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Wilbur Smith

Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2005
Pagine: 586 p. , Rilegato
  • EAN: 9788830420953
Disponibile anche in altri formati oppure usato:

Wilbur Smith, uno dei massimi autori di bestseller contemporanei, ritorna in libreria con una nuova storia d'avventura e passioni che per la prima volta vede incrociarsi sotto il sole africano le strade dei Courteney e dei Ballantyne, già protagonisti di due fortunate serie di romanzi.
La vicenda ha inizio a Khartum nella seconda metà dell'Ottocento. La città del Sudan alla confluenza del Nilo Bianco con il Nilo Azzurro, è messa sotto assedio dalle tribù dei Dervisci decisi a cacciare i bianchi da quelle zone in nome dell'Islam. Li guida Muhammad Ahmad Adb Allah, il Mahdi, "colui che è guidato da Allah", un enigmatico profeta che proclama la jihad contro gli occupanti stranieri. Solo le sparute truppe del generale Charles George Gordon garantiscono la difesa ai sudditi inglesi presenti nel paese, tra cui il console David Benbrook e le sue tre bellissime figlie: la diciassettenne Rebecca e le più piccole gemelle Amber e Saffron. Coinvolte nell'evacuazione della città, le ragazze si ritroveranno presto al centro di una vorticosa girandola di avvenimenti che incrocerà i loro destini a quelli dell'ambizioso uomo d'affari Ryder Courteney, di ritorno a Khartum con il suo vapore Intrepid Ibiscarico di merci, e del coraggioso capitano Penrod Ballantyne, giunto dal Cairo in missione segreta per recare urgenti messaggi al console britannico. Sullo splendido scenario dei paesaggi africani, una serie di intricate peripezie condurrà i protagonisti ad affrontare prove inaspettate e a vivere profondi dolori ma anche grandi amori, a cui non sarà estraneo nemmeno il potentissimo Madhi.
Ancora una volta, Wilbur Smith si conferma un "maestro dell'avventura" dando vita, sullo sfondo di avvenimenti storici realmente accaduti, a una storia di fantasia i cui personaggi hanno tuttavia il fascino e la concretezza di uomini e donne reali guidati da aspirazioni e sentimenti universali, come la fede, il senso del dovere, l'ambizione, l'orgoglio, l'amore. Un romanzo che celebra il mistero, la potenza e il trionfo della natura e della terra africana e che tocca, seppur nell'ambito della narrazione romanzata, un tema di scottante attualità come la guerra di religione.

Recensioni dei clienti

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    annalisa

    05/09/2012 13.36.17

    noioso, incredibilemnte noioso e ripetitivo...lento all'inverosimile. Sembra scritto da qualcun altro

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    Giuseppe

    21/01/2011 16.57.32

    Ero molto indeciso sul voto a questo libro. Si potrebbe dividere il libro in due parti. All'inizio arranca un po', ma pian piano esce fuori la bravura di questo autore: incredibile nel descrivere le azioni, le guerre, i paesaggi. Peccano un po' i personaggi, spesso ho notato delle caratteristiche contraddittorie. L'estasi della lettura la si raggiunge a circa metà del libro, ma da lì è inesorabile la caduta. Ciò coincide con l'allungamento dei tempi di descrizione delle azioni. Dai giorni o settimana, si passa ai mesi e addirittura a 13 anni. Le ultime 100 pagine sembrano un semplice susseguirsi di notizie date così, come un telegiornale. Come se l'autore si fosse stancato di scrivere, o avesse passato la penna a qualcun altro. Le azioni vengono raccontate senza un minimo di tono che invece ha caratterizzato la prima parte. Lascia le cose importanti (morti celebri, matrimoni e figli) a poche righe di annuncio. Proprio come se volesse semplicemente dare informazioni senza pretendere nulla. La peggior cosa è il "duello finale", che mi ha lasciato quasi incredulo dopo aver assaggiato la bravura di Wilbur. Dell'ultima parte si salva il mio personale e piccolo colpo di scena. Ma è veramente poco. Se questo libro fosse finito a metà sarebbe stato un autentico capolavoro. Di certo non può neanche essere dato il voto più basso. Troppo belle alcune parti. Voto a metà.

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    Alessio

    14/09/2009 13.12.23

    Ho conosciuto Smith anni fa per caso con "Figli del Nilo", e poi ho comprato tutti i suoi romanzi, trovandone molti veramente validi. Ora compro questo ennesimo romanzo con il "sole" nel titolo. Se già l'unione delle due famiglie mi sembrava una pessima scelta (i Ballantyne non li sopporto), leggere il libro è veramente atroce: noioso, personaggi di carta velina, situazioni a volte veramente irreali. Notato inoltre un fastidioso ricorso sempre più marcato a dettagliate descrizioni di atrocità e sesso (con tanto di descrizioni anatomiche), che non contribuiscono a far decollare la storia, ma anzi la fanno scadere al livello di un qualsiasi romanzo alla Harmony o altre sbobbe del genere. Più che un libro sembra una raccolta di scene da film: erotismo da due soldi alla Laguna Blu-Paradise, un po' di pornografia, una spruzzata di Lawrence d'Arabia, un pizzico di Soldato Ryan, un velo di Indiana Jones e molti sottogeneri che non voglio nemmeno nominare. Questo non è Smith, non trascina, non rende partecipe il lettore, è solo una raccolta progressiva, lentissima e barbosissima di cose già lette/viste. Assolutamente il peggiore mai scritto da Smith.

