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Romana Petri

Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2011
Pagine: 425 p. , Rilegato
  • EAN: 9788830430754
Usato su Libraccio.it € 7,44

Li avevamo lasciati sulla soglia di un cambiamento importante, Alcina e Spaltero, protagonisti del romanzo Alle Case Venie, che Romana Petri pubblicò nel 1997. Ci avevano conquistato, da subito: lei un po' maga, come vuole il suo nome ariostesco; lui solido, leale, attaccato alla sua terra, ma con un insopprimibile desiderio di mare. Avevano condiviso un'esperienza di quelle che cambiano la vita, la lotta partigiana combattuta sul Pausillo, nelle montagne umbre, durante l'inverno del 1944; ma poi si erano separati, Spaltero in Argentina a cercare di realizzare il suo sogno, Alcina lì, alle Case Venie, vestale di una dimora popolata dai fantasmi dei suoi familiari. A tenerli ancora uniti, sulla soglia estrema di quel distacco, un bacio e una promessa.
Sono i fili di cui la scrittrice si è servita per traghettarli in questo suo nuovo romanzo che si intitola Tutta la vita, in omaggio al compiuto adempimento di quella promessa. Con la tempra combattiva che la contraddistingue, Romana Petri dà battaglia a quell'inveterato luogo comune che considera gli amori fragili o infelici quelli più artisticamente interessanti, e la vince: questa è un'appassionante storia di amore vero, radicato in profondità e, nello stesso tempo, di intenso respiro epico. Nella prima parte del romanzo è Alcina a scendere in campo, servendosi dell'amore che prova per Spaltero come di un grimaldello per scardinare le proprie ossessioni: la paura della morte, l'estrema ritrosia a staccarsi dal passato, il rifiuto di immaginarsi un futuro, quasi fosse un tradimento nei confronti dei suoi familiari. Quel "sapore di eterno" che le ha lasciato il bacio di Spaltero ha innescato una metamorfosi che non è solo fisiologica o sentimentale, ma anche e soprattutto psicologica e mentale, laddove Alcina constata, con ironica lucidità, il paradosso che è stata finora la sua vita per cui ora lei, a più di trent'anni, deve lasciarsi "la vecchiaia alle spalle".
È una donna nuova, quella che nell'estate del 1948 approda in Argentina, in compagnia di un cane poco addomesticabile; una donna pronta a conoscere la pienezza dell'amore e ad affrontare la maternità, nonostante continui a essere una ferita aperta il ricordo di sua madre morta nel dare alla luce Aliseo. E fin dalla nascita, si intuisce la speciale essenza di sua figlia Buena, diminutivo di Buenaventura: questa "buona sorte" che ha lo sguardo impavido di una Floria Tosca è amatissima non solo dai genitori, che vedono in lei un potenziamento delle loro individualità, ma anche da un altro personaggio importante nella struttura della storia, Toni, il cugino di Spaltero che diventa grande amico di Alcina. Toni unisce alcune delle caratteristiche di persone care ad Alcina, come il vecchio amico d'infanzia Bitto e Aliseo, il giovane fratello fucilato dai nazifascisti, alla sua specifica natura di uomo che è stato ferito dalle relazioni affettive e si rifiuta di considerare la sua scrittura come piacevole dolcificante pronto all'uso (come vorrebbe sua moglie Francisca, donna e pittrice di assoluta superficialità), concependola piuttosto come strumento di impietosa chiarezza. Sarà proprio Toni a esercitare un influsso profondo sulla natura coraggiosa di Buena, all'interno di un contesto politico che finisce per risultare tragicamente paradossale: la dittatura fascista contro cui avevano combattuto Spaltero e Alcina si è riformata, diversa nella formulazione ma sinistramente simile nelle caratteristiche strutturali, in quella che ormai considerano la loro terra, l'Argentina. È un potere estremamente subdolo, quello del generale Videla: mantiene intatta la facciata del paese, mentre risucchia i giovani nel buio senza scampo della tortura e della morte. E se non rimane che la scrittura come ultima arma – il romanzo che Buena, appartenente a quella generazione intrappolata e risucchiata dalla storia, progetta di scrivere sugli orrori della dittatura, ma anche sull'amore, sull'amicizia, su quelle battaglie fatte in nome della libertà che accomunano i giovani italiani e argentini – allora anche il linguaggio dovrà farsi carico della sfida.
Ricorrendo alle risorse dell'espressività epica, così poco usate nella letteratura di oggi e così vitali, Romana Petri – che sta scrivendo quel romanzo progettato da Buena – riesce a conferire un sapore di nobile, antica lealtà all'intera gamma dei sentimenti e delle idee. L'amore non ripara solo nel cor gentile, ma in un "travolgimento sensuale di bocche e di anime" che viene espresso attraverso metafore e clausole ritmiche attinte alla ritualità del duello; i dialoghi risultano confronti e scontri di idee in cui prevale non chi fa la mossa più astuta, ma quella più ardita e dunque spiazzante; il ricorso agli epiteti fissi, caratterizzando fortemente i personaggi, li rende indimenticabili: la "bruscheria" di Alcina, la risata "di sbieco" di Spaltero, il sorriso "da rettile" di Toni, lo sguardo "d'un nero senza scampo" di Buena. Ma non è soltanto per i suoi protagonisti, né per la potente tensione emozionale che lo anima o per il suo fiero linguaggio che questo romanzo può definirsi epico: la scena finale mostra con ogni evidenza che la sfida più radicale consiste nel reinventarsi, in mezzo alle ferite della psiche e alle macerie della storia, una nuova possibilità di futuro.
Maria Vittoria Vittori

