Categorie

Massimo Carlotto

Editore: Rizzoli
Collana: Scala italiani
Anno edizione: 2016
Pagine: 301 p. , Rilegato

12 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Thriller e suspence - Thriller

  • EAN: 9788817087643


Maestro riconosciuto del noir europeo, Massimo Carlotto ci ha abituato a spingere i confini dei generi dove nessuno è mai arrivato. Per scrivere il suo primo thriller ha fatto saltare ogni paradigma.

«Tutti fingono, la menzogna è l’unica moneta di scambio che abbia valore. Solo che noi dobbiamo essere più bravi.»

“Conosceva bene quello stato in cui razionalità e istinto di conservazione si annullavano rimettendolo alla mercé del sovrano dell’universo: il caos”.

Venezia. Il buio rimbalza sulle pareti delle calli dando vita a quella tipica atmosfera “gangster anni Trenta” che solo le anime romantiche e tenebrose riescono a vedere, nonostante si trovino in pericolo. Se anche voi appartenete a questa ristretta élite, non potrete non mettere le mani su Il Turista per tenerlo sul comodino, a portata di mano, pronti a rivivere ogni sera quel buio e quel tocco noir. Perché anche se il killer del nuovo romanzo di Carlotto perpetra i suoi assassinii alla luce del giorno, l’ombra e il mistero non smetteranno mai di starsene appollaiati sulla vostra spalla durante la lettura. E proprio quando sarete convinti di avere davanti ai vostri occhi il criminale perfetto, Carlotto cambia inquadratura, e con un taglio secco ci presenta un personaggio tridimensionale. Un predatore che mentre spicca il balzo felino per attaccare la propria vittima si trasforma in preda: “Si girò alla ricerca di inseguitori ma la calle era desolatamente vuota. Riprese a correre con la terribile consapevolezza di essere diventato una preda”. Potrà sembrarvi un semplice thriller – un assassino, una spiccata tendenza all’ossessività e alla serialità, un poliziotto pronto a firmare questa storia con la parola “fine”. Eppure Il Turista è molto più di questo. Carlotto ci presenta subito l’assassino. Sappiamo chi è, sappiamo il suo nome, le sue abitudini, la sua storia e persino il suo soprannome; lo vediamo sbocciare, crescere e svilupparsi, come la sagoma nera di un albero minaccioso che, però, costeggia il ciglio di quella strada che riporta a casa ciascuno di noi, in una serie (o)scura e infinita. Non potrete non amare questo libro: potenza visiva, chiarezza espressiva e forza espositiva. Il Turista scava nelle lande più desolate che sono dentro di noi. Riuscirete a ritrovare anche voi la strada di casa e a non smarrirvi, trasformandovi da predatori in vittime?

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    Davide

    01/12/2016 16.51.44

    No, non ci siamo. Personaggi senza spessore, trama che all'inizio sembra promettere bene, ma poi scade in (im)probabili colpi di scena. Personalmente apprezzo molto il Carlotto dell'alligatore o di Pellegrini, in questo caso non credo di proseguire la "saga" (il finale sembra far presagire l'inizio di una saga).

  • User Icon

    MPP

    23/11/2016 17.16.09

    Ma dov'è il Carlotto di una volta? Libro molto deludente, trama quasi inesistente, storia senza senso...Mi dispiace moltissimo dover giudicare in questo modo il nostro Massimo che stimo e ammiro ma, stavolta, ha davvero sbagliato tutto. Do 1 perché non si può dare meno.

  • User Icon

    monica

    09/11/2016 07.46.24

    Non e' proprio pessimo, forse troppi personaggi che si raccontano e che si intrecciano rendendo la lettura confusa e noiosa, il ritmo non e' incalzante e la trama diventa quasi inverosimile. E' il primo, libro di Carlotto che leggo sicuramente andra' meglio col prossimo.

  • User Icon

    Paolo

    31/10/2016 13.00.03

    Uno dei libri peggiori di Carlotto e mi dispiace proprio scriverlo. Spero si tratti di una crisi passeggera perché ci ha abituati a ben altro.

  • User Icon

    Umberto Mottola

    26/10/2016 18.33.24

    Thriller ben costruito e che si legge piacevolmente, la tensione narrativa sempre alta. Tuttavia alcune situazioni e alcuni aspetti dei personaggi sono un po' inverosimili. Non mi è piaciuta la scelta dell'autore di dare alla storia la possibilità di un seguito.

  • User Icon

    as

    21/10/2016 15.23.55

    deludente manca la grinta e la critica sociale dei suoi precedenti personaggi resta un po' di noir e hard ma non basta alla prossima

  • User Icon

    Ivan Rettore

    20/10/2016 17.53.48

    Romanzo scadente perché scritto in modo un po' confuso e senza quel ritmo incalzante a cui ci aveva abituato Carlotto. Il finale è pasticciato e realizzato in tutta velocità, quasi come se l'autore avesse fretta di finire il suo scritto. Poi ci sono elementi all'interno del racconto per nulla credibili, in quanto non esistono organizzazioni di killer a pagamento che operino senza essere parte integrante di un gruppo criminale definito. Anche il fatto che vi sia un'organizzazione di agenti che operi contro questa presunta entità di assassini professionisti risulta poco credibile, perché i poliziotti che agiscono nell'ombra si attivano per colpire fenomeni criminali di ben altra natura e con finalità ben più estese rispetto a quelle riduttive che potrebbe avere una semplice aggregazione di killer che si offrono al maggior offerente. Anche il fatto che questi killer integrino al loro interno un maniaco qual'è il turista, denota una forte debolezza di questi criminali che di fatto non viene mai ammessa nelle organizzazioni di malfattori, perché proprio la natura imprevedibile di tali soggetti non viene tollerata e spesso e volentieri preferiscono stroncarli sul nascere piuttosto che correre rischi inutili. In conclusione, Carlotto non solo non riesce a riproporre trame originali e con uno stile accattivante come dimostrò di avere agli inizi della carriere, ma risulta sempre più ripetitivo e poco credibile in ciò che racconta. Segno di un declino? Staremo a vedere!

