare (pur giovani) fenomeni mediatici (e solo mediatici) di molti anni fa.

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