Treno di notte per Lisbona. Con Segnalibro

Pascal Mercier

Traduttore: E. Broseghini
Editore: Mondadori
Collana: Oscar 451
Anno edizione: 2017
Formato: Tascabile
In commercio dal: 10 novembre 2017
Pagine: 431 p.
  • EAN: 9788804685357
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Descrizione

Voleva davvero buttarsi giù dal ponte la donna trattenuta una mattina da Raimund Gregorius, insegnante svizzero di latino, greco ed ebraico? Gregorius non sa nulla della donna se non che era portoghese. La mattina dopo, complice la scoperta in una libreria antiquaria del libro di un enigmatico scrittore lusitano, l'altrimenti prevedibilissimo professore prende un treno diretto a Lisbona, dove spera di rintracciare l'autore. Da questo momento decolla una vicenda che costringerà Gregorius a confrontarsi con le contraddizioni degli affetti e gli orrori della Storia in un modo che mai avrebbe potuto immaginare nella sua rassicurante Berna.

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Recensioni dei clienti

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    Cristina

    20/09/2018 16:02:11

    Treno di notte per Lisbona, nel mio modestissimo parere, è un libro che deve essere letto, cercando di superare la prolissità apparente di alcuni passaggi per lasciarsi conquistare dalla profondità spirituale e morale dei suoi personaggi e soprattutto dall'avvincente, stringente e devastante forza delle parole. Amadeu, il protagonista “in assenza” del libro, scriveva di non poter vivere in un mondo senza cattedrali, sento che sia necessario aggiungere che non potrei vivere in un mondo senza libri di una tale potenza e magnetismo.

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    Nunzia

    18/09/2018 19:57:49

    «Se è così, se possiamo vivere solo una piccola parte di quanto è in noi, che ne è del resto?» Raimund Gregorius, chiamato Mundus o il Papiro, è un professore di lettere classiche. Crede che il vero valore delle parole sia custodito dal latino, dal greco e dall'ebraico ed è per questo che, quando si imbatte nel libro di Amadeu Ignacio de Almeida Prado, rimane sconvolto nel ritrovarsi perfettamente nelle parole dell'uomo portoghese. Da qui, è tutto un crescendo. Un uomo che ha sempre preferito stare al sicuro tra i suoi poemi classici, che non potrebbe vivere senza i suoi spessi occhiali, che ha rinunciato ad un viaggio ad Isfahan per paura che il deserto lo inghiottisse, decide di prendere un treno per andare a Lisbona e mettersi sulle tracce di Prado. Ma nel ricostruire gli episodi della vita di questi, quella che trova è innanzitutto una biografia interiore. Un libro che parla di coraggio, di resistenza, del valore delle parole, di amicizia, di sincerità verso sé stessi, di lealtà, del giudizio degli altri, di anime perdute e di scelte. • Mercier è stata una scoperta di qualche anno fa. Lo lessi per un incontro del @clubdellibro.napoli. Ero nel mio periodo del blocco del lettore, iniziavo molte cose, ma non le finivo."Treno di notte per Lisbona" mi ha sbloccato ed incantato.

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    Bibi

    01/08/2018 08:01:56

    Ottima scelta!! Esperienza da ripetere!

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    ilaria

    10/09/2010 12:04:58

    Ho finito di leggere questo libro poche settimane fa e ne sono rimasta folgorata. Io lo trovo assolutamente straordinario! E' un libro coinvolgente, che ti fa pensare, che non ti rende passivo. E' un libro che quando lo chiudi, non riesci a staccartene e continui a ripensare a quello che hai letto. L'ombra del vento, per quanto carino possa essere, non è nemmeno lontanamente paragonabile (ammesso che si possa paragonare dei libri) allo spessore filosofico di questo racconto.