  • User Icon

    carlotta

    17/10/2016 14.08.30

    pessimo. anch'io mi sono chiesta se fosse proprio opera sua.

  • User Icon

    Valentina

    06/10/2016 12.04.42

    Piena concordanza con il commento di altri, stessa sensazione che l'opera non sia tutta opera reale dell'autore. Dov'è finita la sua impagabile capacità di scandagliare il nero più nero dell'animo umano e di descriverlo come solo lui sa fare, senza filtri e senza retorica?In questo romanzo compaiono invece filtri di patinata retorica dove i personaggi sono poco credibili e l'anima di Venezia latita...Peccato!Speriamo che Massimo Carlotto torni presto con noi.

  • User Icon

    EVA MASCHIETTO

    06/10/2016 09.49.21

    Si tratta di un prodotto commerciale adatto ad un pubblico che non conosce Venezia e non appassionato di thriller o di gialli in genere. La trama prende i leitmotiv di Stieg Larsson ed emuli e li sviluppa con stanchezza e noia. Pietro Sambo è un personaggio poco riuscito. Ma la cosa peggiore - per chi voglia scrivere su Venezia - sono gli errori. Il dubbio già creato dal recensore precedente che il libro non sia stato scritto da Carlotto è venuto anche a me. La descrizione di Venezia (quasi maniacale nell'elencazione di nomi di luoghi...addirittura troppo) sconta due o tre errori marchiani quando si dice (in ben due occasioni) che "le grandi navi" passerebbero per il Canal Grande (!!!)(anzichè per il canale della Giudecca) e quando si usano termini che un veneziano (e pure un veneto) non userebbe mai (es. Fondamenta Nuove proprio alla prima pagina...). Probabilmente l'autore non ha riletto il testo in stampa, altrimenti sarebbe una vera figuraccia.

  • User Icon

    Fabio

    06/10/2016 09.48.17

    Non sembra neanche scritto da lui. Da uno che ha creato Giorgio Pellegrini ti aspetti un tocco diverso nel delineare il personaggio di uno psicopatico serial killer,che è poi il protagonista di questa storia e magari anche di un sequel.Il Turista è un personaggio vuoto,banale,imbarazzante,comico in modo involontario (feticista di borse?mah),che non trasmette alcun brivido,alcuna emozione,come peraltro tutti gli altri personaggi di questa storia bislacca,che semplicemente non sta in piedi Mi pare che Carlotto abbia perso completamente l'ispirazione e di certo negli ultimi romanzi si è allontanato anni luce dall'originalità del primo Alligatore e dai brividi delle storie di Pellegrini.Con "Il Turista" secondo me ha toccato il fondo.

  • User Icon

    angelo

    26/09/2016 09.42.00

    Ingredienti: un serial-killer che colpisce in trasferta attirato da borse femminili, un ex-poliziotto incaricato di indagare sul suo ultimo delitto per riscattare il proprio onore, due squadre nemiche di servizi segreti in azione a Venezia, due pedine minori in lotta per salvare la pelle ed i propri cari. Consigliato: a chi gradisce un gioco di spionaggio capace di travolgere chi finisce tra i suoi ingranaggi, a chi apprezza un maestro del noir capace di creare storie dal finale aperto a nuove puntate.

  • User Icon

    Roberto

    25/09/2016 11.28.15

    Ho letto con grande piacere tutti i precedenti libri di Carlotto ma stavolta ho qualche critica da fare. L'impianto narrativo è complessivamente convincente ma le situazioni sono spesso al limite della credibilità e poi il finale è sbrigativo come se l'autore avesse avuto fretta di concludere. Ma che gli costava scrivere un paio di capitolo in più ?

  • User Icon

    giulio

    13/09/2016 23.01.20

    mah...fatico a credere che sia opera di Carlotto, forse avrà messo mano a qualche paragrafo, ma certamente sia l'impostazione che la scrittura de "Il turista" sono molto molto lontani dallo stile nitido e dalle trame precise e coerenti a cui ci ha abituato lo scrittore padovano. I personaggi sono poco verosimili, la trama, che negli altri romanzi è quasi cronaca tanto è rigorosa la descrizione dei comportamenti della mala veneta, qui è un feuilleton a mezzo servizio tra improbabili serial killer e ancor più improbabili agenti dei servizi. che peccato, mi auguro che Carlotto ritorni presto sulla vecchia strada...

  • User Icon

    marcello

    08/09/2016 19.05.05

    Abbastanza noiosetto, inizio tradizionale, poi diviene plurintrecciato al punto da soffocare il Turista, poi infine quando ogni intreccio o patteggiamento diviene possibile perchè avulso da morale, regole, rispetto per le vite anche insignificanti il libro diviene sbrigativo per finire in un Epilogo superstringato ma che forse promette un sequel.

Vedi tutte le 15 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione