Tre metri sopra il cielo. Ediz. originale - Federico Moccia - copertina

Tre metri sopra il cielo. Ediz. originale

Federico Moccia

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Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2006
Formato: Tascabile
Pagine: 395 p., Brossura
  • EAN: 9788807819346

Età di lettura: Young Adult

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Questa è la "versione del 1992" del romanzo. Le ragazze vestono secondo le mode dell'ultimo minuto. I ragazzi girano con i loro scooter o, meglio, con la BMW lunga, magari rubata al papà. Le ragazze si preparano ad incontrare il ragazzo della loro vita. I ragazzi si sfidano in prove di resistenza fisica, di velocità, di rischio. Sullo sfondo di una frenetica vita di clan, Stefano, detto Step, e Babi si incontrano. Lei ottima studentessa, lui ottimo picchiatore, violento, passa i pomeriggi in piazza davanti al bar o in palestra, la sera in moto o nella bisca dove gioca a biliardo. Appartengono a due mondi diversi, ma finiscono per innamorarsi. Un romanzo di vite quotidiane, di noia, di fatica, di adrenalina e di violenza.
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    Eugenia

    11/01/2012 20:22:34

    Non sono una puritana, ma le scene di sesso non mi piace né leggerle né scriverle. A parte questo, è un libro che ho letto più di una volta perché mi è piaciuto. E' finito come mi aspettavo: due ragazzi che sono l'esatto opposto l'uno dell'altra possono sì innamorarsi e sentirsi tre metri sopra il cielo... Ma è difficile restarci ed è improbabile che la storia duri. Alla tempesta di ormoni iniziale, più che logica a quell'età, sopraggiunge la routine e si studiano i diversi "giri": lei trova orripilanti gli amici di lui, lui si annoia con quelli di lei. Sono sempre le ragazze di buona famiglia a innamorarsi dei "belli e dannati" e questo sentimento è anche alimentato dalle proibizioni di mamma e papà. Ma poi si ritorna con i piedi per terra e "l'incidente" di percorso viene dimenticato, seppure con grande sofferenza da parte di entrambi. Su questo Federico Moccia è stato realistico.

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    AmuroRey

    10/09/2010 15:09:22

    Carissimi giudicatori, è vero che questo libro è indicato per un pubblico "giovane", ma di certo nessuno ci impedisce di avere qualche anno in meno mentre lo stiamo leggendo. Anzi, mentre lo leggevo mi sembrava di essere tornato indietro negli anni, e per il breve tempo che è rimasto tra le mie dita a farmi sognare come un adolescente, sono riuscito a tornare ad amare con il dolce sapore della gioventù. Saluti

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    SuBurriccu

    11/11/2009 13:52:42

    Questo è un libro sul nulla. Nel senso che Moccia scrive un libro sulle difficoltà dell amore tra ricchi e poveri. Da quello che ci è dato sapere, e intendo dichiarazioni ufficiali e non voci di corridoio, tra Ricchi e Poveri non ci può essere amore. Nonostante brani come "se mi innamoro", "sarà perchè ti amo", "questo amore", i prima 4 poi tre componenti del gruppo non hanno mai avuto relazioni tra di loro. Eppure Moccia, parlando dell amore impossibile tra ricchi e poveri (infatti nel finale poi non se ne fa nulla) ha avuto più successo dei veri Ricchi e Poveri. E questo è inspiegabile perchè questi ultimi hanno goduto della collaborazione di artisti quali Umberto Balsamo e soprattutto Pupo. In più sono stati scoperti da Califano. C'è da dire che Moccia, nonostante il suo indiscutibile talento e la sua enorme fantasia, ha prodotto una decina di soprannomi quali: cip ciop step bluff papi pupi cicci ecc.. che però tutti insieme non valgono "LA BRUNETTA" dei ricchi e poveri. E pensare che una volta i tredicenni leggevano London, Kipling, Verne, Twain... Eeeeeehh i vantaggi dell evoluzione culturale!! Consigliatissimo!

