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Tribù. Ritorno a casa e appartenenza - Sebastian Junger - copertina

Tribù. Ritorno a casa e appartenenza

Sebastian Junger

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Traduttore: Marco Nani
Editore: LEG Edizioni
Collana: Presente/Passato
Anno edizione: 2018
Pagine: 150 p., Brossura
  • EAN: 9788861024892
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Gaia la libraia

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Abbiamo un forte istinto di appartenenza a piccoli gruppi definiti da obiettivi chiari e comprensibili, gruppi che sono "tribù". Questa connessione tribale è stata in gran parte persa nella società moderna, ma riconquistarla potrebbe essere la chiave della nostra sopravvivenza psicologica. Decenni prima della rivoluzione americana, Benjamin Franklin lamentava che i coloni inglesi fuggissero spesso per unirsi ai nativi, che invece non lo facevano quasi mai. La società tribale esercita un'attrazione quasi gravitazionale sugli occidentali da centinaia di anni, e la ragione sta nel profondo del nostro passato evolutivo in quanto specie comunitaria. L'esempio più recente di questa attrazione sono i militari veterani che tornano a casa e si trovano a perdere i legami incredibilmente intimi della vita del plotone. La perdita di vicinanza che si verifica alla fine delle missioni può spiegare gli alti tassi di disordine da stress post-traumatico subito dai veterani militari. Combinando storia, psicologia e antropologia e partendo dalla partecipazione alla guerra in Afghanistan e dal successivo rientro in patria, il volume esplora ciò che possiamo imparare dalle società tribali sulla lealtà, l'appartenenza e l'eterna ricerca umana di significato. Spiega come ironicamente, per molti veterani e civili, la guerra sia meglio della pace, le avversità si rivelino benedizioni e, talvolta, i disastri vengano ricordati più affettuosamente dei matrimoni o delle vacanze esotiche. Ma soprattutto questo studio spiega perché siamo più forti quando uniamo le forze e come ciò possa essere fatto anche nel mondo diviso di oggi.
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    Giorgio Redondi

    12/12/2018 14:39:02

    Una riflessione sullo sradicamento dell'uomo contemporaneo da quegli stessi gruppi sociali nei quali dovrebbe riconoscersi. Il libro mescola antropologia, psicologia sociale ed esperienze di guerra e di disastri per mostrare come nella condizione archetipa di far parte di una comunità "tribale", le persone si sentono appartenere al consesso umano e sono più felici, cosa che si è invece andata perduta nelle attuali società complesse, largamente impersonali e frustranti. Si viene a conoscenza di molti aneddoti e informazioni singolari attraverso una lettura scorrevole e stimolante. Difficile immaginare come potremmo recuperare questo senso di tribù in un pianeta sovrappopolato e convulso, ma le osservazioni dell'autore lasciano riflettere.

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