Turandot - CD Audio di Montserrat Caballé,Luciano Pavarotti,Joan Sutherland,Nicolai Ghiaurov,Giacomo Puccini,Zubin Mehta,London Philharmonic Orchestra

Turandot

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Compositore: Giacomo Puccini
Direttore: Zubin Mehta
Supporto: CD Audio
Numero supporti: 2
Etichetta: Decca
Data di pubblicazione: 1 aprile 1985
  • EAN: 0028941427427
Salvato in 8 liste dei desideri

€ 41,50

Punti Premium: 42

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Disco 1
1
Popoli di Pekino!
2
Gira la cote!
3
O giovinetto! Grazia, grazia!
4
Figlio, che fai?
5
Fermo! Che fai? T'arresta
6
Signore, ascolta
7
Non piangere Liù
8
Olà, Pang! Olà, Pong!
9
Ho una casa nell'Honan
10
O mondo, O mondo
11
Introduzione (Scene 2)
12
Gravi, enormi ed impotenti
13
Un giuramento atroce mi costringe
14
Popolo di Pekino
Disco 2
1
In questa reggia
2
Straniero, ascolta
3
Gloria, gloria, o vincitore
4
Tre enigmi m'hai proposto
5
Introduzione - Così comanda Turandot
6
Nessun dorma!
7
Principessa divina!
8
Tu che di gel sei cinta
9
Liù! Liù! Sorgi! Sorgi!
10
Principessa di morte!
11
Che è mai di me?
12
"Del primo pianto" - "Più grande vittoria non voler"
13
So il tuo nome!
14
"Diecimile anni al nostro Imperatore"-"Padre augusto" augusto"
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    Alberto Zini

    15/01/2007 15:22:45

    Capolavoro indiscusso ed indiscutibile della discografia pucciniana.La Sutherland,esimia interprete del belcanto ottocentesco(Bellini e Donizetti,per intenderci) con le sue eroine angelicate,compie un'operazione di portata storica liricizzando una parte che prima era stata monopolizzata esclusivamente(tranne il caso della Callas)da soprani drammatici(sopratutto di area tedesca).Il risultato è sbalorditivo:la voce,di purezza adamantina è di abbagliante bellezza in tutta la vasta estensione richiesta, esaltata in una linea morbida e duttile,ricca di chiaroscuri che delineano un personaggio meno declamante ma di umanità per una volta più vera e vivida,tanto da rendere persino credibile la vicenda.Mai la grande aria al secondo atto era stata così meravigliosamente cantata ed interpretata,mai gli enigmi così chiaroscurati.Un capolavoro,insomma.Compagno adattissimo è Pavarotti che disegna un Calaf argentino e squillante grazie a timbro che più bello non si può.Le arie del primo e terzo atto sono paradigmi di canto pucciniano con la loro accattivante,semplice comunicativa(sono cantate,tra l'altro in modo fantasmagorico).Ghiaurov è titanico per voce e per l'accento sempre vivo e pertecipe(sentire"perduta la battaglia").La Caballé canta in modo paradisiaco(sentire"signore Ascolta"con la conclusione sul si bemolle in pianissimo rinforzato e poi smorzato nuovamente) anche se non è troppo partecipe interpretativamente.Ottime le maschere.Metha dirige una parte orchestrale sensazionale.il suono è ovunque brillante,ma come solcato da profonde fratture di nevrosi,a dipingere una corte di scintilante ma anche crudele bellezza ed opulenza dove tutto è immerso in un clima di gelida ma sensualissima(come appunto avviene nella voce della protagonista)luminosità.Ottima l'orchestra,buono il coro eccellentissima la qualità della registrazione.Massimo dei voti con miliardi di lodi!

  • Montserrat Caballé Cover

    Soprano spagnolo. Dopo un lungo tirocinio come comprimaria, si impose nel 1965 nella Lucrezia Borgia di Donizetti al Carnegie Hall di New York, che le dischiuse le porte dei principali teatri del mondo. È stata tra le migliori interpreti di Bellini, di Donizetti e del primo Verdi per la voce duttile e dolcissima, l'uso sapiente dei pianissimi nelle note acute, la morbidezza del legato. Soprano prettamente lirico, si è però anche accostata ai ruoli più drammatici di Verdi e Puccini, nonché all'agilità rossiniana. Approfondisci
  • Luciano Pavarotti Cover

    Tenore. Esordì nel 1961 a Reggio nell'Emilia con La Bohème di Puccini, destinata a diventare l'opera a lui più congeniale, cui si aggiunsero presto altri due titoli capitali della sua brillantissima carriera, L'elisir d'amore di Donizetti e Un ballo in maschera di Verdi. Attorno a queste tre opere, interpretate più e più volte in tutto il mondo, ha costruito un repertorio ben calibrato di ruoli lirico-leggeri (soprattutto donizettiani e belliniani), poi gradualmente affiancati da personaggi più drammatici. L'oculatezza nelle scelte gli ha permesso di conservare pressoché integro uno strumento vocale unico per morbidezza, lucentezza e perfezione tecnica, che unitamente alle innate doti comunicative ha favorito un'eccezionale popolarità internazionale. Vanta una vastissima discografia, che spazia... Approfondisci
  • Giacomo Puccini Cover

    Compositore. Gli esordi. Ultimo di una dinastia di musicisti attiva da cinque generazioni, rimase orfano a sei anni per la morte del padre Michele, già organista e maestro del coro del duomo, nonché direttore dell'Istituto musicale di Lucca. Nonostante le difficoltà finanziarie, la madre Albina Magi poté fargli seguire studi regolari al Ginnasio e all'Istituto musicale, studi che tuttavia il ragazzo affrontò senza troppo entusiasmo. Il suo primo maestro, lo zio Fortunato Magi, succeduto nelle cariche del cognato, lo affidò quindi a Carlo Angeloni (già insegnante di Alfredo Catalani), col quale Giacomo studiò con notevole profitto e scoprì la propria vocazione per il teatro. Nel 1876 si recò a piedi a Pisa per assistere per la prima volta nella sua vita alla rappresentazione di un'opera, l'Aida... Approfondisci
Note legali