Recensioni dei clienti

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    rosy

    28/05/2015 16.55.27

    Dopo aver letto i giudizi precedenti mi sono fatta un'idea più chiara del libro. Se il romanzo piace molto o non piace affatto significa che siamo di fronte a un libro di indubbio interesse. Il commento precedente dice che la Petri scrive benissimo e sono perfettamente d'accordo. Questo libro, però, oltre ad avere un fine linguaggio oggi piuttosto raro nel nostro panorama, ha anche una storia forte che mi ha coinvolta molto. Certo è un libro tragico, e bisogna capirlo. Il finale non è felice come molti hanno creduto. siamo di fronte a una famiglia distrutta e non sarà di certo l'eterno amore tra Alcina e Spaltero ad equilibrare tutto ciò che si è perduto dentro. Con la Allende, personalmente, non trovo ci sia molto da spartire. La scrittrice sudamericana non scrive molto bene, basa tutto sull'effetto dell'emozione anche se La casa degli spiriti resta il suo miglior libro. Qui c'è molto della tragedia greca, Alcina mi pare proprio uscita da lì. E il mio personaggio preferito è stato proprio Toni, la sua vita fa da contrappunto all'amore d'acciaio dei due protagonisti, la sua ricerca dell'amore perfetto un'illusione perché in realtà non lo vuole e non sarebbe in grado di conservarlo. Insomma, i gusti dei lettori sono vari. Io l'ho trovato un capolavoro. L'ho finito un po' di tempo fa, ma navigando qui e leggendo i vari pareri mi è venuta voglia di scrivere. Lo consiglio a chi ama la bella scrittura, le parole mai sdolcinate (hanno detto pure questo mi pare) e l'emozione forte di avere un gran bel romanzo tra le mani

