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Agota Kristof

Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 384 p.
  • EAN: 9788806173982

Recensioni dei clienti

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    Simona

    03/12/2016 00.31.14

    Mi avevano detto che fosse un bel libro, da anni nella mia libreria in attesa di essere letto... Mi avevano detto che era triste, duro.. per questo motivo ho sempre rimandato, pensavo fosse pesante.. Alla fine, finalmente l'ho letto e quasi rimpiango di non averlo fatto prima... E' vero, è duro, anzi durissimo, crudele, spietato ma di una bellezza sconvolgente. Sono tre romanzi in uno, la storia di due gemelli durante la seconda guerra mondiale in una città dell'est europeo, presumibilmente ungherese.. Lucas e Claus i nomi dei due fratelli (l'uno l'anagramma dell'altro).. la prima parte scritta in prima persona plurale (noi - i gemelli che nella prima parte vivono esperienze simbiotiche e indifferenziate.. non compare mai neanche il nome di nessuno dei due..), la seconda parte scritta in terza persona singolare (la storia narrata da Lucas, solo uno dei due gemelli dopo la separazione) e la terza parte scritta in prima persona singolare (la storia narrata da Claus, l'altro fratello)... una curiosità: tre traduttori, uno per ciascuna parte del romanzo.. Tre diverse verità , tre diverse menzogne, tre diverse realtà, tre diverse storie che ruotano intorno agli stessi personaggi.. ma quale delle tre è reale? Presumibilmente l'ultima... La scrittura asciutta e immediata di Agota Kristof è potente e cattura il lettore pagina dopo pagina... lo accompagna in un viaggio immaginario in cui si parla di guerra, di famiglia, di solitudine, che non lascia speranza fino all'ultima riga "Il treno è una buona idea".. Cos'altro dire? Originale, sconvolgente, emozionante, strepitoso... assolutamente consigliato...

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    marina

    25/09/2015 13.38.26

    E' uno di quei libri che, quando lo hai finito, ti fa dire:"Di già? ". Assolutamente spiazzante la prospettiva di un'intercambiabilità di ruoli Vittima/ carnefice. Politicamente scorretta e dunque di una crudezza emozionante la rappresentazione dell'esistere per sopravvivere. Commovente la graduale scoperta dell'impossibilità dell' esistere solo per sopravvivere e che anche quando le condizioni personali e ambientali sembrano impedirlo, il nostro vivere si manifesta attraverso le forme più impensabili e sorprendenti. E poi la scrittura con funzione salvifica. Infine il gesto estremo di rinuncia alla vita quando viene meno l'elemento che ha alimentato e sostenuto l'esistenza.Il tutto permeato dall'intersecarsi di più piani narrativi e da una modularità espressiva che ne sottolinea il ritmo e le variabili di drammaticità. Queste considerazioni mi fanno affermare che La Trilogia è un capolavoro.

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    Ale

    07/04/2015 15.02.47

    Uno di quei libri a cui non si può dare un voto, ma dovendolo fare l'unico voto possibile è il massimo. Per l'intensità del racconto, per il fatto che la vita dei personaggi ti accompagna nei pensieri della giornata e perché quando arrivi a casa non vedi l'ora di andare avanti nella lettura. Di sicuro da non consigliare a chi ama i romanzi compiuti e lineari, ma consigliatissimo per chi vuole un libro che faccia riflettere.

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    Francesca

    20/10/2014 11.37.19

    Non so che voto dare a questo libro. L'ho letto tutto d'un fiato e credo che questo sia un aspetto da non trascurare assolutamente. Però non so, il finale che stravolge tutto mi ha fatta sentire 'tradita', come se tutto quel patimento, quell'immedesimazione non fossero in realtà serviti a nulla. Sicuramente non lascia indifferenti ma innervosisce un po', ecco e' un libro antipatico ma ben scritto.

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    dona

    19/09/2014 09.56.11

    Mi trovo ad andare controcorrente... Innanzitutto la crudezza degli eventi narrati nella prima parte non mi ha colpito particolarmente in quanto su di esse, nel mio intimo, era vincente il desiderio di amore, di unione e di complicità che lega i due gemelli che ho trovato molto toccante e commovente nonostante si manifestasse con pratiche non proprio tradizionali. Per il resto non ho amato la struttura di questo libro, troppo confusionario, e che, soprattutto nell'ultima parte, dice e nega dice e nega.... Boh, metto tre stelle perché è riuscito a farsi leggere fino alla fine.

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    paola

    23/07/2014 14.13.01

    Un libro duro, durissimo, con frasi brevissime ed essenziali che sembrano scudisciate, fatte per colpire al cuore e per lasciarti senza fiato. Tutta la cattiveria e la crudeltà del mondo racchiuse in pochi personaggi appena tratteggiati, ma che risultano indimenticabili. Un capolavoro, assolutamente imperdibile, ma non per tutti.