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    viviana

    22/03/2009 12.12.51

    ho letto tutti i libri di WS ma leggendo il trionfo del sole non sono riuscita a superare le prime 10 pagine troppo noioso e inconcludente decisamente un brutto romanzo 0/5 viviana.

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    Moreno C.

    23/12/2008 16.51.32

    Promettente l'intento di narrare un fatto storico realmente accaduto e affascinante l'idea di avvicinare tra loro gli appartenenti alle due 'mitiche' famiglie Courteney e Ballantyne, ma i temi, le situazioni e lo stile si rivelano alquanto triti e ritriti (come potrebbe essere il contrario, d'altra parte, al trentesimo romanzo circa di Smith?) Ho letto questo libro meccanicamente, senza che esso mi abbia suscitato alcuna emozione, pur ritenendomi un fan di Wilbur!

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    Paolo

    18/06/2007 08.25.29

    Piuttosto atipico come romanzo di Smith, ma sempre avvincente; anche se c'e' l'incontro delle due famiglie storiche dei suoi romanzi si puo' tranquillamente leggere separatamente, non ci sono agganci o riferimenti. Dimenticavo, per chi legge tutto in chiave politica: le scene descritte sono edulcorate rispetto a quanto leggiamo sui giornali quotidianamente o vediamo in televisione.

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    Filippo

    19/01/2007 10.50.09

    Inizia lento ma la trama diventa più avvincente nella parte centrale con l'assedio di Khartum e la battaglia di Abu Klea; purtroppo le scene successive sembrano scritte da un'altra penna, non più da Wilbur Smith: la descrizione si trasforma infatti in cronaca col risultato che il lettore è meno coinvolto, fino al punto di essere trascinato in un finale frettoloso e anche un po' patetico.

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    Giuseppe

    20/12/2006 19.58.12

    Un fastidioso romanzo di propaganda politica, probabilmente dettato dai tempi che corrono, che, nonostante tutti gli sforzi dell'autore che mette in campo tutte le sue sconfinate doti letterarie (e una stimolante trovata pubblicitaria riunendo i destini delle due famiglie pietre miliari dei propri cicli d'avventura), non decolla mai realmente nella sua trama e si trascina con stanchezza in un finale agonizzante dove si evidenzia chiaramente la mancanza di idee dello scrittore. Un lavoro che mette a disagio gli appassionati di Wilbur Smith, sensazione amplificata sopprattutto se si conoscono tutti o buona parte degli altri suoi romanzi. Una caduta di stile del britannico imperdonabile, il peggior romanzo dell'autore.

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    valentina

    19/10/2006 11.35.50

    Vorrei fare la stessa richiesta che fatto una persona tempo fa nei coomenti al libro. Ho letto il l'intero ciclo dei courteney.....volendo ora proseguire con quello dei ballantyne dove deve collocare quest'ultimo romanzo? E' bellissimo leggere questi capolavori nell'ordine giusto... Vi prego fatemi sapere.... ho da poco finito di leggere i romanzi egiziani e di corsa ho assaporato anche "un'aquila nel cielo" che nel finale mi fatto piangere (meraviglioso....) Ora però vorrei dedicarmi ai ballantyne..... Aspetto con ansia una risposta. io li mangio i libri e se ne resto a digiuno, soprattutto di quelli di Wilbur, sto veramente male!!!! Grazie Grazie Grazie!!!!! Ps: anche se non l'ho ancora letto dalla trame deve essere un bellissimo romanzo quindi in fede dò al genio dell'avventura un voto alto!!!!

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    MAURIZIO

    03/10/2006 10.02.17

    Non capisco chi critica questo romanzo. E' vero è sempre lo stesso Smith che scrive in questa maniera da 30/40 anni ed è per questo che continuo a comprare i suoi libri. Il romanzo non è per niente noioso ed il fatto che si reputi scontato è solo perchè ogni autore segue il proprio schema narrativo e per noi che lo conosciamo bene le sorprese sono sempre minori. Consiglio acquisto e lettura.

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    mauro

    03/07/2006 00.23.20

    il libro si legge bene, soprattutto la parte centrale, dopo aver messo tutta quella carne al fuoco però, il finale si è rivelato affrettato (forse non poteva essere altrimenti). da un certo punto in poi(dall'incontro dei due protagonisti sotto la tenda), il testo ha assunto una velocità che sembrava voler dire... ed ora arriviamo alla fine in fretta.

