Tutto è uno. L'ipotesi della scienza olografica

Michael Talbot

Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
Pagine: 349 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788807887413

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Scienze, geografia, ambiente - Astronomia, spazio e tempo - Cosmologia e l'universo

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    Jayan Walter

    31/01/2017 14:38:14

    Questo libro per me è stato fondamentale per la comprensione dell'universo. Propone, in modo strettamente scientifico e confermato ultimamente da numerose prove, che ogni parte dell'universo contiene il "tutto", proprio come avviene negli ologrammi. E' ciò che ci insegna la filosofia indiana e i Grandi Maestri del passato e del presente. Solo così si possono spiegare i cosiddetti miracoli e le percezioni extrasensoriali. Nel pensiero indiano si va oltre. Non solo ogni cosa contiene il Tutto, ma ogni cosa è il Tutto. Esiste solo il Tutto, le separazioni del mondo finito sono solo apparenza. Siamo tutti interconnessi.

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    luciano

    06/06/2016 21:09:09

    In questo libro vengono trattati molti fenomeni paranormali: telecinesi, esperienze extracorporee e di pre-morte, l'inconsistenza della separazione fra passato-presente-futuro, la materializzazione di oggetti fisici dal nulla... il tutto nell'ottica della fisica dei quanti ( interazione tra osservatore e oggetto osservato) e del modello olografico. La scienza ignora questi fatti, che pure accadono e che molte persone ne danno e ne hanno dato testimonianza attraverso i secoli, in quanto non sottostanno al metodo scientifico, e come Galileo rischiò la condanna dell'Inquisizione perché sosteneva che la Terra ruotasse attorno al Sole, così i fenomeni paranormali vengono esclusi dall'indagine scientifica e, dogmaticamente, condannati e sbeffeggiati. Come dimenticare il comportamento vergognoso che Piero Angela tenne nei confronti di Gustavo Rol, uno dei più grandi sensitivi che abbia avuto l'Italia? Per molti scienziati vale il dogma: " ciò che non può essere spiegato scientificamente non è vero"; non si pongono neppure il problema della loro ignoranza in questo campo. Dice Shakespeare, parafrasandolo, : "Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne immagina la tua scienza". Un personaggi della grandezza di Sri Aurobindo, che gli indiani venerano alla stregua di Gandhi, è stato un Marco Polo dello Spirito ed ha sperimentato " un regno al di là dello spazio e del tempo, composto da una infinità multicolore di vibrazioni", e popolato di esseri metafisici talmente avanzati rispetto alla conoscenza umana, da farci sembrare come bambini. E ciò che si impara in questi " magnifici e luminosi regni dello spazio" è che tutta la separatezza è un'illusione e che tutte le cose sono fondamentalmente interconnesse. Una concezione simile all' "Anima Mundi" di Ficino. Buona lettura.

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