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    spaggio

    17/02/2014 12.44.07

    La trilogia è composta da tre romanzi, pubblicati separatamente, ma che confluiscono in un solo, unico e grande racconto. Senza la loro unione il libro perderebbe forza; con essa è un capolavoro. L'autrice ha inventato un proprio stile, forse e probabilmente in ciò obbligata dal passaggio dalla lingua ungherese a quella francese, che, soprattutto nel primo dei romanzi (meglio, prima parte) intitolato "Il grande quaderno", presenta caratteristiche di assoluta singolarità e unicità. Un ritmo incalzante, frasi brevi come frustate (provocano lo stesso dolore), capaci con agghiacciante e indifferente lucidità di descrivere le sofferenze e gli orrori più estremi. Attraverso questo linguaggio si dipana il gioco tra ciò che è vero e ciò che è falso, un gioco tra parole e personaggi, tra autore e lettore: attraverso quali verità e quali menzogne si svolgono le vite degli uomini? È un libro duro, aspro, ma imperdibile, in grado di sedimentare nella memoria. Nel libro è scritto: "?ogni essere umano è nato per scrivere un libro, e per nient'altro. Un libro geniale o un libro mediocre, non importa, ma colui che non scriverà niente è un essere perduto, non ha fatto altro che passare sulla terra senza lasciare traccia." Agota Kristof il suo libro l'ha scritto. Ed è geniale.

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    vic

    26/01/2014 12.34.45

    personaggi bruttisporchiecattivi.ma che capolavoro!!! assolutamente da nn perdere.

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    Filippo

    22/11/2013 10.45.15

    Concordo in pieno con la recensione di Milly. Ottimo il primo racconto e molto buono il secondo. Quanto al terzo, ad un certo punto ho trovato difficoltà a seguire la narrazione perché quando si dice una cosa, poi la si nega nel paragrafo successivo; inoltre i due gemelli si scambiano continuamente e non si capisce più, soprattutto all'inizio, chi è il protagonista. Eccessiva a mio parere la crudeltà ed il pessimismo che permea l'intera opera. In ogni caso, trattasi di lettura molto semplice, essenziale e diretta che, senza tanti giri di parole (anzi, senza alcun giro di parole), fa calare il lettore immediatamente nel contesto crudo e spiazzante descritto.

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    Francesca

    20/11/2013 22.38.38

    Spiazzante, crudo, intenso, claustrofobico, terribile. Cosa dire ancora di questo capolavoro? E' uno di quei pochi libri che ti rimangono addosso e che ti turbano l'anima. Grande. Da leggere e rileggere.

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    carmela

    24/10/2013 21.42.01

    Ho divorato questo libro che mi è stato regalato...forse io non lo avrei mai comprato. Molto interessante, io dico un libro scritto al contrario. Geniale, graffiante e secondo me sotto sotto tante metafore che rappresentanp la vita di ognuno di noi. Un po complicato da esprimere, non sono molto brava...leggetelo e capirete!

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    Emiliano

    22/09/2013 00.37.44

    Cosa aggiungere alle recensioni precedenti senza essere banale? Un capolavoro indiscusso ed indiscutibile,voto solo per alzare la media voto di questo vero gioiello letterario.

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    michela

    19/08/2013 15.00.26

    Il presente indicativo, dall'inizio alla fine, incolla il lettore alle vite dei protagonisti, molti e uno...a tratti la psicopatia di tutti loro fa rabbrividire, genera astio, pudore e pietà e mortifica gli animi. Ma se quel presente non è altro che storico, perchè la guerra è lo scenario in cui tutto si svolge, allora quel tratto psicopatico assume una connotazione imprescindibile,netta, dura e moralmente riprovevole, quale la storia degli uomini è, nella sua brutale e feroce violenza. Tristemente ci si abitua a tale brutalità, divenendo parte di un tutto di cui si tenta di non voler essere parte e il romanzo si eleva così alla più alta moralità.

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    Giovanni

    20/04/2013 18.20.28

    A cosa serve la letteratura se non ci dice nulla di nuovo? Se non ci sconvolge? Se non ci scandalizza? Questo libro è magnifico e terribile: ti toglie il sonno, ti fa riflettere, è in una sola parola un capolavoro. La Kristof ha uno stile che non concede respiro, molto personale e di grande impatto: ti mette di fronte alla vicenda senza pudore e senza ipocrisie, vorresti a tratti chiudere occhi e orecchie, pensare ad altro, ma non riesci a staccarti. Da leggere e da far leggere.

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    Gondrano

    11/04/2013 09.04.45

    Terribilmente meraviglioso, è un coinvolgente piccolo grande capolavoro.

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    Dani M.

    01/04/2013 15.55.39

    Crudo in alcuni tratti ma non ti stancheresti mai di leggerlo, soprattutto la prima parte. L'ultima necessità di un po' più di concentrazione sui personaggi e sui nomi per evitare di far confusione ma merita assolutamente di essere letto!

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    stella

    21/02/2013 19.19.32

    Concordo: geniale, sorprendente .....veramente bello!

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    Giuseppe

    18/02/2013 18.52.46

    Il libro, diviso in tre parti, è molto bello anche se un pò crudo e sconvolgente. Devo dire che le prime due parti sono stupende e le ho letteralmente divorate. Un libro che consiglio di leggere, anche se ammetto che forse non potrà piacere a tutti.

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    Gianfelice

    26/01/2013 06.44.54

    Libro incredibile. Sorprendente. Spiazzante. Di rara genialità e bellezza.

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    ilaria

    15/10/2012 17.05.36

    Un libro molto difficile non tanto per la scrittura che anzi invoglia e ti incalza a raggiungere la conclusione ma per i contenuti psicologici ostici e a voltre gratuitamente crudi. La prima parte contrariamente a molti lettori l'ho odiata mi ha procurato solo un immenso fastidio,cerco sicuramente altro da un libro! La seconda mi ha incuriosito i fatti "si sono fatti" piu' interessanti. La terza parte mi ha commosso e sbalordito. E' senz'altro un'opera di maestosa bravura ma resta sempre un pugno nello stomaco da cui occorre qualche giorno per riprendersi.

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