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    caro

    06/10/2009 00:53:22

    Cominciai a leggerlo quando sembrava che questo libro fosse una rivelazione, uno spaccato sulla cultura giovanile e i modi di essere e di fare. Verissimo. Moccia conosce a menadito ciò che i ragazzi-tipo fanno, indossano pensano e dicono. più che uno spaccato è uno spicchio. Esasperanti le descrizioni con tanto di marche, modelli colori.... Questo libro è la fiera delle banalità e come tale va affrontato: leggetelo solo se siete romantiche fin nel midollo e se pensate che essere una ragazza-bene e alla moda sia il massimo a cui si possa aspirare. Auguri

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    Matteo

    14/06/2009 17:48:37

    Libro pieno di luoghi comuni e pseudo-verità sul mondo dei giovani. Io ho 21 anni e ho letto questo libro (non mi viene da definirlo romanzo) per puro caso, ma è stato tempo sprecato. Innanzitutto la punteggiatura è lasciata all'interpretazione del lettore, per non parlare dell'assurdo linguaggio usato dall'autore: va bene scrivere in modo chiaro e sciolto, ma senza esagerare! Tuttavia ciò che contesto di più è la pretesa del sig. Moccia di definire a livello quasi assiomatico l'adolescenza come periodo necessariamente di confusione, sbandamento, amori da quattro soldi e desiderio sfrenato di evasione. Tutti noi abbiamo vissuto l'età dei cambiamenti come importante e decisiva, ma personalmente non mi è mai capitato NIENTE di quello che è raccontato in questo libro. Soprattutto nulla di così estremo. Eppure ho frequentato ambienti molto simili a quelli romani quivi descritti: scuola privata, feste etc etc. Caso anomalo? Mah... Non tutti i giovani sono i giovani che pensa Moccia nel suo mondo. Quindi ragazzi: leggete veri romanzi, che vi accompagnino nella crescita, che vi comunichino delle Idee e vi aiutino a diventare Uomini e Donne.

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    Luca

    24/01/2009 16:48:38

    Libro scarno e privo delle passioni di cui parla. Uno dei tanti libri che vuole evidenziare il fatto che l'amore può nascere anche tra "ricchi e poveri" perchè al cuor non si comanda. Purtroppo moccia lo ha fatto con l'unico fine di vendere copie e questo non è un bene, perchè è risaputo, che chi scrive per un fine economico non scriverà mai niente di decente. Mi dispiace che non ci sia lo zero tra i voti, perchè quello è l'unico voto che si può dare a un libro come questo.

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    Manuela di Trieste

    23/12/2008 10:40:43

    Trama scontata e banale. Personaggi irritanti e,fortunatamente, ben lontani dal rappresentare la realtà giovanile. Mi rifiuto di credere che la maggior parte degli adolescenti siano modaioli ed interiormente vuoti come quelli descritti da Moccia!!! All'autore non manca la capacità espressiva(motivo per cui non do a questo romanzo il punteggio minimo )ma per essere un vero scrittore dovrebbe imparare a gaurdare un po' intorno ed osservare la gente VERA...

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    bandy

    24/10/2008 16:10:37

    Francamente non capisco tutto questo accanimento. Chi dice che Moccia è bravo solo a vendere per me è un invidioso. Ha corrisposto a un sentire degli adolescenti in modo impeccabile creando un vero tormentone. Provateci voi!

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    sony

    06/10/2008 13:25:05

    ho letto questo libro xchè era oggetto di un esame di università (sociologia della devianza)e devo dire che mi è piaciuto molto..rispecchia la realtà, i comportamenti dei giovani d'oggi.. in alcuni tratti mi ha fatto anche sognare ad occhi aperti...io lo consiglio

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    Jenis

    21/06/2008 15:33:15

    Questo libro fa sognare...è bellissimo! Spero ke Moccia continui a scrivere all'infinito!

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    Roberta

    03/06/2008 19:58:53

    Assolutamente terribile! Non mi ha delusa, perchè era assolutamente brutto come mi aspettavo(l'ho letto per PENITENZA, ci tengo a specificarlo): trama di una banalità estrema, personaggi stereotipati, lingua italiana accuratamente massacrata (e sostituita dal linguaggio che ognuno di noi può adottare giornalmente quando spettegola al telefono con un amico), descrizioni scialbe e piene zeppe di riferimenti a griffe e firme delle quali la letteratura (ma no, che dico, questa non è letteratura) può fare decisamente a meno. e a quelle ragazzine immature che a chi come me ha criticato il libro danno dell'acidona che non si è mai innamorata, vorrei dire che l'amore vero non è questo, o per lo meno non si racconta così: leggetevi la yourcenar, la woolf, dostoeskj, la bronte, o senza schizzare dirattamente ai grandi della letteratura internazionale, leggetevi un semplice ma efficace baricco o margaret mazzantini o paulo coelho (che per quanto non siano dei mostri sacri, sanno scrivere)...è ben altro il saper raccontare l'amore e il saper raccontare in genereale.