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    grazy

    11/06/2006 20.33.45

    meraviglioso come tutti i libri di Wulbur Smith... le descrizioni particolareggiate di fatti e luoghi ti fanno viaggiare in prima persona dentro alla storia narrata. Ma quando si decide a pubblicare il nuovo?

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    Phil

    06/02/2006 11.40.58

    Non mi ha entusiasmato. Inizio davvero lentissimo, sembra scritto da qualcun altro. Parte centrale invece molto interessante, con ritmo, descrizioni di usanze o paesaggi, e caratterizzazione dei personaggi degne di Smith. Parte finale, purtroppo, ancora deludente, troppo sbrigativa. Sono d'accordo con chi si lamenta della traduzione: non per errori grammaticali ma per una minor efficacia dei dialoghi in generale, e in particolare delle battute di umorismo. Apprezzabile lo sforzo di mettere a confronto culture così diverse tra loro, ma libro un po' scarso, in definitiva, se confrontato ai cavalli di battaglia di Smith. Speriamo in un ritorno ai fasti del passato!

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    Giorgia

    24/01/2006 21.24.45

    Libro fantastico tutti i personaggi sono fantastici tranne l'indisponente Rebecca Benbrook.... E che dire di Ryder? Sicuramente il mio personaggio preferito come d'altronde devo ammettere di preferire il ciclo dei courteney piuttosto che dei ballantayne. Attendo con impazienza il prossimo libro

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    marco

    17/01/2006 15.44.22

    sicuramente ha scritto pagine migliori. la trama non decolla e personalmente non si è fatto leggere tutto di un fiato. le aspettative erano nel finale che però è stato quasi frettoloso. sicuramente non lo rileggerò come ho fatto con "la spiaggia infuocata".

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    Rino

    15/01/2006 22.21.51

    Il Mahdi: Viene descritto come un dio, le sue azioni e parole sono quasi infallibili, ma la sua influenza nel romanzo ad un certo punto viene troncata miseramente. Muore incredibilmente di colera.... in due righe dopo 440 pag. di protagonismo? La sua uscita di scena, secondo me, avrebbe dovuto essere curata maggiormente. Gordon : descritto come il miglior generale della GB, con il suo "esercito sempre vittorioso" ottenne vittorie strabilianti che lo fecero diventare un eroe in patria, sguardo ipnotico, carattere deciso e inflessibile, abilità tattiche geniali, ma alla fine, esce di scena morendo miseramente come un pivello ingenuo all'interno del proprio fortino, senza muovere un dito. Osannato quindi, e poi liquidato frettolosamente. Bashida : come può essere che nella prima parte del libro sia una splendida creatura agli occhi di Ballntyne, per poi trasformarsi nel finale in una "araba grassa" come la descrive Saffron? Nel tentativo di dare forza a fasi alterne ai personaggi, a volte Smith li descrive in maniera altalenante e contraddittoria. Il finale : sembra un articolo dell'Ansa dell'ultim'ora, telegrafico versione........ e vissero tutti felici e contenti, belli ricchi e famosi. Courteney e Ballantyne : perché scomodare due nomi che hanno fatto il blasone dei romanzi di W.Smith? Tra l'altro senza un nesso con i due cicli? In un intervista anni fa W.Smith disse che quando scrive un romanzo, mescola sapientemente storia, avventura, fantasia. Tuttavia, disse - é come fare una frittata - una volta fatta non si possono più distinguere le singole uova. Ho l'impressione che l'uovo della fantasia, in questo romanzo, sia stato troppo preponderante e un po' bizzarro. Considero il romanzo discreto, anche se lontano dalla forza di "Il Dio del fiume". ..... e comunque forza Wilbur sei sempre il migliore.

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    biondo

    10/01/2006 16.52.24

    Per carità non concordo con chi da 1 ma ad essere sinceri non mi ha entusiasmato.Purtroppo Wilbur dopo Monsone non ha più scritto grandi romanzi

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    marco63

    02/12/2005 16.58.34

    Quando finisci di leggerlo...ti dispiace restare solo in quel silenzio!! La storia ti prende, ogni pagina è la storia. Non capisco come non possa piacere.... Bello, bello, bello, come un film ti scorre tra le mani...bello,bello,bello!!

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    Marco

    27/11/2005 11.23.54

    Ho letto quasi tutti i suoi libri e devo dire che questo sarà sicuramente l'ultimo. Non mi era mai capitato di rimpiangere i soldi spesi per un libro. Il racconto è morbosamente infarcito di sofferenze e delle atrocità che ci sono in ogni guerra; e tutto il resto? Il racconto fluisce talvolta lentissimo e subito dopo in modo fulmineo... con un finale da cartone animato. Veramente una storia sprecata.

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    Andrea

    09/11/2005 13.15.01

    Primo libro di Wilbur Smith letto, e per caso. Sono rimasto veramente impressionato: avvincentissimo, ben scritto, multiculturale. Veramente un libro piacevolissimo. L'ultima riga del finale mi ha colpito tantissimo, splendida.

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