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    rosanna

    24/05/2015 19.22.33

    Romana Petri scrive benissimo ma la storia non funziona.Il romanzo ingrana faticosamente dopo almeno un quarto della sua lunghezza ma si perde dietro i troppi temi intrapresi e non sviluppati dall'autrice. Mi è sembrata la brutta copia de "La casa degli spiriti" della Allende visti i riferimenti al rapporto con i morti della protagonista,accennati ma non sufficientemente contestualizzati,o delle torture subite dalla figlia da parte del regime. Il personaggio del cugino scrittore poi sembra messo l1 per riempire le pagine,non trovo la sua presenza determinante ai fini della storia. Ma soprattutto ho notato una superficialità nella conclusione che mi ha lasciato fortemente delusa e anche infastidita. Un po' di rispetto per l'intelligenza dei lettori non guasterebbe

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    adelaide pepe

    12/05/2014 09.31.07

    Conosco da poco questa scrittrice e ne sono rimasta estasiata. Il primo libro che ho letto è stato "ovunque io sia" che mi ha emozionato tantissimo fino a farmi commuovere. Questo è diverso ma altrettanto intenso e realista in molte introspezioni psicologiche. Inoltre è l'occasione per rendere note ancora una volta le vicende legate alla dittatura, le sue conseguenze; non mi pare poco. Lo consiglio a tutti.

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    FABIO

    21/01/2014 18.46.39

    Grande fatica fino a pagina 150, poi il bisbiglio di Pennac è diventato un urlo. Basta, non riesco ad andare avanti, passo ad altra lettura. Scrittura banale, personaggi non credibili in un contesto che non regge. Poteva essere una cosa interessante, ma è un libro che non lascia niente, non serve.

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    Patrizia

    22/04/2013 15.39.42

    Romanzo bellissimo. Intenso e molto commovente

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    lolo46

    17/10/2012 19.30.21

    a me questo libro e'piaciuto ed era il primo che leggevo di questa scrittrice con conoscevo. un libro che mi era stato regalato tempo fa ed era rimasto sulla mensola. ho iniziato a leggere e all inizio non mi piaceva per niente. lo trovavo scontato e banale (forse perche'poi ho scoperto, cé ne era un altro 'le case venie'che lo precedeva). poi con lo scorrere delle pagine, mi e'piaciuto molto. tante riflessioni e dialoghi in cui ci si puo'rispecchiare. nulla a che fare con il 'Melody'citato da una recensione precedente. sicuramente, se la scrittrice avesse avuto il tempo , che ne so ...10 anni...per leggere, rileggere, correggere, affinare, migliorare...alcune cose avrebbero potuto essere espresse con maggiore intensita. ci sono, sicuramente dei cali di tono e di emozione nel racconto....io ho trovato troppo banali per esempio le descizioni di Francisca, i suoi attributi e le frasi che le venivano fatte dire. pero'un libro bello, da leggere. ci sono alcune frasi e situazioni che possono far riflettere , anche in maniera semplice, come semplici sono Alcina e Spaltero, come difficile e'pero'anche il mondo reale.

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    Laura

    30/01/2012 16.49.04

    Non esiste lo zero, pazienza, era il punteggio giusto per questo libro a metà tra l'Harmony e l'intreccio di una telenovela. Un inizio che lasciava ben sperare, ma non dura che qualche decina di pagine, poi è tutto un susseguirsi di avvenimenti mal raccontati, personaggi mal congegnati, con l'infelice incursione nella tremenda storia argentina del secolo scorso giusto per non perdere l'occasione di raccontare nel dettaglio le torture subite dalla giovane figlia della protagonista e aggiungere un tocco noir al miele malripartito nelle pagine precedenti. Vivamente sconsigliato!

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    chiara77

    09/01/2012 22.19.47

    A me il libro non è piaciuto molto. All'inizio l'ho trovato eccessivamente sdolcinato senza la capacità di coinvolgermi ed emozionarmi veramente, mentre la parte finale mi è sembrata troppo brutale, con la descrizione dettagliata delle torture e delle atrocità subite dai desaparecidos argentini.