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    Mimy

    11/02/2009 18:23:57

    sono arrivata a metà libro e l'ho subito abbandonato... Ma scusate a chi è venuta la brillante idea di paragonarlo a L'ombra del vento?? non c'è proprio paragone!!! non spendete soldi inutilmente...

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    patrizia miotto

    05/09/2008 18:42:42

    Ho comperato questo libro alla cieca,non sapevo di cosa trattasse,non conosco l'autore. E`un libro che fa riflettere,talvolta troppo difficile per il mio livello culturale; ci invita a guardare con piu`attenzione alla nostra vita,personalmente non condivido i dubbi su Dio che nel racconto ci vengono proposti. Non ho dato il massimo voto perche`il finale e`un po' deludente,ma coerente con lo stile del romanzo. Bel libro!

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    luca ambrogi

    30/05/2008 08:49:48

    Libro con molte riflessioni "filosofiche" (del resto l'autore è professore di filosofia), talora un po' complesse, che sembra svolgersi più che in luoghi reali (della città di Lisbona vi sono solo pochi accenni, anche se i personaggi vivono o si muovono lì) nell'interiorità del protagonista, l'astruso professor Mundus, e del medico-scrittore portoghese che tanto lo colpisce, inducendolo ad abbandonare la sua vita metodica e senza slanci. In effetti la figura centrale del romanzo, presenza quasi ossessiva, è quell'Amadeu do Prado che si caratterizza per un'animo profondo e sofferto e i cui scritti, riletti continuamente da Mundus, costituiscono una sorta di libro nel libro, facendo convergere su di sè anche gli interventi degli altri personaggi, quasi corollari del perno centrale. Romanzo non semplice, a volte un po' faticoso da leggere, ma alla fine ha il pregio di far riflettere, e molto, ed è scritto comunque con stile raffinato e capacità introspettiva. Lo consiglio a chi ama porsi domande sulla vita e sul proprio "io".

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    Laura

    14/04/2008 21:09:35

    Ho trovato l'inizio un po' pesante, non mi sono arresa e ho letto un libro meraviglioso!

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    Alfredo

    30/07/2007 10:02:54

    La trama, di per sé lineare, è di continuo brillantemente intrecciata con le vicende di tutti i personaggi che, piano piano, si aggiungono per dare corpo alla storia. Il protagonista vive due viaggi in parallelo, cercando di conoscere se stesso, di dare un senso alla propria vita. E lo fa in un modo molto originale, poichè se succede a molti di pensare, almeno una volta, che sia possibile mollare tutto e ricominciare da un'altra parte, molto più particolare è il fatto che il protagonista, Raimund Gregorius, cerchi di farlo ripercorrendo le tappe della vita del suo co-protagonista, Amadeu Prado. Le annotazioni di Prado, di cui è cosparso il libro, sono ben riuscite ed originali, oltre che stilisticamente molto interessanti, riuscendo l'autore, con questo "libro nel libro", ad infondere un piacevole senso di malinconia e, per certi versi, di incpompletezza, accentuata dal finale lasciato in sospeso. Libro semplicemente meraviglioso!

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    elvira o.

    01/07/2007 08:51:44

    Innanzitutto credo sia un errore madornale leggere un libro paragonandolo ad un altro.Non ho ancora letto L'ombra del vento,ma ho letto Treno di notte per Lisbona trovandolo straordinariamente potente nel modo in cui il protagonista intraprende la ricerca della propria identità districandosi tra le pieghe della storia del suo co-protagonista. La lettura è volutamente resa un pò ostica dall'autore per indurre il lettore ad immedesimarsi con costanza.Bravissimo nella descrizione del viaggio,chiudendo gli occhi per un istante si possono sentire odori,suoni e rumori del treno.L'ho già consigliato e continuo a farlo.

