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Tullio Avoledo

Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2005
Pagine: 308 p. , Rilegato
  • EAN: 9788806172213

Negli ultimi giorni di un processo internazionale per crimini di guerra, un giovane sostituto procuratore si prepara a inchiodare il Mostro, un capo di Stato colpevole di genocidio. Mentre raccoglie i capi d'accusa si ritrova a fare i conti con l'idea stessa di responsabilità, e con le mille piccole o gigantesche colpe di cui è fatta la nostra vita.
Il protagonista di Tre sono le cose misteriose è un sostituto procuratore americano che si trova con la moglie e il figlio in Svizzera. Da quando l'uomo che l'ha preceduto nell'accusa è morto in un attentato, vive protetto da una squadra di guardie del corpo. Mentre si prepara al processo, si ritrova in qualche modo dietro il banco degli imputati. Lui raccoglie prove terrificanti, le archivia e le analizza in una personale burocrazia dell'orrore - e intanto sua moglie e suo figlio gli presentano il conto delle sue responsabiltà. Adam, il figlio adottivo, ha otto anni e mille paure: vede mostri dappertutto, ha incubi ricorrenti, è morbosamente attratto dai videogame. è un bambino solo e ferito, ma sarà lui, giocando con suo padre, a insegnargli come si fa la caccia ai mostri. La moglie Chiara è un'italiana bellissima: un tempo non tanto lontano loro due si sono amati, ma di quel sentimento non restano che feroci schermaglie verbali, silenzi e tenerezze che celano abissi di lontananza. Forse anche la loro storia potrà ancora cambiare, grazie alla densità di quel pugno di giorni in cui pare concentrarsi il senso di piú vite.

Un romanzo giudiziario atipico, una storia familiare tenera e crudele in cui Avoledo conferma quella capacità di raccontare le luci e le ombre del quotidiano che aveva già dimostrato nell'Elenco telefonico di Atlantide.

Recensioni dei clienti

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    c

    17/05/2016 21.41.33

    ... come spunto non è male, e pure lo stile è passabile, ma è impensabile che uno scrittore possa dirsi tale se non sa risolvere uno dico uno solo degli interrogativi che sparge per le pagine: così son bravi tutti!

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    Cristiana

    15/06/2009 20.17.36

    ... come spunto non è male, e pure lo stile è passabile, ma è impensabile che uno scrittore possa dirsi tale se non sa risolvere uno, dico uno solo, degli interrogativi che sparge per le pagine: così son bravi tutti a scrivere!

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    Giulia

    18/02/2007 18.53.22

    Son contenta di leggere che in molti la pensan come me!Mi aspettavo di tutto da questo libro,da un momento all'altro..e invece niente, ho appena finito l'ultima pagina e non posso altro che dire "E allora??" Avoledo resta comunque un grande scrittore..ma lo preferisco in versione ironica.

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    Augusto

    17/01/2007 17.41.56

    Non è l'Avoledo che conosco e che amo. Leggendo il libro ho avuto costantemente una sensazione di attesa, che qualcosa stesse per iniziare mentre il mucchietto di pagine che mancavano alla fine si assottigliava. Alla fine non è rimasto nulla ne è successo nulla. Ho l'impressione che Tullio abbia voluto scrivere qualcosa di raffinatamente letterario. Beh, ci è riuscito ma ha anche prodotto un mostro di noia. Pollice Verso

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    Agostino Malisani

    22/09/2006 16.13.18

    Avrei dato il massimo se avessi capito il finale, comunque il valore letterario non ne é pregiudicato. Avoledo scrive in un modo gustosissimo: simpatico, profondo, umano.

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    Paolo

    11/09/2006 11.52.03

    Vicenda interessante, personaggi molto ben descritti ma il finale lascia troppe possibili interpretazioni. Probabilmente e' una delle tre cose misteriose citate nel titolo.

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    shine

    26/06/2006 18.06.35

    Concordo con Sergio Marcon, mi aspettavo un finale più dettagliato come lo è stato in tutto il libro. Quindi fino all'ultima pagina è un libro molto piacevole, scorrevole e interessante. L'idea dell'argomento del libro l'ho trovata molto originale... Originale l'anonimato del protagonista, originale l'idea di affrontare un tema così delicato di un figlio adottivo, originale il continuo andare avanti e indietro nel tempo... insomma... originale :) Io personalmente ho dato un voto abbastanza alto perchè avendo letto anche gli altri 3 libri.... beh che dire... Tullio è Tullio :D non poteva meritarsi di meno...

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    ant

    24/03/2006 12.44.26

    E' il primo libro che leggo di quest'autore, ho sentito che è molto originale, ma qui a parte l'episodio della "zampa di scimmia", non ho riscontrato niente di particolare, da rivedere

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    alessandro

    31/01/2006 11.53.06

    Intimo, certo non l'"elenco telefonico di atlantide", non il solito Avoledo ma un buon libro ben scritto e ben documentato, su un argomento "difficile" e "attuale", mostra una faccia della medaglia non conosciuta.

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    Mirco

    19/11/2005 19.40.02

    una delusione... un Avoledo "serio" regge poco. scritto bene, con qualche lampo di genialità, ma troppo ordinario, troppo minimalista. gli ultimi tre giorni normali di un personaggio speciale... non so, sono rimasto perplesso. mi ha deluso un po' come l'ultimo Baricco.

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    Sergio Marcon

    06/11/2005 22.40.39

    Interessante la trama e l'ambientazione, si vede che l'autore si è documentato a fondo. Ambizioso il tema, (il male che c'è attorno a noi e vicino o dentro di noi). A differenza delle precedenti opere di Avoledo la tensione narrativa non ha mai grossi cali e la trama è lineare,la sensazione che ho provato leggendolo è però diun continuo imminente decollo che però non arriva mai, insomma il libro promette troppo rispetto a quello che poi mantiene.

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    polidor

    02/11/2005 11.56.38

    Bello. Ma normale. Manca lo scoppiettare narrativo che ci fa amare il "primo" Avoledo. polidor

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