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    paolo cammilli

    11/05/2008 04:10:54

    In questo libro non figura un pensiero, una frase, una parola, una virgola, un'apostrofo, che sia dettato, anche solo per errore, da una spontanea passione per il racconto. Tutto è costruito a tavolino, tutto è strumentale all'unico e solo motivo per cui questo libro è stato concepito: la vendita. Moccia, che come scrittore non si fregia di alcuna dote, si rivela un ottimo operatore commerciale. Anzitutto, il linguaggio, maldestramente mutuato con compiacimento dallo slang dei molto giovani, al fine di procurar loro una facile immedesimazione; poi la storia (storiella) stessa, farcita di ammiccanti sdolcinamenti e situazioni prefabbricate; e infine l'indole subacquea del romanzo odiosamente tracciata su prepotenze bulle e superficialità trasversali (queste sì fuoriuscite spontaneamente dal bagaglio di chi scrive!...). Insomma, un brutto libro fatto per piacere a colui al quale può piacere solo questo genere di brutto libro.

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    Biagio

    13/04/2008 09:58:21

    Che un libro possa essere scorrevole, distensivo, divagatorio: ben venga. Nessuno accusa un lettore perchè si crogiola con testi "semplici" (aggettivo, badate, usato con accezione non negativa). Ma incensare libri come questo no. "Tre Metri Sopra Il Cielo" è gradevole? A tratti. Emozionante? Vorrebbe. Leggibile? Sicuramente sì. Nel complesso un bel libro? Sicuramente no. Moccia si sforza di ammantare tutti con l'arma dell'immedesimazione, ma non va oltre l'ovvio. Non supera lo stilema dell'adolescente dipinto solo nella scorza. Filosofeggia sull'ombra dei ricordi, ingannando il trentenne disilluso, e inebetisce col guizzo della sceneggiatura veloce da telefilm, accalappiando l'adolescente irrequieto. Il libro è furbo, ma senza cattiveria; semplice, ma senza falsa modestia. E' autenticamente facile da mandar giù, come un bicchiere d'acqua calda quando si ha sete. In breve, è quello che è. Ma che debba essere elogiato, innalzato ad opera, preso ad esempio come "vissuto" di un'epoca, beh, questo no. Posso accostare il libro di Moccia ad una qualunque storiella che nasce e muore nell'arco della curiosità che suscita. Posso dire che lasci un sapore dolce-amaro, ma è un sapore che si nutre del nostro vissuto e che l'autore si limita a solleticare. Posso dire che ci si può piangere sopra, come è possibile piangere su qualunque testo accarezzi (volutamente o meno) determinate corde. E le corde dell'adolescenza, dell'amore, dell'amicizia, della morte, sono eternamente scoperte, si sa. Moccia coinvolge perchè ti da un panino di due giorni quando muori di fame. Ti sazia con quello che vuoi. Senza acredine, posso dire tutto di "Tre Metri Sopra Il Cielo", e assolutamente nulla contro chi lo ha apprezzato. Ma certo non posso dire che si tratti di un bel LIBRO.

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    Alessandro

    19/02/2008 11:32:43

    Non è tanto la trama che contesto, ci sono libri minimalisti, alla Ellis per dirla, che non hanno pressochè trama e sono degli autentici capolavori. E'lo stile (se proprio si vuole dire che c'è uno stile in questo libro) che trovo profondamente sciatto. Moccia non sa scrivere e questo si evidenzia dalla prima all'ultima parola del romanzo. Ma la cosa che innervosisce maggiormente è la sua assoluta negligenza nel cercare un modo di espressione quanto meno convincente per un lettore che abbia più di tredici anni. Ogni cosa che gli veniva in mente la buttava giù. E' davvero scandaloso che una casa editrice si sia occupata di stampare e distribuire qualcuno che scriva cosi male e, soprattutto, che non abbia assolutamente niente da dire al lettore. Osceno.