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    Chiara

    06/10/2011 20.28.30

    All'inizio un po' di fatica a prendere la mano con lo stile, che ingrana un pelino dopo della storia. Bel romanzo, forse anche perche' durante la lettura ho conosciuto una coppia che, pur con la sua storia completamente diversa da quella di Alcina e Spaltero, mi ha fatto fare un'associare, e trovare un po' di verita' in questa storia d'amore grandissimo che non sembra piu' possibile, non sembra piu' dei nostri tempi. La parte finale mi ha fatto un po' tornare in mente la Allende. E il capitolo su Buena e Javier...veramente duro. Un bel libro.

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    M.T.

    25/06/2011 10.51.23

    Una scrittura intensa e poetica, personaggi che si imprimono nella memoria del lettore, la Storia che si fa storia familiare e quotidiana. Un gran bel romanzo.

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    g.

    16/06/2011 12.49.59

    molto sentimentalismo, poca poesia...

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    paola

    07/06/2011 13.10.08

    Non male,leggero...quasi fino alla fine!Ma,forse per paura di apparire un romanzo alla "Harmony",la scrittrice ha infilato dentro le torture e le storture del regime argentino e i drammi dei desaparecidos....in un contesto stridente.Troppo molle quest'ultima parte rispetto al dolore storico ,vero,reale straziante di una storia recente.

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    elda

    31/05/2011 13.33.46

    Intenso e coinvolgente, l'ho finito ora... e mi è piaciuto. Davvero straordinario ed assoluto l'amore che lega Alcina e Spaltero.

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    camilla

    04/05/2011 18.17.38

    Intensissimo e bellissimo romanzo, la figura di Alcina ti resta nel cuore, indimenticabile anche il personaggio di Spaltero con il suo rassicurante ottimismo e la sua forza verso le insidie della vita. La vicenda della figlia di Alcina mi ricorda molto quella narrata in un altro libro che ho adorato "La bambina nata due volte". Questo è il primo libro di Romana Petri che leggo ma ora che la conosco leggerò sicuramente anche i precedenti.

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    Alina Laruccia

    24/04/2011 21.08.25

    Dimenticavo: sono una libraia. Indipendente. Libri ne escono a valanga. Così intensi, raramente. Un luogo dell'anima in cui è facile entrare. E perdersi. E ritrovarsi. Come tutta la vita.

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    Renata

    30/03/2011 12.10.39

    Avevo considerato Ovunque tu sia uno dei libri piu belli letti negli ultimi anni. E poi arriva Tutta la vita, un romanzo meraviglioso. La storia di Alcina e Spaltero ti conquista e coinvolge quasi che a lasciarli ti addolora perche è un amore di quelli eccezionali che ti convinci possano esistere davvero. Protagonisti semplici e coraggiosi, Alcina donna tenace e sensibile ma ancorata al passato e ai suo morti; Spaltero, bello, forte, giovane e ottimista. Mi è piaciuto molto il personaggio di Toni e ho trovato davvero nobile il bel rapporto con gli animali. Una perfetta ambientazione che si divide tra Città della Pieve e l'Argentina, insieme allo stile impeccabile e a quel profumo di antico che si respira durante lettura mi hanno fatto innamorare di questo romanzo quasi a voler immaginare che sia stata una storia vera. Tutta la Vita ti avvolge e ti fa respirare l'amore eterno Bravissima Romana

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    rosalia alajmo

    19/03/2011 12.31.34

    tutta la vita.mi commuove sempre romana quando con le sue pagine fa appassionare ..solo lei riesce a farti "vedere" i personaggi del romanzo.. Alcina è una donna forte, coraggiosa, è una che ha creduto in un sogno... e forse per questo lo ha realizzato.. Spaltero risponde ad un modello maschile ormai dimenticato, ma... anche desiderato.! Buena , la figlia che.. incanta con la sua capacità di ereditare tanta passione per la vita e per i sentimenti... toni, il simbolo di una amicizia eterna che va oltre la morte.. e semina dietro di sè amore e malinconia... adoro Romana e la passione per la vita e per l'amore che mi trasmette.

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