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    erika

    19/02/2007 14:10:36

    Questo libro mi insegna che non bisogna mai fidarsi delle critiche piene di entusiasmo spesso presenti sulle principale testate giornalistiche!Un libro pesante che non ha nulla a che vedere con "L'ombra del vento" a cui è stato troppo spesso paragonato.Sono arrivata con grande fatica a leggere l'ultima pagina e l'unica traccia che mi ha lasciato è solo quella di una bella scrittura senza la quale avrei smesso di leggerlo dopo le prime dieci pagine.Mi chiedo anche io che fine abbia fatto la donna portoghese che ha scatenato,suo malgrado,la tempesta nella vita di Mundus!

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    valiu

    16/02/2007 21:34:08

    Ho comprato questo libro xchè avevo letto l'ombra del vento e in una recensione consigliavano di leggere anche questo xchè era molto simile.Ora sono delusissima, è un libro senza una trama coinvolgente e molto lento.Non lo consiglierei.

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    manuele

    11/02/2007 22:33:08

    Concordo pienamente con il commento di Ale (10-01-2007)sono arrivato all'ultima pagina solo nella speranza che l'autore vi avesse riservato qualche sorpresa. Ma così non è stato.

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    Alessandra

    09/02/2007 17:54:38

    L'ho comprato dopo aver letto l'ombra del vento (che mi ha letteralmente conquistata) e l'ho trovato noioso ed eccessivamente pedante. Resta il fatto che non lo ho ancora terminato, forse alla fine cambierò idea, anche se ne dubito perchè manca solo l'ultimo capitolo.

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    Ale

    10/01/2007 13:57:51

    Dalla presentazione ti aspetti un libro pieno di mistero, ambientazioni suggestive, introspezione psicologica (immediato e inevitabile il paragone con "L'ombra del vento") e in effetti le premesse ci sono. Il tutto poi però si sgonfia in un racconto lento e un po' sconclusionato nel quale si ricostruisce la biografia di un personaggio insulso. Qualcuno poi mi spiega cosa c'entrava e che fine ha fatto la sconosciuta incontrata sul ponte? Sembrava dovesse essere la protagonista e sparisce a pagina 2 per non tornare più! Per fortuna è ben scritto, almeno si riesce ad arrivare alla fine.

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    Francesca Galluzzi

    09/01/2007 09:30:36

    Questo libro mi ha preso molto, perché non riuscivo a smettere di leggerlo. Però ritrovo nella narrazione alcuni temi un po' troppo visti: il topos del paese del sud, tipico della sensibilità germanica; l'evento apparentemente insignificante, che reca con sè uno stravolgimento nella vita e nelle abitudini del protagonista. Mundus è uno strano personaggio con cui non si riesce ad identificarsi; Amadeu nella sua eccellenza gli fa da contraltare. Ho apprezzato anche lo sforzo dell'autore di scrivere praticamente due diversi libri. Comunque da leggere.

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    Giulio ZV

    08/01/2007 17:56:22

    Romanzo faticoso e lento, una sorta di "L'ombra del vento" in salsa portoghese che però, contrariamente all'opera di Zafòn, non ha mai saputo coinvolgermi e catturarmi nella lettura: anche il personaggio di Amadeu, oggetto delle ricerche ossessive del protagonista Mundus, mi ha lasciato abbastanza indifferente, non mi ha mai per niente incuriosito. Quindi, tolti alcuni spunti e aforismi interessanti, che senso ha addentrarsi in un racconto totalmente incentrato sulla vita di questo Amadeu se non si riesce a suscitare nel lettore un minimo di interesse e aspettativa proprio per l'"attrazione" principale del romanzo?

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    Fortebracciio

    18/12/2006 23:38:32

    A dir la verità quando ho terminato di leggere l'ultima pagina e ho chiuso il libro, sono quelli i secondi della verità in cui si capisce se un libro è piaciuto o meno, in quell'istante, dicevo, ho avvertito un sensazione di incompiutezza. Tutto sommato il libro non mi è spiaciuto, ma non mi ha toccato tutte le corde dell'anima.

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