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    laura

    11/02/2008 10:23:52

    Non c'è da meravigliarsi..il successo che hanno avuto il libro e i suoi sequel rispecchia appieno i gusti effimeri delle ragazzine dagli anni 90 ad oggi, vogliose di immergersi in una storia identica a quella di step e babi...lui bello e maledetto, lei borghese e superficialotta. Ma il clamoroso successo è passeggero. Primo, perchè i gusti delle ragazzine cambiano in fretta e basterà un altro Moccia a far dimenticare il libro. Secondo, sono altri i capolavori che la critica premia come tali. Se proprio vogliamo riconoscere qualcosa all'autore, questi ha solamente il " merito" di aver colto i sentimenti di un' epoca di teenager (peraltro non che fosse ardua impresa). Pessima invece la scrittura: descrizioni che si sforzano di sembrare ben fatte, ma che non decollano mai, frasi sempre brevi e mal costruite, lessico ridotto ai minimi termini. Insomma, il classico caso editoriale che fa vendere miglialia di copie in tempi record e poi, dopo il polverone iniziale, finisce nel dimenticatoio. Ma per confermare la mia tesi c'è solo da attendere..

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    l. paoletto

    07/01/2008 16:34:12

    Se vuoi passare qualche ora lontano dai pensieri puoi leggere questo libro.Anche questo e' un libro piu' per ragazzine/i che non per adulti.

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    nirda

    03/01/2008 17:04:38

    Questo libro mi è stato appena regalato per Natale da mia cugina. Quando ha saputo che un paio di mesi fa avevo comprato per caso "Scusa se ti chiamo amore" senza aver letto la saga completa mi ha insultato...e così appena ha potuto me lo ha regalato. Il primo che avevo letto mi era piaciuto e sinceramente mi ha fatto ridere e sorridere parecchie volte....non sarà un Pirandello, Trilussa...ma sa come tenere attaccato alle pagine un lettore. Ho letto commenti di persone che si lamentavano di queste frasi così brevi, di continui dialoghi...bha può piacere come no..a me personalmente è piaciuto un sacco.Noto che il piacere o meno è un sentimento fortemente soggettivo, quello che posso dire a difesa di questo libro è che è piaciuto sicuramente a chi ha voglia ancora di sognare, chi cerca la storia d'amore impossibile o chi l'ha vissuta e adesso, se l'ha superata, si culla nel suo ricordo, doloroso o meno esso sia....e questo è il mio caso....personaggi molto simili alla mia realtà, storie già viste...o vissute almeno in parte che ora fanno parte del mio passato. In realtà dico "Grazie per questo libro"!

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    IMA

    25/12/2007 22:03:31

    Premessa: ho quasi 25 anni e ho vinto due Concorsi Nazionali di Narrativa e un concorso Nazionale di letteratura contemporanea. Ho letto quasi tutti i libri di Moccia e, se devo essere sincera, mi hanno affascinata. Sì, è vero, forse "le storie" possono risultare, sotto certi aspetti, scontate, ma il suo stile è inconfondibile. Amo molto i suoi "punti". Mi spiego: apprezzo molto le sue frasi brevi, senza giri di parole ha la capacità di arrivare al punto... Ho apprezzato moltissimo anche "La passeggiata". Breve, ma molto intenso.

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    marzio

    13/12/2007 13:22:53

    io non sono andato oltre le tre pagine....ripeto NON OLTRE LE TRE PAGINE!! non mi sono nemmeno sprecato a comprarlo ,l'ho letto nella libreria. questo libro un cASO editoriale ???? IO DIREI UN CASO E BASTA!! PER FORTUNA TRA GLI IMMORTALI DELLA LETTERATURA NON COMPARE IL NOME DI FEDERICO MOCCIA!!

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    claudia

    30/09/2007 13:15:43

    ho incominciato a leggere questo libro solo per curiosita,non pensando che potesse coinvolgermi a tal punto da immergermi così nella lettura la trama non sarà da best seller,ed alla fine come una ragazzina sono pure scoppiata in lacrime....stupendo!!

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  • Federico Moccia Cover

    Figlio di Giuseppe Moccia, conosciuto come Pipolo, sceneggiatore con Castellano di innumerevoli film e poi regista di grandi successi della commedia all'italiana degli anni Settanta e Ottanta. Il film del padre "Attila flagello di Dio" segna anche l'esordio nel mondo del cinema di Federico, che vi partecipa, appena diciannovenne, come aiuto regista. Dopo un esordio come regista passato inosservato, diventa sceneggiatore e regista televisivo. Lavora a lungo per la televisione, scrivendo i testi di alcune trasmissioni di successo. Scrive nel 1992 il suo primo libro, T"re metri sopra il cielo", ma non trova un editore che lo pubblichi, così lo stampa a sue spese per un piccolo editore. Le poche copie distribuite vengono tofocopiate dai ragazzi e inizia così il successo. Nel 2004... Approfondisci
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