Tre uomini in bicicletta

Paolo Rumiz,Altan

Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 9 luglio 2014
Pagine: 168 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788807883873

73° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Società, politica e comunicazione - Reportage e raccolte giornalistiche

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Descrizione

"Dove andate?" Istanbul. Confine di Trieste, ore 16, vento di Nordest. Il poliziotto sloveno confronta i ciclisti sbucati dal nulla con le foto segnaletiche sui loro passaporti. Altan Francesco, 58, vignettista. Rigatti Emilio, 47, professore. Rumiz Paolo, 53, giornalista. I tre matti in mutande aspettano davanti all'autorità costituita, si godono l'effetto della loro risposta demenziale. Sanno che l'uomo in divisa deve calcolare in fretta molte distanze anomale. Primo, tra la lentezza delle bici e la lunghezza della strada, duemila chilometri. Secondo, fra la rispettabile maturità dei viaggiatori e le loro sacche da globe-trotter. Terzo, tra la nobiltà della meta finale e la miseria che c'è in mezzo, i Balcani.

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Recensioni dei clienti

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    The Cimber

    23/09/2018 09:44:04

    “Dove andate?” Istanbul. Confine di Trieste, ore 16, vento di nordest. Il poliziotto sloveno confronta i ciclisti sbucati dal nulla con le foto segnaletiche sui loro passaporti. Un vignettista, un professore e un giornalista. I tre matti in mutande aspettano davanti all’autorità costituita, godendo l’effetto della loro risposta demenziale. Sanno che l’uomo in divisa deve calcolare in fretta molte distanze anomale. Primo, tra la lentezza delle bici e la lunghezza della strada, duemila chilometri. Secondo, fra la rispettabile maturità dei viaggiatori e le loro sacche da globe-trotter. Terzo, tra la nobiltà della meta finale e la miseria che c’è in mezzo, i Balcani. Ma soprattutto l’uomo deve inghiottire il dislivello fra la propria domanda di routine e quella risposta fuori ordinanza, scodellata con perfido understatement. “Istanbul” come dire Treviso, Udine, Lubiana. “Siamo curdi che tornano a casa”. Il professore rompe il silenzio, si dimentica che le stellette hanno poco senso dell’humor. Ma gli va bene, il poliziotto sorride e si decolla leggeri verso le foreste della Slovenia. Addio Occidente, ristorantini, strade lisce, mousse au chocolat. Si va a Oriente, da dove la gente scappa. Alla faccia di Bossi, del piscio di porco e di Berlusconi, vanno alla ricerca della feccia d’Europa: bulgari, zingari, serbi.

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    STELLASOLITARIA

    26/08/2018 16:25:52

    Racconti di viaggio meravigliosi.

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    Mario

    10/03/2015 22:56:02

    Un bel libro che parla di bici (poco), del viaggio (tanto) e del piacere del viaggiare con amici, a bordo di un mezzo semplice e in maniera semplice. Un modo per integrarsi con i paesi che hanno attraversato. Sicuramente consigliato a chi piace la bicicletta, ma utile anche per chi deve capire il significato della parola "viaggiare".

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