Traduttore: R. Borrelli
Collana: La memoria
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 6 marzo 2008
Pagine: 335 p., Brossura
  • EAN: 9788838922695
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Descrizione
Siamo nei Paesi Bassi, alla fine del Seicento. Cornelius Van Bearle sta per creare un fiore meraviglioso, un tulipano nero. Isaac Boxtel, suo vicino, cerca in ogni modo di appropriarsi dei preziosi bulbi. Per raggiungere il suo scopo entra nella serra di Cornelius, poi per liberarsi del rivale lo denuncia e lo fa incarcerare con l'accusa di aver nascosto delle lettere affidategli da Corneille de Witt, Governatore della Provincia. Van Bearle riesce con uno stratagemma a portare con sé in prigione i preziosi bulbi incartandoli in un foglio che contiene un messaggio del Governatore... Cornelius è in pericolo ma aiutato dalla giovane Rosa, figlia del guardiano della prigione, riesce a far fiorire i bulbi. Protagonista del romanzo è proprio il fiore, il tulipano nero, sullo sfondo le lotte dei Paesi Bassi nel travagliato periodo della fine del Seicento.

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    enrico

    28/08/2015 07:16:10

    Carino, molto scorrevole. Ma...lontano dai suoi capolavori!

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    eugenio

    31/05/2010 10:48:42

    Del tutto un altro pianeta rispetto ai Dumas celeberrimi, ho trovato i personaggi di questo libro molto stereotipati, non c'è introspezione. La trama non è male, ma è affrontata in uno strano modo riassunto che non è alla Dumas.

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    Beatrice

    12/04/2010 14:10:33

    Storiella mediocre, decisamente al di sotto di quanto sperato.

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    stefano

    10/01/2009 21:58:44

    gli adetti ai lavori, gli esperti, sostengono che Balzac sia stato uno scrittore mediocre. mi si lasci dire che, se Balzac non ha dato alcun contributo alla letteratura, ha dato tutto al piacere della lettura.

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    PaoloC71

    07/10/2008 12:07:14

    Bello. Scorrevole e di piacevole lettura, anche se inferiore al migliore Dumas.

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    Ylenia

    04/04/2008 18:39:01

    Un buon libro, anche se Dumas in questa sua opera appare in un tono un pò minore rispetto ai capolavori più conosciuti. Le rocambolesche avventure dei moschettieri e l'incredibile caratterizzazione psicologica del conte di Montecristo, lasciano qui il passo a una storia più semplice, meno travolgente rispetto alle altre, ma ugualmente godibile perchè Dumas resta comunque un grandissimo narratore.

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