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Robert Musil

Curatore: E. Ganni
Editore: Feltrinelli
Edizione: 4
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
Pagine: 151 p., Brossura
  • EAN: 9788807901751
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    Cristiano Cant

    10/05/2017 05.04.09

    "Una grande idea matura solo a metà nel cerchio di luce del cervello, l'altra cresce sul fondo oscuro dell'anima. Essa è soprattutto uno stato d'animo, sulla cui punta estrema il pensiero pesa come un fiore". E' proprio nel vivere fra quelle due metà, nel suo farsi e percepirsi acerbi in ognuna di esse, in quel meraviglioso oscillare divisi fra i fragili bordi del sentire e i concreti favori del capire, è lì, in quella cruna strettissima, che l'uomo e la biografia delle sue idee tentano di approdare a una realtà di coscienza. I passaggi possono essere lenti, tremendi, nascosti fra mille spigoli aguzzi uguali a lame nel costato, ma è quella la strada. Crescere significa ferirsi, intuire già che il senso delle cose rimarrà scivoloso e amaro nel sogno delle attese più intime; significa non voltare le spalle al mistero della crudeltà. Romanzo del sentire, delle sue declinanti certezze, di amore e rancore incespicanti fra le brume di un'identità imprecisa, di rabbie facili, di risse esplose per pochissimo, di morte. Romanzo immortale, i passi di un ragazzo in un collegio come i primi moti contro l'idea di disciplina, il mistero e i sinistri incanti dell'amicizia, le cattive influenze, i raggiri, la falsità, "le velenose foglie dell'infamia". Dirà Musil: "Fra la vita che si vive e quella che si sente, che s'intuisce, che si vede da lontano, c'è una frontiera invisibile. La porta stretta in cui le immagini degli avvenimenti debbono infilarsi per passare nell'uomo". I conflitto di una solitudine acuta, sottile, l'inspiegabile anelito di cui si cerca invano il nome. Perché "quello che per un istante conosciamo in modo pieno e irriflesso diventa confuso e incomprensibile se gli gettiamo addosso le catene del pensiero, per farne un possesso duraturo". C'è un dentro che in certi caratteri ne sa sempre di più di ogni vera conoscenza ordinaria. Un guasto dell'anima che in realtà è l'impronta di una singolarità meravigliosa. Capolavoro assoluto.

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